Il sacrificio
Le religioni nascono perchè gli dèi hanno fatto miracoli e prodigi e gli uomini ne chiedono sempre altri.
Le religioni sono essenzialmente sistemi simbolico culturali di alleanza con gli dèi per avere continuamente da loro miracoli e prodigi.
Il Rito Religioso unico e fondamentale di tutte le religioni è il rito che si fa per chiedere il Sacro e avvenga il miracolo. Questo rito è il rito del " sacrificio" [ fare sacro ciò che non lo è ] .
Per chiedere agli dèi il Sacro, gli uomini, universalmente fanno il rito del sacrificio : questo rito è universale, appartiene all'homo religiosus, ne è un archetipo.
Se il mondo degli uomini si separa dal sacro c'è il pericolo che perda vitalità e perisca.
Il sacro, il potere divino è forza e vita ma appartiene ad una dimensione che non è quella dell'uomo. Il rito del sacrificio è la modalità con cui gli uomini di tutti i tempi cercano di portare il sacro nel loro mondo, per salvarlo dal nonsenso, dal caos e dalla sparizione, stabiliscono una comuncazione con il divino per realizzare l'unione con esso .
Il Centro
L'uomo religioso scopre attraverso i fatti di rivelazione il significato delle cose, la verità :
" Più l'uomo è religioso, ... più si sottrae alla irrealtà di un divenire senza significato." (***)
Come fa? Cerca di riportare le cose, la vita, la storia nel " principio ", là dove tutto ha origine e significato, al Centro , dove il profano attinge al Sacro.
" ...La tendenza dell'uomo religioso in tutte le culture antiche è quella di riportare ogni atto al Centro del Mondo , con-sacrarlo. " L'ideale dell'uomo religioso, è di compiere ogni sua azione in maniera rituale, di farne, in altri termini un sacrificio . " (***)
L'atto compiuto con perfezione è sacro perchè è fatto sacro in origine, è sacri-ficio .
Se.." Le jerofanìe sacralizzano il Cosmo, i riti ( religiosi) sacralizzano la vita. Tutte le attività umane, fisiologiche e psicologiche possono diventare atti rituali così come tutte le cose possono diventare sacre." (***)
IL mondo degli uomini non appartiene all'autenticità , è mutevole, erroneo, corruttibile, provvisorio...il Sacro appartiene alla verità , alla realtà, all'eterno.
" L'ideale dell'uomo antico è fare di tutta la propria vita un sacrificio, un rituale di atti archetipici ( = originari, perfetti , carichi di sacro) cioè una vita autentica. "
" In ogni società arcaica e tradizionale esercitare la propria chiamata o vocazione significa per ciascun uomo compiere " il sacrificio " cioè diventare autentici.
(***)
Le forme di sacrificio cambiano ma rimane universalmente come un comportamento costitutivo dell' homo religiosus, cioè dell'uomo .
Il Rito
Nel rito del sacrificio gli uomini si comportano con gli dèi come con i potenti della terra.
Quando è necessario il potere di un Re per avere qualcosa che si ritiene vitale, indispensabile, allora si chiede udienza. Ci si presenta ben vestiti, ci si comporta con devozione e deferenza, si portano doni e si fanno suppliche.
Tutto ciò avviene ritualmente , in modo ordinato, seguendo un cerimoniale simbolico che prepara alla grazia , al favore, passando attraverso un percorso ricco di significati ed emozioni. Oggi i riti di sacrificio sono percepiti come riti in cui gli uomini si spogliano dei loro beni
per offrirli agli dèi perchè vengano consacrati cioè entrino nella sfera del sacro . Nell'antichità
i tesori erano essenzialmente agricoli.
La forma più semplice
di sacrificio poteva essere il latte appena munto al mattino ed in India ad esempio ogni capofamiglia
era tenuto a farlo. Le
offerte erano costituite normalmente da primizie della terra, come cereali, legumi, frutti,o da bevande
o profumi. Gli animali offerti erano più normalmente
quelli allevati come ovini e bovini, ma anche piccioni quaglie, tortore, polli, etc. L'offerta o oblazione veniva posta su di una tavola sacra chiamata altare , a sua volta
posto in luoghi legati alla divinità , alle ,jerofanìe, o nei templi.
Il rito del sacrificio avviene normalmente in tre fasi :
- l'elevazione delle offerte ( con la supplica e/o la lode)
- la consacrazione delle offerte da parte degli dèi e l'ottenimento del sacrificio [= l'offerta carica di Sacro ]
- la comunione [= comunicazione del Sacro e unione agli dèi ] con gli dèi - se avviene- compie i miracoli.
L'offerta o oblazione è ciò che l'uomo prende dalla natura
ed eleva offrendolo alla divinità
perché questa lo accolga e lo rivesta della sua Potenza, del Sacro ( nel linguaggio biblico del suo
Spirito).
