Corso Biblico


A prezzo del tuo sangue ci hai riscattati dalla schiavitù del peccato donandoci la libertà dei figli di Dio

Il peccato del mondo "L'evangelista Giovanni parla del peccato del mondo (Gv 1,29). Nella letteratura giovannea il termine 'mondo' ha un significato negativo, designando
- tutti gli uomini, giudei e pagani, che rigettano la rivelazione definitiva portata nel mondo dal Figlio di Dio
.
Il peccato del mondo non è il peccato degli uomini in generale né la somma dei peccati individuali, ma
- è il male in se stesso ,
in tutta la sua estensione e nelle conseguenze. Esso
- è una forza che acceca l'umanità
e si trova alla base di tutte le prese di posizione contrarie a Dio .
[Nuovo Diz. Teol. Biblica-Paoline]
L'avvento di Gesù rivela in penezza il "peccato del mondo" : opporsi a DIO, opprimere l'uomo , sfruttarlo, dileggiarlo, picchiarlo, ferirlo, diffamarlo, accanirsi contro di lui , affliggerlo, torturarlo, abbandonarlo, deprivarlo della dignità, spogliarlo di tutto ,  disfarsene uccidendolo. n

Il peccato secondo la riflessione teologica AT:

2 Cronache 30, 7 Non siate come i vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore, Dio dei loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come vedete. si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. 22Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un'immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 24Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, 25perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. 26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. 27Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. 28E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: 29sono colmi di ogni ingiustizia , di malvagità , di cupidigia , di malizia ; pieni d'invidia , di omicidio , di lite , di frode , di malignità ; diffamatori , 30maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.


Il peccato secondo Gesù
Per Gesù l'uomo è fatto per Dio ed il peccato è tutto ciò che offende l'uomo impedendogli di unirsi a Dio per giungere al compimento definitivo del suo essere Giovanni 8, 34 "In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Gesù rivela che il peccato è una schiavitù da cui solo Lui, con la potenza del Suo Spirito divino, può liberare radicalmente e definitivamente in modo tale che l'essere umano  possa compiersi in pienezza e definitività “IL PECCATO DEL MONDO” (Gv 1,29b) di Alberto Maggi studibilici.it ( trascrizione di una conferenza ,non verificata dall'autore)
L'ossessione "...Voi sapete che noi - vittime del regno pontificio, quindi di un acculturamento forzato di regole del cattolicesimo- abbiamo avuto inculcato nel sangue l’idea del peccato. Tanto che, fenomeno unico quelllo italiano, il termine peccato lo usiamo per qualunque situazione. È un peccato che io stia male, è un peccato il brutto tempo, è un peccato qualcosa che si rompe, usiamo il termine peccato per tutto ciò che è negativo.

Questo per far capire quanto siamo stati permeati di questa cultura ossessionata dal peccato dalla quale cerchiamo piano, piano -dal Concilio in poi - di tirarci fuori.
Che cos’è il peccato secondo gli insegnamenti della Chiesa in base al messaggio del vangelo? Cerchiamo di capire in base alla Scrittura e al messaggio di Gesù. "Il peccato culturale " Il peccato quello vero, non il peccato culturale . Cosa significa “culturale” ? Il peccato che c’è per un determinato periodo di tempo nella storia dell’uomo, poi l’uomo si accorge che non era assolutamente peccato. Quindi c’è una certa teologia che mi in segna con tutta la sua forza, con tutta la sua verità che quest’atteggiamento è peccato; la ge nte ci crede, obbedisce, poi cambia la teologia e non è più peccato.

Il peccato culturale è qualcosa che per qualche secolo è un dato atteggiamento e poi all’improvviso si dice : contrordine non era vero, non era peccato. Faccio solo un esempio: ri corderete che prima della riforma conciliare, quando il mangiare qualunque tipo di carne il gior no di venerdì era considerato un peccato mortale. Quindi il venerdì se tu mangiavi un pezzettino anche mimino di carne commettevi un peccato mortale che significava che eri separato da Dio. E se malauguratamente, mangiando quel pezzettino di mortadella, ti andava di traverso e crepavi, finivi, questo insegnava la teologia, all’inferno per tutta l’eternità.

È chiaro che questo è uno degli effetti del rincretinimento operato dalla religione, perché una persona che ragiona con la propria testa avrebbe pensato : ma ti pare possibile che il Padre Eterno per un pezzetto di mortadella si arrabbia con te e di te non vuol più sentire parlare, e se per caso muori ti condanna ad arrostire per tutta l’eternità? Non c’è proporzione.

La religione era riuscita a non far pensare le persone. Bisognava credere quello che le autorità religiose avevano deciso che fosse vero o no. E questo ha causato - e questo lo ha riconosciuto anche il Concilio - un grande esodo di tutte quelle persone che pensavano con il loro cervello e non ritenevano possibile una situazione del genere, e questa era la fonte dell’ateismo; infatti il Concilio dice che molti non credono, ebbene la responsabilità è nostra e dipende da quel Dio che abbiamo presentato.

Se noi presentiamo un Dio che ti proibisce un giorno la settimana - chissà perché - di mangiare carne e che se la mangi è un delitto talmente grave da essere considerato un peccato mortale, voi capite che una persona che ragiona con la propria testa dice questo non è possibile.

Quindi ci sono dei peccati che sono stati culturali.

Sono appartenuti ad un certo periodo di storia della Chiesa, e poi si è visto che non era peccato; oggi penso che nessuno abbia più problemi di mangiare carne; anche perché la Chiesa più si rifà al messaggio di Gesù più capisce le contraddizioni del suo insegnamento.
Cosa aveva detto Gesù? Ma non è quello che ti entra dalla bocca, quello che importa per la relazione con Dio, ma è quello che ti esce da lì, dall’intimo del cuore.
Mt 15,11 Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!». Mangi o non mangi la carne o altro, non è questo, ma la religione - voi capite ch e è fatta di queste cose - la religione vive di queste osservanze di queste regole. Vediamo allora un po’ in una breve panoramica di capire qual è il senso di peccato al quale Gesù si è trovato di fronte e co me Lui lo ha radicalmente cambiato. Puro e impuro Nell’AT non esiste una parola come no i intendiamo per peccato, non esiste il senso teologico, ci sono delle parole che sono tutte in relazione con il patto di Dio, o meglio il popolo d’Israele, in relazione all’osservanza della Legge, allora sono le parole: infedeltà, rottura del patto, iniquità, ribellione, in base alla Legge (mosaica) . Quindi il senso del peccato era in relazione al patto che Dio ha fatto con il suo popolo, quindi infedeltà a questo patto, e alla trasgressione alla Legge di Dio.

Poi un giorno all’anno, che in ebraico si chiama Jomkipur, ( Jom significa giorno, kipur significa perdono) quindi il giorno del perdono, il sommo sacerdote imponeva le mani su di un caprone, il famoso capro espiatorio, sul quale scaricava tutte le colpe del popolo, qualunque esse fossero, poi questo caprone veniva spedito nel deserto alla morte. E il popolo era perdonato da tutte le sue colpe.

Ma un secolo prima di Gesù, una se tta nascente, quella dei farisei, elaborò una dottrina relativa al “puro e all’impuro” in maniera meticolosa e ossessiva, e il senso del peccato invase tutta la vita del credente.

Chi sono i farisei? Il termine significa “separato”, perché, o sservando tutti i dettami della Legge, si separano dagli altri; ebbene questi farisei erano riusciti a estrapolare dalla Legge di Mosè ben 365 azioni che sono proibite (365 come i giorni dell’anno) più 248 azioni che sono obbligatorie che sono i componenti del corpo umano che allora erano conosciuti.

Capite che era una vita ossessionante perché tutto, a questo punto, rischiava di essere peccato. Per cui Gesù si trova davanti ad una situazione in cui gli uomini non riescono a percepire l’Amore di Dio e si sentono continuamente in una situazione di peccato.

Perché appunto questi farisei avevano estrapolato dalla Legge tutte le situazioni che non avevano il senso teologico di peccato; il loro senso era quello del puro e dell’impuro (puro significa che puoi entrare in relazione con Dio, impuro significa che questa relazione è chiusa).
NOTA
Nel mondo giudaico la relazione con Dio era espressa in termini di alleanza , un Patto con Dio. Mentre le scuole profetiche sempre hanno annunciato il carattere sponsale di questo Patto-Alleanza ( cioè fondato sull'amore incondizionato di Dio per l'umanità , segno ne è il libro canonico detto " cantico dei cantici" cioè il canto più significativo della relazione alleanza di Dio con Israele-umanità) le scuole teologiche istituzionali della religione tendevano ad una interpretazione legalistica di questa alleanza : le disavventure storiche di Israele - come l'esilio dalla Palestina- erano considerati castighi di Dio per la trasgressione dei precetti dell'alleanza mentre le fortune erano considerati premi.
L'interpretazione legalistica ( affine alle mappe neurali della religiosità umana) ebbe più fortuna presso il popolo e la promessa divina di un Regno di Israele definitivo, o Regno di Dio ( regno terreno di felicità ) veniva legata dalla religione alla osservanza perfetta dei precetti dell'alleanza.
I peccatori nel popolo impedivano l'avvento del Regno ed i giusti dovevano perseverare nell'osservanza fino all'avvento del Regno ( cf. teologia del libro " Daniele" ) ; in " quel giorno" Dio avrebbe risorto i cadaveri per un giudizio universale e avrebbe introdotto i giusti nel Regno e sterminato gli empi.
Il Regno definitivo era inteso ( e lo è ancora presso molte correnti dell'ebraismo contemporaneo ) come un Regno terreno ( olam haba, il " mondo che verrà". In Palestina.).
L'avvento di Gesù che afferma " il mio regno non è di questo mondo "( Gv 18,36 «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». ) sconvolge l'attesa escatologica giudaca.
Se aggiungiamo che guarendo dal male (malattie , schiavitù da spiriti-ideologie, la stessa morte ) chiunque glielo chiede e affermando " la tua fede ti ha salvato"  , Gesù sconvolge anche la credenza che la giusta relazione con Dio dipendesse dalla buona osservanza di precetti religiosi ( come l'osservanza del sabato che Gesù - secondo il 4° vangelo- non condivide )
Gesù dona la VITA eterna , lo Spirito che guarisce e supera la morte senza guardare alla condizione di purità o impeccabilità del richiedente ma alla sola fede in Lui, nella Sua Parola data. Possiamo comprendere così quale Dio abbia rivelato Gesù ( cf Gv 1,18 Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. ) : un Dio che è solo Carità ( Amore divino) , che non giudica, non premia e non punisce.
Dio Ama l'uomo incondizionatamente e vuole portarlo a compimento ( o pienezza o perfezione) donandogli la Sua VITA ( o Spirito) per mezzo di Gesù. E' l'uomo stesso che accettando o rifiutando questo Dono, si autogiudica, cioè determina il proprio destino
Quello che caratterizza e distingue Gesù è che fino allora nella storia di Israele c’erano stati inviati, profeti. Gesù non è un inviato di Dio ( ma di più) , Gesù non è un profeta di Dio, ( ma di più) Gesù è colui che rivendica di essere di condizione divina: ecco la novità portata da Gesù, ecco perché Lui parla in una maniera completamente incomprensibile.

I profeti, si riferivano sempre ai “nostri padri”, mai Gesù parla dei “nostri padri”, Gesù si riferisce al Padre, quello che Gesù ha potuto esprimere, non viene da possibili conoscenze, o filosofie, ma viene dalla profonda coscienza che in Lui c’è la condizione divina, di essere Lui stesso Dio, come il Padre.

E quindi Gesù ha un linguaggio che naturalmente sconcertava, perché Gesù era come una persona al di fuori della religione, perché la religione l’avevano costruita gli uomini, ma quando Dio si manifesta fa comprendere la debolezza di queste strutture, quindi la novità portata da Gesù e che Lui ha proposto a tutti quanti, sempre con tanto Amore, è che con Dio il rapporto che Lui chiede non è quello basato sull’obbedienza ma sull’accoglienza del suo Amore.
... Il grande crimine di Gesù per il quale verrà ammazzato è l'affermazione che il rapporto con Dio non è più basato sul codice di leggi. Perché questo? Vedete, se la nostra vita è determinata da leggi, nelle quali crediamo che ci sia la volontà divina, queste leggi sono scritte una volta per sempre, sono immutabili; ma, se le nostre situazioni non le trovo corrispondenti a quelle che dice la legge, anzi se osservo la legge devo frustrare la mia vita, devo soffocare la mia vitalità, devo soffrire per osservare questa legge, è possibile?

Poi soprattutto, la legge non a tutti è possibile osservarla, allora la legge divide tra osservanti e non, tra meritevoli e no! Gesù dice: lascia stare la legge, il rapporto con Dio non è più quello basato sulla legge, ma sull’accoglienza del suo Amore. E l’accoglienza di questo Amore, qualunque sia la mia natura, la mia spiritualità, le mie aspirazioni, tutti lo possono ricevere. Questa è la novità portata da Gesù.
... Chi , accogliendo il messaggio di Gesù, si sente gratuitamente e generosamente amato da Dio , esce fuori dalla cappa del peccato del mondo. Gesù è l’Agnello che toglie il peccato del mondo perchè dà gratuitamente all'uomo il Suo Spirito così che il rapporto con Dio diviene subito "pieno" e il peccato del mondo sparisceIl peccato contro lo Spirito Santo Ma c’è chi può resistere e rimanere sotto la cappa del peccato del mondo; sono quelli che commettono il peccato contro lo Spirito Santo.

Vediamo allora di capire qual è questo peccato contro lo Spirito santo; e vorrei tranquillizzare subito tutti quanti perché è il peccato che noi non possiamo commettere; lo possono commettere soltanto la gerarchia religiosa, le autorità religiose.

Qui almeno c’è un peccato, nel vasto campionario che è difficile che noi riusciamo a commettere. Infatti Gesù non si rivolge alle persone quando parla di questo peccato, anzi dice: ogni bestemmia contro di me, questa viene perdonata, perché è frutto di ignoranza, ... ma il peccato contro lo Spirito Santo no - e Gesù si sta rivolgendo agli scribi, le massime autorità religiose d’Israele, il magistero infallibile,.

L’impatto con Gesù è devastante per l’istituzione religiosa, si allarga a macchia d’olio, perché la gente sperimenta che questo messaggio viene da Dio, perché il messaggio di Gesù non fa venire gli scrupoli, anzi li toglie; il messaggio di Gesù non aggiunge nuovi peccati ma li elimina, e voi capite perché si allarga a macchia d’olio.

Allora da Gerusalemme, la santa sede dell’epoca, scende una commissione di teologi, il magistero infallibile dell’epoca, che va ad esaminare l’azione di Gesù ed emana la sua sentenza: tenete presente che, secondo la tradizione ebraica, le parole degli scribi hanno lo stesso valore della parola di Dio. É gente intelligente, di studio, non può mica dire alla gente: non è vero che vi guarisce; ma ci sono le guarigioni, prima ero zoppo ad esso salto, ero cieco adesso ci vedo, non possono fare delle affermazioni tanto grossolane .

Allora dicono: sì, ma attenti, perché vi guar isce, vi cura, ma lo fa per infettarvi in una maniera irrimediabile, perché quello che fa non viene mica da Dio, ma viene da “Belzebul” il dio del letamaio, il dio delle malattie infettive. Perché dicono così? Ripeto, è gente di studio, che conosce la Scrittura, sanno che se Gesù si comporta così è perché non sarà figlio di Dio, non sarà un profeta, ma Dio opera con lui, quindi è un inviato di Dio. Questo è indiscutibile, perché solo uno che agisce in nome di Dio, con la potenza di Dio può compiere le azioni che fa; loro lo sanno ma non lo possono ammettere.

Se noi (gli scribi) ammettiamo che Dio è con lui, per noi è la cassa integrazione in 24 ore, perché la gente capisce e dice: e voi chi vi ha messo lì allora? A insegnarci, a guidare la nostra vita, a dominarci?

Possibile che la misericordia di Dio non sia tanto grande da poter perdonare questo peccato degli scribi? È imperdonabile per il semplice motivo che questi mai chiederanno perdono. Infatti questi scribi che denunciano Gesù come un agente di “Belzebul” sono gli stessi che quando Gesù ha cancellato le colpe del paralitico, che cosa hanno sentenziato? Chi può perdonare i peccati? Dio solo, costui bestemmia.