Le
offerte erano costituite normalmente da primizie della terra, come cereali, legumi, frutti,o da bevande
o profumi. Gli animali offerti erano più normalmente
quelli allevati come ovini e bovini, ma anche piccioni quaglie, tortore, polli, etc. L'offerta o oblazione veniva posta su di una tavola sacra chiamata altare , a sua volta
posto in luoghi jerofanici o nei templi.
Quando la divinità accetta l'offerta , la consacra, l'offerta cioè diventa sacra, viene rivestita di Sacro . L'offerta consacrata , carica di sacro , è il sacrificio (che significa appunto qualcosa fatto sacro ).
Coloro che offrono sacrifici alla divinità sono sacerdoti
e sacerdotesse ( sacer in latino significa sacro e dot in greco dare-fare-formare ).
Lo spazio, il tempo, le persone, animali e cose che partecipano all'azione
del sacrificio, sono sacri.
La giusta disposizione degli offerenti permette che il
sacro agisca ed avvenga il miracolo.
Sacrificio e fuoco
 Un ruolo importante nei riti di sacrificio è quello del fuoco, simbolo universale del Sacro . Nell'Induismo il Fuoco era il "cocchiere degli dèi"
e solo per suo tramite si poteva accedere alla sfera del Sacro. .Il Fuoco è lo spirito che porta in Cielo le preghiere degli uomini,
avvicina alla Luce le loro offerte bruciandole, porta gli dèi
a banchettare con gli uomini e poi li riconduce
in Cielo. I testi antichi dell'India così come gli Avesta dello Zoroastrismo descrivono minuziosamente
i riti sacrificali nei quali assumeva grande importanza il fuoco : il
latte munto , offerta quotidiana agli spiriti, veniva versato nel focolare.
Nei sacrifi
più complessi le carni animali venivano offerte alla divinità e poi cotte con il fuoco per
la parte riservata ai fedeli, o bruciate completamente (olocausto) per
la parte riservata agli dèi.
Anche le offerte di cereali venivano
passate nel fuoco. Presso le tribù Arie il Fuoco era lo spirito che porta in Cielo le preghiere degli uomini,
bruciando le loro offerte le avvicina alla Luce e diventano commestibili per gli dèi, porta gli dèi
a banchettare con gli uomini e poi li riconduce
in Cielo.Gli dèi rispondevano agli offerenti con larghe benedizioni, cioè favori, grazie, miracoli e prodigi.
Tipologie di sacrificio
- il sacrificio spirituale : preghiera
, digiuno, elemosina, penitenza (=atti volontari di osservanza religiosa), il pellegrinaggio, etc.
- il sacrificio di comunione : una offerta
animale, vegetale ,come simbolo della lode, del rispetto, della
sottomissione , come simbolo di pentimento dei peccati e richiesta
di perdono, per placare l"ira degli dèi", o per purificare una persona, una comunità, una cosa, un luogo,etc. (sacrificio di omaggio, sacrificio di propiziazione, di espiazione, etc ) viene consacrata dagli dèi e poi mangiata dagli offerenti affinchè il sacro li raggiunga e compi il miracolo.
- l' olocausto ( significa tutto bruciato ): il fuoco trasformava l'offerta in cibo adatto agli dèi. Il fuoco
è il simbolo del sacro che interviene a rendere l'offerta sacrificio . Bruciare l'offerta significa
farla passare dalla dimensione della terra ad una dimensione più
sottile, più vicina a quella spirituale, così da essere
accolta dagli dèi. L'olocausto era considerato il sacrificio totale, completo. Lettura Lo storico greco Erodoto (v secolo a.C.) racconta nelle sue
Storie:
«Dirò ora quello che ho saputo
dei costumL dei Persiani. Essi non erigono statue, templi e altari agli
dèi, perché lo giudicano illecito, e giudicano pazzi quelli
che lo fanno. Infatti essi non credono che la divinità abbia
forma umana. Salgono perciò sui monti più alti a fare
sacrifici a Zeus, che concepiscono come l'intera volta celeste.
A colui che compie il sacrificio non è lecito pregare solo per
se stesso, ma ha il dovere di invocare il bene del re e di tutti i Persiani,
ritenendosi parte della comunità.
La festa principale per le singole persone è il giornò
natale che celebrano con un pasto più ricco del solito. I ricchi
mettono in tavola un bue, un cavallo, un cammello e un asino arrostiti
interi nel forno; i poveri si accontentano di animali più piccoli
[...].
Subito dopo se stessi, i Persiani stimano i vicini, poi i vicini di
questi e così via. All'ultimo posto mettono i più lontani.
Per loro i vicini sono i migliori, i lontani sono i peggiori.»