Allora se io penso che Gesù sia un bestemmiatore, non andrò mai a chiedere perdono a un bestemmiatore; quindi questo peccato contro lo Spirito Santo è imperdonabile per il semplice fatto che queste persone non riconosceranno mai il loro errore e mai andranno a chiedere perdono.

In conclusione della nostra carrellata, oggi qual è la nostra situazione in base ai vangeli?
In base ai vangeli vediamo che chi ha scelto Gesù ed ha orientato la sua vita verso il bene degli uomini, la propria esistenza, non commette peccato. NOTA
Quando il cristiano non pecca? Quando segue Gesù per evangelizzare il mondo
Evangelizzando AMA i fratelli , cioè agisce in lui la Carità . L'Amore-Carità del discepolo non è solo l'amore che tutti gli uomini sanno dare gli uni verso gli altri : è Amore di natura umanoDIVINA e solo chi ha la VITA divina in sè può Amare. La prima Carità con cui Gesù ha Amato i discepoli è il dono della Sua Parola, cioè della VITA immortale : l'evangelizzazione è la prima Carità di Dio, l'Amore con cui Ama l'umanità. 1Gv 3,14 Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla Vita, perché Amiamo i fratelli. con l' avvertenza : Chi non Ama ( non cammina come discepolo al seguito di Gesù per l'evangelizzazione del mondo) rimane nella morte. Il discepolo commette colpe, sbaglimancanze .. ma che sia orientato verso ( l'Amore per ) gli altri.
C’è un’espressione molto bella nella prima lettera di Giovanni: 1 Gv 3,20 “figlio, anche se il tuo cuore ti rimprovera qualcosa, Dio è più grande del tuo cuore” Allora capita nella vita di tutti i giorni di inciampare, di cadere, ma l’importante rialzarsi subito, sapendo che Dio non ne tien e conto, che Dio non sta lì a giudicare le azioni, ma Dio è lì pronto a ( dare VITA) : Vivificare . Un genitore che vede il bambino inciampare e cadere, cosa fa? Va subito a curare la ferita o si mette a dire: te lo avevo detto ...,, che genitore sarebbe? Uno che mentre il bambino che è inciampato e soffre gli fa tutta la ramanzina e poi lo lascia lì, te lo avevo detto..., è un mostro. È vero, gli avevamo detto di non andare, di stare attento, di non correre, ecc., ma di fronte al male che il figlio si è fatto, dimentica la morale e se lo prende in braccio lo cura, lo coccola, e cerca di alleviare il male.

Ecco, ogni immagine di Dio che noi abbiamo e che non corrisponde a quella del genitore va eliminata.
Quindi nella vita normale capita di commettere degli sbagli, errori, mancanze, ma se la vita è orientata verso il bene degli altri, il Signore non ne tiene conto, e siccome il Signore non ne tiene conto, anche noi siamo invitati a non tenere conto di quei piccoli dissidi, quelle piccole ferite, che la vita di tutti i giorni ci comportaDio è Amore e non ha altra maniera per rapportarsi con le persone che non sia quella di comunicare Amore ( evangelizzandole per salvarle). Gesù che è la manifestazione piena di questo Dio, anche sulla croce, ha il perdono, cioè un’offerta di Vita per i suoi aguzzini, chiunque essi siano. Quindi l’azione di Gesù che manifesta Dio, è concedere il perdono, e questa è una caratteristica importante, il perdono sempre prima che venga richiestoGesù, non dice: “Padre, se si pentono, perdonali”, ma dice: “Padre, perdona loro”; quindi il perdono di Dio precede sempre la richiesta di perdono da parte degli uomini. Questa è l’azione di Dio. E il nostro perdono per essere autentico deve assomigliare a quello di Dio. Il perdono concesso quando viene richiesto, ha già la sua soddisfazione, ma il perdono autentico è quando precede la richiesta.

Gesù è risuscitato, lascia il suo mandato ai suoi discepoli e dà una di quelle che è un’enorme responsabilità: la comunità di Gesù è sotto l’immagine della luce, Gesù nel vangelo di Giovanni dice: “Io sono la luce del mondo”, quindi questa luce deve espandersi.

Quindi Gesù alla sua comunità dà questo incarico che è un’enorme responsabilità: fate espandere questa luce, espandete questa luce d’Amore, quanti vivono sotto la cappa del peccato e si sentono attratti da questa luce, ne devono far parte per il solo per essere entrati nel cono della luce, hanno il passato - il termine “peccato” che usa 14 Giovanni (hamartia ) vuol dire il passato ingiusto di cui parlavamo prima - hanno il passato completamente cancellato.

Quindi è la responsabilità di tutta la comunità; dobbiamo essere luce che brilla, in modo che le persone che stanno nelle tenebre si sentono attratti da questa luce, entrano dentro questo cono di luce, che è vi ta, che è amore, e il passato, qualunque sia viene cancellato.

Ma ci può essere chi non sopporta questa luce , come si fa a non sopportare la luce? La luce può dare fastidio, a chi da fastidio? Ai delinquenti, a chi fa il male, lo dice Gesù , chi pratica il male odia la luce, chi pratica il male ha bisogno del buio, di rintanarsi. Allora a questi la luce da fastidio; e più la luce della comunità si espande, e più questi si rintanano nella oscurità, simbolo delle tenebre e del peccato.

Quindi quello che dice Gesù è una responsabi lità per tutta la comunità:
fate spandere la LUCE di quest’Amore su quelli che si sentono attratti ed essi hanno il passato completamente cancellato; quelli che lo rifiutano e si allontanano e si rintanano sempre di più nelle tenebre questi rimangono nella cappa del peccato.  "Il peccato del mondo : strutture di peccato C'è oggi una globalizzazione delle strutture  del mondo che generano "peccato", cioè che "costringono" gli uomini a peccare per vivere dentro di esse.
  • STRUTTURE DI POTERE ECONOMICO 
  • STRUTTURE DI POTERE DI COMUNICAZIONE 
  • STRUTTURE DI POTERE POLITICO MILITARE.
  • STRUTTURE DI POTERE RELIGIOSO
  • ETC.

    Da queste forme di oppressione, di solidarietà travisata nasce poi' l' "oppressione che sarà fra 20 anni". Dentro queste strutture
    I cristiani sperimentano in generale molte difficoltà nel seguire la legge morale naturale che la salvezza ricevuta restituisce loro liberata dal peccato.  
Queste strutture orientano la storia contro il Progetto Divino a livello planetario. Ecco perchè i cristiani, pur essendo salvati in modo efficace e perfetto sono costretti ancora a combattere in se stessi ed all'esterno, nelle società in cui vivono tutte quelle strutture politiche, sociali, economiche, culturali , educative, ludiche, etc. che li condizionano pesantemente nell'esercizio della loro  libertà  rinnovata.  Nel linguaggio corrente della politica e dei media si parla spesso dell'urgenza di anteporre la questione morale a ogni altro problema istituzionale, culturale, tecnico, organizzativo .In ogni ambiente e ogni livello della società ci si rende conto però che importante non è tanto il come agire, ma il perché agire in un certo modo. Soprattutto in tempi di crisi e di cambio di stili di vita : prima di continuare a produrre mezzi e organizzare modi di vita  c'è bisogno di riscoprire le ragioni dei vivere , i fondamenti dell' "umano" La questione morale investe l'agire politico , la ricerca scientifica , interessa i processi educativi come quelli della comunicazione sociale, le religioni, etc.
Lumen Gentium n. 36: ... i laici, anche consociando le forze, risanino le istituzioni e le condizioni di vita del mondo , se ve ne sono che spingono i costumi al peccato, così che tutte siano rese conformi alle norme della giustizia e, anziché ostacolare, favoriscano l’esercizio delle virtù. Il Vangelo del perdono Gesù salva i peccatori Rm 3, 23-25a Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di DIO : questa era ed è la condizione dell'umanità intera , ma Gesù "salva" i peccatori da questa condizione strutturale di vita . Questa affermazione per un giudeo suonava come una stupidaggine o anche come una bestemmia :   si diceva in quel tempo (e ancora si dice) che Dio punisce i peccatori e premia i giusti!. Invece:
Mar 2,17 Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per CHIAMARE i giusti, ma i peccatori » Gesù non è venuto per i giusti, i perfetti, i forti, gli "impeccabili" della religione ma è venuto a CHIAMARE I PECCATORI (  i deboli, i facili al peccato) per ASCOLTARLO , CREDERLO, SEGUIRLO  COME DISCEPOLI e portarli a salvezza, al compimento umano facendoli EVANGELIZZATORI

Paolo , rabbino giudeo diventato cristiano diceva al suo vescovo Tito:
1Ti 1,15 Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. Gesù è venuto per tutti e se qualcuno si considera un "giusto secondo una Legge di Dio " certamente non va a cercare Gesù! .. E così non chiede la VITA immortale e rimane nella morte! Perchè Gesù salva i peccatori ? Perchè chi è schiavo del peccato non ha nessuna possibilità di portare a compimento cioè a perfezione il proprio essere , la propria umanità. E tutta l'umanità del mondo che Gesù ha trovato alla Sua venuta era schiavo del peccato.
Dio per mezzo dei suoi profeti ha rivelato ad Israele ( con la missione di farla conoscere al mondo intero) la VIA per raggiungere la pienezza della propria "umanità" : la Regola d'ORO. 2 Cronache 33, 8 ( Io, DIO) Non permetterò più che il piede degli Israeliti erri lontano dal suolo che io ho destinato ai vostri padri, purché si impegnino a osservare tutto quello che ho comandato loro, secondo tutta la legge, gli statuti e i decreti comunicati per mezzo di Mosè".

Gesù così interpreta la Legge di Mosè:

Mt 22,37 "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38Questo è il grande e primo comandamento. 39Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". Matteo 7, 12 Gesù : "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro : questa infatti è la Legge e i Profeti"Tutto l'insegnamento morale dell'AT è la Regola D'oro La storia dimostra che Israele ha fallito , non ha seguito questa VIA .
Giacomo 2, 10 chiunque osservi tutta la Legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto;
Il risultato : tutta l' umanità di quel tempo era schiava del "peccato".
Paolo si chiede retoricamente : ( Rm cap. 7)
" chi mi libererà da questa condizione" ? E conclude : 7,25 Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Il REDENTORE Annuncia Giovanni testimone: 1Gv 5,11b Dio ci ha donato la VITA eterna e questa VITA è nel suo Figlio.e 12 Chi ha il Figlio, ha la VITA; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la VITA 13Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la VITA eterna, voi che credete nel NOME ( SALVATORE) del Figlio di Dio 14E questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. 15E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto. 16Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la VITA ( eterna) : a coloro, cioè, il cui peccato non conduce alla morte. ( LEGGI il MAGISTERO : CUCC 1445 ) C'è infatti un peccato che conduce alla morte ; non dico di pregare riguardo a questo peccato. 17Ogni iniquità è peccato , ma c'è il peccato che non conduce alla morte . 18Sappiamo che chiunque è stato generato da Dio non ( non continua a )pecca(re) : chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. 19 Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre TUTTO IL MONDO sta in potere del Maligno. Tutti gli esseri umani sono incompiuti , privi della gloria-perfezione che DIO ha dato loro quando li ha creati perchè sono tutti peccatori, schiavi della forza maligna che li abita , il peccato , e per questo sono destinati a morire e rimanere nella morte Tutti coloro che " sono" ( appartengono alla logica) di questo mondo , sono peccatori . Ma .. 20 Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio . E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e ed è la VITA eterna. La speranza di Israele :

Sal 96 Odiate il male, voi che amate il Signore: LUI che custodisce la vita dei suoi fedeli li strapperà dalle mani degli empi . Una luce si è levata per il giusto,  gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, rendete grazie al suo santo Nome.

Ma come diceva il salmo non c'era nessun giusto, nemmeno uno:

Salmi 143, 2  Non entrare in giudizio con il tuo servo: davanti a te nessun vivente è giusto.
ripreso da Paolo ( Citazioni di Sal 14,1-3; 5,10; 140,4; 10,7; Is 59,7-8; Sal 36,2.)
Romani 3, 10 come sta scritto: "Non c'è nessun giusto, nemmeno uno"

La BUONA NOTIZIA

Non c'è nessun giusto, nemmeno uno", ma :
Rm 3, 23-25a  ( tutti) sono giustificati gratuitamente per la SUA grazia, DIO giustifica i peccatori, li rende giusti gratuitamente , fa loro una GRAZIA, un DONO : sono giustificati in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. DIO li giustifica ( li rende giusti)   riscattandoli dalla condizione di peccatori "schiavi del peccato" per mezzo di Gesù Dio ha prestabilito Gesù a servire come strumento di espiazione ( strumento di rimozione-cancellazione del peccato del mondo) per  la fede nel Suo Sangue ( la fede dei peccatori pentiti nella Potenza dello Spirito-VITA divina che Gesù infonde  in loro come perdono e giustificazione e liberazione) al fine di manifestare la SUA Giustizia (in loro)DIO manifesta la SUA Giustizia sui peccatori che hanno FEDE in Gesù : nel SUO SANGUE è la VITA divina che - accolta -
- è perdono
- rimuove, cancella tutti i peccati,
- giustifica
-   libera dalla schiavitù della "legge del peccato",
- fa rinascere come UOMINI e DONNE SPIRITUALI e immortali
- fa VIVERE incorporati " in Gesù"
- e introduce nel Regno di DIO per CAMMINARE fino alla PIENEZZA, il COMPIMENTO della NUOVA UMANITA' e passare dalla morte ed essere UOMINi e DONNE CELESTI, COMPIUTI e DFINITIVI
AVVERTENZA
Filippesi 3, 21Gesù trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al Suo Corpo Glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose perciò
1 Corinzi 6, 18  State lontani dall'impurità! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all'impurità, pecca contro il proprio corpo e impedisce la trasformazione  
Perchè i peccatori per essere perdonati, riscattati dal peccato, giustificati, salvati, devono affidarsi al Sangue-VITA di Gesù? Chi è schiavo del peccato non ha nessuna possibilità di portare a compimento, cioè a perfezione , il proprio essere , la propria umanità. E tutta l'umanità del mondo che Gesù ha trovato alla Sua venuta era schiava del peccato.
Il " peccato" è il tentativo (fallimentare) dell'uomo di raggiungere la pienezza della sua umanità ( la salvezza) secondo le proprie aspettative. Dio per mezzo dei suoi profeti aveva rivelato ad Israele ( con la missione di farla conoscere al mondo intero) la VIA per raggiungere la pienezza della propria "umanità" , la Regola d'ORO della quale fanno parte "le 10 PAROLE di DIO "; ma ora:
1Ti 1,3 Dio, nostro Salvatore, 4 il quale VUOLE CHE TUTTI GLI UOMINI SIANO SALVATI e   ( cioè) ARRIVINO ALLA CONOSCENZA DELLA VERITA' ( che è Gesù) Conoscendo Gesù gli uomini possono essere SALVATI, cioè ESSERE LIBERATI DALLA SCHIAVITU' DEL PECCATO  e giungere a COMPIMENTO del loro essere 5 Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6 che ha dato se stesso in riscatto ( dalla schiavitù del peccato) per tuttiAt 10,43 A Lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in Lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo Nome» At 5,31 ( risorto...) Dio lo ha innalzato alla sua destra come Capo ( Ἀρχηγὸν, Principio, Principe) e Salvatore, per dare a Israele conversione e il perdono dei peccati

L'Agnello ( pasquale ) di DIO che toglie il peccato del mondo ( Papa Francesco , "Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione", Libreria Editrice Vaticana) ( cf.: https://lanuovabq.it/it/lultima-cenanon-fu-la-pasqua-ebraica )

« ... le autorità giudaiche che portano Gesù davanti al tribunale di Pilato evitano di entrare nel pretorio «per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua» (Gv 18, 28). La Pasqua comincia quindi solo alla sera [ del venerdi santo ]; durante il processo si ha la cena pasquale ancora davanti; processo e crocifissione avvengono nel giorno prima della Pasqua, nella «Parascève», non nella festa stessa.La Pasqua in quell’anno si estende dunque dalla sera del venerdì fino alla sera del sabato e non dalla sera del giovedì fino alla sera del venerdì.» « Giovanni bada con premura a non presentare l’ultima cena [svoltasi il giovedi] come cena pasquale »