«Per gli Egiziani il sacrificio avviene
in questo modo: dopo aver ben esaminato il toro, che deve essere tutto
bianco, senza un solo pelo nero, conducono l'animale presso l'altare
dove vogliono fare il sacrificio e accendono il fuoco. Quindi, versano
sulla vittima del vino, e invocandq la divinità la sgozzano;
quando l'hanno sgozzata, ne tagliano la testa. Il corpo dell'animale
viene spellato, e dopo aver molto maledetto la testa, la portano al
mercato (se là ci sono dei commercianti greci che la possono
comprare), se no la gettano nel fiume. Maledicono queste teste dicendo
che se deve avvenire qualcosa di male o al sacrificante in persona o
all'Egitto intero, cada su quella testa. Per quel che riguarda le teste
degli animali sacrificati e la libagione del vino, tutti gli Egiziani
hanno questi stessi usi in tutti i sacrifici; e da ciò viene
che nessun egiziano assaggerebbe la testa di nessun animale esistente.
Ma la estrazione delle viscere e la combustione è diversa a seconda
dei diversi sacrifici. E dirò come accade nel culto di quella
che è considerata la maggiore delle divinità, e che ha
le mago! giori solennità religiose. Quando hanno scuoiato il
bue, recitano preghiere e vuotano il corpo degli intestini, lasciandovi
i visceri e il grasso, tagliano le gambe, l'estremità della coscia
e le spalle e il collo. Fatto questo, il resto del corpo del bue lo
riempiono di pani puri e di miele di uva passa e di fichi e di incenso
e di mirra e di altri aromi, e riempitolo così, lo bruciano,
vero sandovi sopra olio in abbondanza. Fanno il sacrificio dopo aver
digiunato, e mentre le vittime bruciano tutti si percuotono. Ma quando
han finito di percuotersi, celebrano un banchetto con quel che avevano
messo da parte delle bestie sacrificate.»
Sacrifici umani
I sacrifici umani sono attestati in molti
documenti e monumenti della antichità fenicia, aramaica, celtica,
germanica, greco-romana, azteca, maya ed incas, ma non erano la norma .
Le oblazioni erano costituite da bambini, prigionieri, persone che
dovevano accomagnare un defunto nel regno dei morti (Cina) nobili ed
anche re. Molto più spesso le persone venivano sostituite con
parti di esse, come i capelli, o da oggetti di appartenenza e di uso
comune , ma anche con denaro, animali, specie di manichini di paglia,
etc.
Riferisce dei Germani lo scrittore Tacito:
«Onorano sopra tutti gli dèi
Mercurio, al quale in giorni stabiliti sacrificano vittime umane.
Placano invece Ercole e Marte con offerte di animali permessi.
Una parte dei Suebi sacrifica anche a Iside, culto straniero proveniente
non si sa bene da dove. Non chiudono gli dèi fra pareti di un
tempio né li rappresentano in forma umana, cosa che ritengono
indegna della grandezza divina. Boschi e foreste essi consacrano. Rispettano
più che mai gli àuspici e i sortilegi.»
Chi erano gli dèi che richiedevano sacrifici umani?
Oggi li chiameremmo diavoli.
Sacrifici divini
Si conoscono anche miti in cui è la divinità
ad offrirsi per un sacrificio a favore dell'uomo :
- Demetra e Mithra , divinità venerate nella antica Tracia si
sacrificavano, nel mito, per diventare cibo dell'uomo.
- Osiride, nel mito egizio antico sacrificava il proprio corpo per fecondare
la terra e produrre frumento e uva.
Dizionarietto
BENEDIRE =NEL RITO DEL SACRIFICIO
CON L'ELEVAZIONE SI CHIEDE ALLA DIVINITA' DI BENEDIRE L'OFFERTA, RENDERLA
, GRADITA , PERFETTA
CONSACRARE = INFONDERVI IL SACRO , RENDERE SACRO. GLI DEI COMUNICANO IL SACRO ALLE OFFERTE: LE CONSACRANO.
LE PERSONE POSSONO FARE UN ATTO DI CONSACRAZIONE AGLI DEI:
E' L'OFFERTA DI SE STESSI AL SERVIZIO DEGLI DEI .
SACERDOTE=COLUI CHE FA IL SACRO=ADDETTO AL SACRIFICIO E AL SACRO IN GENERE.
IL SACRO, LE COSE SACRE, IL SACRIFICIO PUO' ESSERE MANIPOLATO SOLO
DA PERSONE SACRE.
COMUNIONE =LA COMUNICAZIONE DEL SACRO DA PARTE
DEGLI DEI AGLI UOMINI PER FARLI PARTECIPARE DELLA LORO VITA DIVINA E PER UNIRLI A LORO. ( COMUNICAZIONE+ UNIONE = COMUNIONE)
(***) Mircea Eliade Trattato di storia delle Religioni-Bollati-Boringhieri. |