« Giovedì sera l’ultima cena di Gesù con i discepoli, che però non è una cena pasquale; venerdì (vigilia della festa e non la festa stessa): il processo e l’esecuzione capitale; sabato: il riposo del sepolcro; domenica: la risurrezione. Con questa cronologia, Gesù muore nel momento, in cui nel tempio vengono immolati gli agnelli pasquali [ «Parascève» ] . Egli muore come l’Agnello Vero che negli agnelli [ immolati al Tempio ] era solo preannunciato.
» Giovanni 1, 29 ( Giovanni il battista) vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! « Che i cristiani in ciò vedessero in seguito più di un puro caso, che riconoscessero Gesù come il vero Agnello, che proprio così trovassero il rito degli agnelli portato al suo vero significato — tutto ciò è poi solo normale.»
« Ma allora, che cosa è stata veramente l’ultima cena di Gesù? E come si è giunti alla concezione sicuramente molto antica del suo carattere pasquale?«In tutti i Vangeli sinottici fanno parte di questa cena la profezia di Gesù sulla sua morte e quella sulla sua risurrezione. In Luca essa ha una forma particolarmente solenne e misteriosa: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio» (22, 15 s).
« Gesù era consapevole della sua morte imminente. Egli sapeva che non avrebbe più potuto mangiare la Pasqua. In questa chiara consapevolezza invitò i suoi ad un’ultima cena di carattere molto particolare, una cena che non apparteneva a nessun determinato rito giudaico, ma era il suo congedo, in cui Egli dava qualcosa di nuovo, donava se stesso come il vero Agnello, istituendo così la sua Pasqua.»

« Una cosa è evidente nell’intera tradizione: l’essenziale di questa cena di congedo non è stata l’antica Pasqua, ma la novità che Gesù ha realizzato in questo contesto. Anche se questo convivio di Gesù con i Dodici non è stata una cena pasquale secondo le prescrizioni rituali del giudaismo, in retrospettiva si è resa evidente la connessione interiore dell’insieme con la morte e risurrezione di Gesù: era la Pasqua di Gesù.»
1 Corinzi, 5, 7: « Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Gli «azzimi» devono ora essere costituiti dai cristiani stessi, liberati dal lievito del peccato. L’Agnello immolato, però, è Cristo»
« Paolo concorda perfettamente con la descrizione giovannea degli avvenimenti. Per lui, morte e risurrezione di Cristo sono diventate così la Pasqua che perdura.
In base a ciò si può capire come l’ultima cena di Gesù, che non era solo un preannuncio, ma nei Doni eucaristici comprendeva anche un’anticipazione di croce e risurrezione, ben presto venisse considerata come Pasqua — come la Sua Pasqua. E lo era veramente.» Il che modo Gesù salva il mondo schiavo del peccato? Creazione e decreazioneNella Rivelazione cristiana, il peccato è messo da Gesù in relazione al Progetto creativo di Dio :
il peccato dell'uomo   corrompe la natura umana impedendo a Dio di portarla a compimento definitivo secondo il suo progetto creativo : l'UOMO immortale.
( Catechismo della Chiesa Cattolica, )
N° 1849 (il peccato) È una mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza; è una trasgressione in ordine all'amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Il peccato ferisce la natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana.
Coloro che hanno ricevuto ed accolto la VITA, lo Spirito divino , cioè i cristiani, sono passati dalla morte alla VITA immortale e questo è stato possibile in virtù della loro FEDE nelle Parole di Gesù .
Sono diventati UOMINI e DONNE e sono incamminati alla sequela di Gesù verso il compimento definitivo del loro Essere immortale : il peccato non ha più nessun dominio su di loro .
Per peccare di nuovo devono rinnegare la FEDE in Gesù e togliendo la FEDE nelle Parole di Gesù l'UOMO abbandona la VITA e si decrea a uomo mortale : la forza della trasgressione torna ad avere potere su di lui ed ogni peccato diventa possibile .
Il peccato del cristiano -UOMO o DONNA immortale- lo decrea a uomo  separando -in lui- il Mondo Creatore, lo Spirito, la VITA  dal mondo creato ,la carne Le vostre iniquità  -diceva Isaia - hanno scavato un ABISSO fra voi e il vostro Dio

Is 59  . 1 Ecco, non è troppo corta la mano del Signore per salvare; né troppo duro è il suo orecchio per udire. 2Ma le vostre iniquità hanno scavato un solco fra voi e il vostro Dio ; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto per non darvi più ascolto. Il passaggio dalla schiavitù alla libertà Pasqua significa " passaggio ( pesak) " e si riferisce al " passaggio di DIO" sugli ebrei in Egitto che li salva dalla morte : stermina il faraone con il suo esercito , li fa ESODARE da quella terra di schiavitù ed ENTRARE nella Terra della libertà , la Palestina. La " Pasqua di Gesù " è il " passaggio di DIO" che lo salva dalla morte con la risurrezione e lo fa ESODARE dal mondo che sta sotto il dominio del maligno ed ENTRARE definitivamente libero  nel SUO Regno ( insieme con il ladrone crocifisso che crede in Lui , si fa discepolo ed evangelizza l'altro ladrone crocifisso)

L'agnello pasquale immolato al tempio era il memoriale dell'agnello che ha dato agli ebrei la salvezza dallo sterminio dei primogeniti deciso dal Faraone e la forza per l'ESODO agli ebrei in Egitto.( Es 12,7-13) Era segno di liberazione e salvezza. Nell'e spressione "colui che toglie il peccato del mondo", il verbo greco che Giovanni utilizza ha due significati: “prendere sulle proprie spalle” e “togliere via”, cancellare.
Gesù Agnello di DIO che toglie il peccato del mondo Il giorno di parasceve , il venerdì santo, prima di quella pasqua ebraica nell'ora in cui al tempio veniva sacrificato l'agnello pasquale, memoriale dell'esodo dall'Egitto, Gesù viene assassinato sulla croce. Egli muore, " spira". Teologicamente Gesù " rende lo Spirito al Padre" perchè sia disponibile per tutta l'umanità.

L'Agnello di DIO è stato sgozzato sulla croce dagli ebrei di quel tempo con la mano dei pagani romani At 2, .. lo dice chiaramente Pietro : non è il Padre che ha fatto sgozzare il Figlio come riscatto per i peccati dell'umanità ( bestemmia) ma quell'assassinio operato dagli uomini, per lo Spirito lasciato da Gesù in eredità e perdono agli uomini tutti , ha funzionato da " espiazione" di tutti i peccati passati e liberazione dalla schiavitù del peccato.

Gesù offre continuamente se stesso all'umanità perchè abbia il perdono, la giustificazione e la Forza per compiere l'ESODO da questo mondo dominato dal maligno e dal peccato e CONDURLO nel Mondo Nuovo nel Regno di DIO : " Prendeteve e mangiatene tutti....... Mt 26, 28 perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati .Paolo : Ef 1,5 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue
( il dono dello Spirito, la comunione alla Sua VITA eterna)

, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia
Tito 2, 14  Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità
( ἀνομίας , illeciti, tragressioni. Egli continua a farlo lungo la storia nella Sua Chiesa )
e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
( le opere buone sono quelle di DIO compiute da Gesù e dallo Spirito)
Mt 20, 28 il Figlio dell'UOMO, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e
( servire DIO , cioè)
 dare la propria vita in riscatto per molti "

Rm 8, 6 Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi
( a favore degli empi , per riscattarli dall'empietà cioè dalla morte eterna)

1Tim 2, 6 che ha dato se stesso in riscatto per tutti
Rm 5, 17Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella VITA eterna per mezzo del solo Gesù Cristo. 18Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà VITA. 19 Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Rm 5,8 Dio dimostra il suo AMORE verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi
( Gesù giustifica, rende giusti gli empi perchè dà loro immeritatamente e gratuitamente la VITA eterna.
Il perdono dei peccati è dato gratis da Gesù : Eb 2,10 Dio, che crea e conserva in vita tutte le cose, voleva portare molti figli a partecipare della sua gloria. Quindi era giusto che egli, mediante la sofferenza, rendesse perfetto Gesù, il Capo che li guida verso la salvezza. At 13,38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera Sua viene annunciato a voi il perdono dei peccati . Da tutte le cose da cui mediante la legge di Mosè non vi fu possibile essere giustificati. Rm 4,7 Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate  e i peccati sono stati ricoperti ; At 2,38 E Pietro disse loro: « Convertitevi ( alle Parole di Gesù) e ciascuno di voi si faccia battezzare nel Nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati , e riceverete il dono dello Spirito Santo .Il perdono dei peccati è dato all' uomo - per la sua FEDE in Gesù -per mezzo della " santificazione" cioè  l'infusione dello Spirito , la VITA immortale . At 26, 15 «Io sono Gesù, che tu ( Paolo) perséguiti. 16Ma ora àlzati e sta' in piedi; io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò. 17Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mando 18per aprire i loro occhi, perché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l'eredità, lo Spirito   in mezzo a coloro che sono stati santificati ( con il battesimo) per la fede in me».
L'uomo perdonato da Dio diventa - o torna ad essere - UOMO : passa dalla morte alla VITA immortale. "Dio perdona i peccati" equivale a "Dio dona la Sua VITA immortale "  ,  dona lo Spirito, santifica il peccatore : l'uomo,carne mortale diventa UNO-CON-LUI , Figlio dell'UOMO, cioè diventa UOMO SPIRITUALE, immortale Questa unione alla VITA immortale di Dio cancella   l ' Abisso  tra l' uomo e Dio , cancella il " peccato originale originato " cioè il peccato come atteggiamento radicale e ricorrente del genere umano . Peccato= separazione dalla VITA : Abisso      
Perdono= Unione alla VITA : immortalità.
Nel Nome di Gesù sono perdonati i tuoi peccati 1Gv 2,12 Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo Nome.
Col 2,13 Con Lui Dio ha dato VITA immortale ( syne-zōo-poiēsen) anche a voi ( pagani) , che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostracarne perdonandoci tutte le colpe.
Il Perdono dei peccati cioè l'unione alla VITA immortale è opera del Nome Gesù: il Suo Potere di Salvatore , Colui che porta a compimento, perfezione la creazione divina... nel''UOMO.  Mt 9,2 Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Mc 2,5 Mc 2,7 «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».
Mt 9,5 Che cosa infatti è più facile: dire «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»?
Dire " ti sono perdonati i peccati" è cosa che solo Dio può fare e nessuno uomo puo' verificarne il risultato.
Dire "alzati e cammina" - poichè la malattia era considerata un castigo divino per i peccati propri o di qualche antenato- voleva dire che la persona sarebbe guarita e quindi che gli erano stati perdonati i peccati : cosa che tutti potevano verificare.
Mt 9,6 Ma, perché sappiate che il Figlio dell'UOMO ha il potere sulla terra di perdonare i peccati : Gesù ha il potere di perdonare i peccati - e l'episodio del paralitico che guarisce lo rivela -   e tutti possono "guardare e vedere" che Gesù è Dio e Salvatore cioè ha il potere di portare l'umanità a pienezza di VITA, eterna. Lc 7, 20«Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». E' il VANGELO DEL PERDONO La Chiesa di Gesù è una una setta di impeccabili ?La chiesa è una comunione di UOMINI e DONNE  che fanno l'esperienza della presenza nella loro vita dello Spirito di Gesù  : a volte perdono la FEDE e peccano ma Gesù li strappa continuamente dalla schiavitù del peccato e li guida attraverso una esperienza di liberazione  così che passano dalla morte alla VITA immortale, la loro pienezza UMANA ( o salvezza) , definitiva. Mc 3, 10 aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. 11Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!»
1Gv 1,9 Se confessiamo i nostri peccati ( gli uni agli altri ) , egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e  purificarci da ogni iniquità. Gc 5,15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. 16 Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti . Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto
( il giustificato , l'UOMO SPIRITUALE)
L'indurimento del cuore La moltiplicazione dei peccati può condurre l'uomo a sprofondare in un atteggiamento permanente di rifiuto di Dio tale da renderlo incapace di risollevarsi dall'abisso in cui è caduto, a meno che non si compia un miracolo. Questa situazione, chiamata "indurimento nel peccato", viene espressa nella Bibbia mediante diverse immagini: si parla di accecamento (ls 6,10; 29,9), di cuore ingrassato (Is 6,10), cuore incirconciso (Dt 10,16; Ger 4,4; 9,25; Ez 44,9) o di cuore di pietra (Ez 11,19; 36,26), di orecchie tappate (Is 6,10; Ger 6,10; Zc 7,11), di dura cervice =artrite cervicale (Es 32,9; Dt 9,6; Ger 7,26).

Classico è l'esempio del faraone che non vuole lasciar partire Israele dall'Egitto: si indurisce lui stesso (Es 7,13s.27; 8,15; 9,7.34s)

I profeti denunciano l'indurimento di Israele che rifiuta di convertirsi (Is 6,9s; 1,23; 29,9s; Os 4,7; Ger 5,2Iss; 6,10). Nei libri sapienziali gli iniqui sono presentati come induriti nel male (Pr 28,14; 29,1). In alcuni testi l'indurimento del cuore è attribuito alla diretta iniziativa di Dio (Is 6,9ss).

L'uomo semitico difficilmente distingue tra la volontà positiva di Dio e quella permissiva. Nelle espressioni tipiche dei linguaggi del mondo antico è Dio che -permissivamente- gli indurisce il cuore (Es 4,21; 7,3; 9,12; 10,1.20.27). L'ostinazione è la caratteristica del peccatore che vuole rimanere separato da Dio e rifiuta di convertirsi. La caparbietà di Israele nel non convertirsi non è attribuita a Dio, ma alla cattiva volontà del popolo (Sal 95,8).

Nel NT si parla dell'indurimento dei discepoli di Gesù (Mc 6,52), degli ebrei (At 28,27; 2Cor 3,14; Rm Il,7) e dei pagani (Ef 4,18). Esso concerne il rifiuto di credere in Gesù, che insegna e opera miracoli.

L'apostolo Paolo cerca di trovare un significato teologico a questa situazione. L'indurimento del faraone serve a far risplendere la gloria di Dio (Rm 9,14-18); l'ostinazione di Israele nel rifiutare Cristo rende possibile l'entrata delle nazioni pagane nella chiesa (Rm Il,12-24).
L'indurimento del cuore esprime una situazione in cui Dio non può indurre al pentimento il peccatore per riportarlo nella alleanza e donargli le sue benedizioni. Questa condizione in cui era caduto Israele e che si manifestava nell'incontro con Gesù, veniva letta come una maledizione divina.

( Is 6,9 Egli disse: «Va' e riferisci a questo popolo: «Ascoltate pure, ma non comprenderete, osservate pure, ma non conoscerete». 10Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendilo duro d'orecchio e acceca i suoi occhi, e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da essere guarito». )

Mt 13, 13Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 14Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete.
15 Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi,
Dio invita il profeta ( qui Gesù) a lanciare la Sua Parola a coloro che hanno indurito il loro cuore ... perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca! // At 28,27
Mc 4,12 affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».
Lc 8,10 Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Gv 12,40 Ha reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!

Il peccato può diventare nell'uomo una condizione irreversibile , come una maledizione. L'opzione fondamentale della fede E' necessario far bene attenzione alle parole -promesse di Gesù, ed alle proprie scelte :
Mt12,30Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.

Affermare di "non essere con Gesù nè esserGli contrario" , non significa essere neutrali rispetto a Lui . Chi non è con Lui disperde se stesso, non giunge a compimento definitivo. Chi non è con Gesù, pur affermando di non essendogli contrario, di fatto è contro di Lui perchè la mancanza di fede in Gesù come opzione fondamentale dell'esistenza significa che ogni atto è peccato e questo  conduce alla schiavitù del peccato Veritatis Splendor N. 66 « Non c'è dubbio che la dottrina morale cristiana, nelle sue stesse radici bibliche, riconosce la specifica importanza di una scelta fondamentale che qualifica la vita morale e // che impegna la libertà a livello radicale di fronte a Dio. Si tratta della scelta della fede, dell'obbedienza della fede (cfr. Rm 16,26), "con la quale l'uomo si abbandona tutto a Dio liberamente, prestando 'il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà' (..) L'appello di Gesù "vieni e seguimi" segna la massima esaltazione possibile della libertà dell'uomo e, nello stesso tempo, attesta la verità e l'obbligazione di atti di fede e di decisioni che si possono dire di opzione fondamentale. Analoga esaltazione della libertà umana troviamo nelle parole di san Paolo: "Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà" (Gal 5,13). Ma l'Apostolo immediatamente aggiunge un grave monito: "Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne". In questo monito riecheggiano le sue precedenti parole: "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù" (Gal 5,1). L'apostolo Paolo ci invita alla vigilanza: la libertà è sempre insidiata dalla schiavitù [ del peccato]. Ed è proprio questo il caso [ di schiavitù del peccato quando si tratta ] di un atto di fede - nel senso di un'opzione fondamentale - che viene dissociato dalla scelta degli atti particolari,..» Il peccato che non può essere cancellatoLa fede in Gesù (l'Uomo Definitivo-progetto di Dio, Verbo Creatore, colui che porta a compimento, a pienezza di Vita definitiva l'uomo, il suo Salvatore) costruisce l'Uomo in ogni atto , cioè attua la salvezza, solo quando essa è presente nell'azione come opzione fondamentale. Altrimenti l'atto è peccato, decreazione dell'Uomo.Mt12,31Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. 32A chi parlerà contro il Figlio dell'UOMO, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo,
chi esprimerà un rifiuto radicale di Gesù cioè esprimerà una radicale sfiducia in Lui , la sua non-fede radicale lo lascerà nella schiavitù del peccato
  non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro.
un punto di non-ritorno.
iL peccato che conduce alla morte Il peccato per eccellenza ( lettera 1Gv ) è il rifiuto della tradizione apostolica che confessa Cristo come Figlio dì Dio venuto nella carne (1Gv 2,22s). Questa negazione comporta la rottura della comunione ecclesiale e genera l'odio contro coloro che aderiscono alla primitiva predicazione apostolica ( cf 1Gv 2,19; 4,1; 2,9.11; 3,15; 4,20). Questo peccato chiamato iniquità ed ingiustizia (1Gv 3,4; 5,17) e conduce alla morte spirituale che è eterna. Infatti esso è accompagnato da una protervia che non lascia adito a resipiscenze; è qualcosa che fa propria la rivolta e l'ostilità delle forze del male negli "ultimi tempi" ( questo tempo di evangelizzazione del mondo). Perciò questo peccato è chiamato anomia, termine tecnico che designa l'iniquità dei tempi che precedono la fine della evangelizzazione.

La negazione di Gesù come Cristo e Figlio di Dio implica il ripudio della realtà ultima e definitiva, l'UOMO COMPIUTO  e Definitivo . Si chiudono gli occhi davanti alla Luce creativa del Verbo di Dio. A questo peccato è attribuita un'eccezionale gravità ed una valenza escatologica, l' anomia.
Senso di colpa e senso di peccato. Dal punto di vista psicologico la coscienza di aver agito per il male provoca un senso di colpa cioè il sentimento di aver causato un danno a se stessi o ad altri.

E’ largamente sostenuta nella psicologia ed anche nella psicoterapia la tesi secondo la quale il senso di colpa consiste nell'assumere di essere responsabili di un danno che deriva da un atto contrario ad una norma o ad un precetto morale, etico o religioso.
Il senso di colpa è caratterizzato da una dinamica psicologica dove ci si sente sbagliati, in difetto, in errore rispetto a quello che gli altri si attendono da noi o che pensiamo di dover dare loro. Il senso di colpa in psicologia è descritto come un insieme di elementi emotivi e cognitivi, un sentimento spiacevole che deriva dalla convinzione (anche ingiustificata) di aver danneggiato qualcuno; è correlato alla relazione con gli altri e all’empatia per le altrui sofferenze, ma anche, ad un livello profondo, alla paura interiorizzata di una punizione da parte delle figure significative.

La nostra cultura che ha molto sviluppato la conoscenza delle componenti soggettive dell'agire umano tende a favorire il ricorso al senso di colpa per stimolare la conversione al comportamento giusto, secondo la norma etica o religiosa che si è trasgredito. Il senso di colpa può essere elaborato in modo costruttivo, per esempio per generare azioni riparatrici di danni provocati .

Se non ci fosse il senso di colpa non saremmo capaci di muoverci verso una coscienza morale , la coscienza di aver trasgredito una legge universalmente riconoscibile e riconosciuta che esprime l'" umano autentico ", la Legge morale naturale.
Il senso di colpa può quindi muovere l'uomo verso la coscienza di peccato e l'energia di questo sentimento serve per orientarsi ad agire per riparare il male fatto ed autogovernarsi per il bene, in futuro. Il senso di colpa non coincide con il senso di peccato , con la coscienza di peccato. Ci sono sensi di colpa che non nascono in presenza oggettiva di trasgressioni, di peccati , come il senso di colpa che provano coloro che sopravvivono ad una tragedia, ad uno sterminio, etc.
Il senso di colpa perciò non è una energia psichica che conduce automaticamente al senso di peccato ed alla conversione alla Legge morale naturale. La componente cognitiva del senso di colpa permette di trasformare questo sentimento in coscienza morale e coscienza di peccato e questo è il percorso positivo del senso di colpa stesso.

Esiste però una componente empatica per la quale senso di colpa può diventare un problema . Quando questa componente è eccessiva impedisce di analizzare la situazione lucidamente ed il percorso diventa negativo : il senso di colpa si trasforma in autolesionismo, in comportamenti autodistruttivi .
E' necessario quindi diffidare dei sensi di colpa e ricorrere sempre alla ragione, muovendosi a verificare la presenza o meno -negli- atti del peccato .Il categor ( Riccardo Perez Marquez. studibilici.it ]

Ap 12,10 Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, ( CATEGOR) κατήγωρ) colui che li accusava (κατηγορῶν) davanti al nostro Dio giorno e notte.
" L' immagine viene dal libro di Giobbe- (Gb 2) . L' accusatore era un dignitario ( gran visir ) potente e cattivo che alla corte di Dio faceva l' accusatore ( κατήγωρ), il pubblico ministero nei processi contro i peccatori. Secondo il libro si dedicava ad indagare il mondo come inviato di Dio per riportarGli le malefatte degli uomini ed accusarli davanti a Lui.

Il libro di Giobbe è un testo teologico e il categor , l’accusatore è la personificazione del senso di colpa che può uccidere l’essere umano. Quando si vive con il senso di colpa si è in balia di un potere che può distruggere la vita dell'essere umano impedendogli di amarsi e di fare del bene.

Il senso di colpa è un'arma psicologica sempre usata da ogni potere, soprattutto dal potere religioso. Un'arma che uccide la stima di sè, anche quella che viene dalla rivelazione della propria destinazione creativa : compiersi come Uomini Definitivi, come Gesù.

Il senso di colpa è l' accusatore che ricorda all’uomo che di fronte a Dio non vale niente, anzi è sempre nel peccato ed ha bisogno di purificazioni e di sacrifici. Quindi della religione. Ma Gesù ha rivelato che non è così.

L'eliminazione dl senso di colpa , il categor, l'accusatore, ( non del senso di peccato) è l'eliminazione di un personaggio-ostacolo ( ebraico: satan) alla felicità definitiva di ogni essere umano. Ed è una parte fondamentale della salvezza operata da Gesù. "

Le religioni cristiane che fanno leva sul senso di colpa ( che accompagna sempre il peccato) per spaventare l'uomo e sottometterlo alle proprie regole e dottrine , invece di liberarlo dal senso di colpa ed operare sul senso di peccato comunicando la Vita per farlo risorgere da morte , fanno un lavoro oppositivo alla Vita ( satanico ).

".. La religione ha inventato la paura di Dio per meglio dominare le persone e mantenere posizioni di potere acquisite. . ...ogni volta che Gesù si trova in conflitto tra l'osservanza della legge divina e il bene dell'uomo, sceglie sempre la seconda. Al contrario dei sacerdoti [ebrei] . Facendo il bene dell'uomo, si è certi di fare il bene di Dio, mentre quante volte invece, pensando di fare il bene di Dio, si è fatto del male all'uomo..."
Il peccato limita l'uomo quanto al raggiungimento della pienezza di Vita definitiva ma Gesù vi ha posto rimedio definitivamente precipitando il categor nelle prigioni degli inferi . "...la parola limite ha una connotazione claustrofobica. La pienezza mi invita a respirare. Ogni mattina che mi sveglio, io mi trovo di fronte all'immensità dell'amore di Dio e cerco di coglierne un frammento, per poi restituirlo al prossimo. A partire, certo, dal mio limite.

San Paolo usa a riguardo una bellissima espressione: abbiamo a disposizione un tesoro inestimabile [ la Vita divina, lo Spirito n.d.r.] e lo conserviamo in vasi da quattro soldi [la nostra umanità n.d.r.]. Questa è la nostra condizione: una ricchezza immensa, a fronte della nostra umana fragilità e debolezza. "
L'esame di coscienzaL' interrogativo orale deve essere :
- ho trasgredito in piena coscienza la Legge Morale Naturale venendo meno all'amore reciproco declinato secondo la Regola d'oro? Se sì allora c'è peccato.
- ho agito contro lo Spirito che compie l'Uomo ( cioè non riscontro in alcuni atti l'opzione fondamentale di fede) ? Se sì allora il peccato è grave.
- E quali danni ha provocato e a chi ?
Le conseguenze negative di un peccato non dipendono tanto dalla colpevolezza di chi lo compie quanto dalle dinamiche che il peccato mette in atto nella società in cui vive anche indipendentemente dalla sua consapevolezza e libertà.

Molti mali provocati dall'uomo a se stesso e agli altri sono il riflesso della sua condizione incompiuta e conseguenza ineluttabile della sua incapacità di vivere.

Tale incapacità è radicata nella mancanza di un orientamento innato e infallibile nell'uomo al bene, alla felicità a cui siaggiunge la deprivazione di strumenti culturali adeguati perché si orienti al bene in libertà, consapevolezza, forza e gioia. 

La comunità umana che ha subito il danno richiede l' espiazione di una pena per il peccato [ aspetto giuridico ] , ma la Legge morale naturale richiede di donare al peccatore forze nuove di vita [ aspetto etico ] .
Lo stimolo della conversione dal peccato alla verità può venire
- da una riflessione sul destino personale  ,
- dalla accoglienza di una novità di vita offerta dalla comunità umana,
- dalla accoglienza di nuove forze Vitali.
Il male spesso e' talmente irrazionale che non contiene in se' la possibilita' di essere superato . Solo chi e' fuori dal male puo' liberare dal male. Il male non puo' essere vinto in se stesso ma nell'accoglienza di una una possibilità di vita giusta sostenuta da nuove forze vitali.
Il senso di colpa non mai un buon consigliere di conversione dal peccato alla Vita . Una persona devastata dal male potrà trovare l'energia per uscire dalla sua condizione solo dalla vicinanza amorosa di molte persone che non alimentino sentimenti di colpa né di vendetta o rivalsa , ( cose che danneggiano ulteriormente la personalità ) ma attestino simpatia e stima , comunichino energia guaritrice (la comunione di Spirito la Carità ). Solo così il peccatore potrà ritrovare in sé l'apertura alla conversione.

Tutti gli uomini hanno necessità di ricevere il riscatto dal peccato e la cancellazione dei danni , una Vita di comunione di Spirito e il compimento Umano ( la salvezza) . Questo è compito di tutti : impegnarsi a ricostruire la comunità in modalità piu' libere .
Moralismo e moraleF. Armellini-biblista. Corso biblico -Libretto sul Padre nostro "..

" Il senso di colpa, la coscienza della propria debolezza e fragilità ( rispetto al peccato)  sono scolpiti profondamente nel cuore di tutti gli uomini fin dai tempi più remoti.

Nella Bibbia sono frequenti le espressioni pessimistiche: Ogni pensiero concepito dal loro cuore non era altro che male... perchè il cuore dell'uomo è incline al male fin dalla giovinezza (Gen 6,5; 8,21). Tutti gli uomini sono peccatori e sono privi della gloria di Dio" (Rm 3,23); Tutti manchiamo in molte cose (Gc 3,2); Se diciamo che siamo senza peccato inganniamo noi stessi (1 Gv 1,8). I

In tutte le lingue antiche il vocabolario che indica l'idea di peccato è molto ricco: il greco, l'accadico, le lingue semitiche hanno ciascuna una decina di termini.

L'ebraico ha una ventina di radici verbali per descrivere l' esperienza del peccato. Le immagini più comuni sono: trasgredire una regola, inciampare, deviare, fare un passo falso, fallire il bersaglio, commettere ingiustizia, ribellarsi ad un superiore, fare un torto, comportarsi da folle...
Come togliere il peccato? Il moralismo cerca le colpe, i colpevoli, le pene espiatorie , giudica ed emette sentenze che separano il peccatore dalla comunità. La moralità cerca il riscatto dal male come possibilità di ricostruire una vita personale e sociale sempre più "giusta" cioè felice. Una concezione molto diffusa del peccato è quella che lo vede come una "macchia" da lavare o un'"impurità " da eliminare. Chi lo considera in questo modo è convinto che la remissione possa essere ottenuta mediante riti purificatori. Ovidio si faceva beffe di coloro che troppo comodamente pensano che "i debiti si estinguono con l'acqua del fiume" (Fasti 2,45-46).
  Nella Bibbia il peccato non è considerato solo un errore, una scelta infelice, ma è l'interruzione del dialogo con Dio, è la rottura del rapporto di amore con lo Sposo, è un'infedeltà  nei confronti dell'Alleato. Le vostre iniquità  -dice Isaia -hanno scavato un abisso fra voi e il vostro Dio (Is 59,2).

Alla ventina di immagini usate dalla Bibbia per definire il peccato, negli ultimi secoli prima di Cristo se ne era aggiunta un'altra che aveva finito per prevalere su tutte: quella del debito nei confronti di Dio. Parlando di debiti, Gesù ci ricorda che non si tratta semplicemente di trasgressioni, sbagli, infrazioni alla legge, bensì di rottura di relazione con lui.

Al tempo di Gesù l'immagine del debito era usuale per definire i rapporti uomo Dio e quindi non c'è da meravigliarsi che sia ripresa frequentemente anche nei vangeli.
Che cosa è il perdono di Dio?
Il perdono divino non va confuso con l' amnistia perchè  non ha niente a che fare con il crimine-peccato) ma solo con la pena ( la punizione) Nella Bibbia compaiono 2 modi di procedere quando si vuole ristabilire la giustizia a livello giuridico e sono impiegate come immagini del modo con cui Dio fa giustizia.

Il primo è il giudizio, il mishpat. Compare 421 volte nell' AT. E' il modo cui siamo abituati: ci sono un reo e una parte lesa; la parte lesa ricorre al giudice che ristabilisce la giustizia stabilendo, secondo la legge del taglione, una pena proporzionata alla colpa. Compito della pena è segnalare la gravità  del male. Se è punito molto severamente il male è grave.
Il giudice non può perdonare, deve punire il colpevole
Non può dire: io sono buono e ti perdono.
Possiamo parlare di Dio giudice in questo senso?
No! Perchè Dio perdona
e invece il giudice non può perdonare.
Ci chiediamo: il mishpat risolve il problema dell' ingiustizia? La risposta è no. La punizione ( pena) segnala il male non lo elimina. L' esempio più paradossale è la pena di morte. A che serve? A dire che il reato è gravissimo. Per dire che non si deve uccidere, si uccide.

Il secondo sistema è il rib. Compare 131 volte nell' AT. Succede quando la parte lesa non va dal giudice, ma dal colpevole e gli pone davanti il suo peccato. Lo scopo del rib è di
- aiutare il colpevole a rendersi conto che sta facendo del male non solo   a chi lo subisce, ma a se stesso
-indurre chi sbaglia a smettere di fare il male, è la sua conversione, è la   sua salvezza.
- tirarlo fuori dal pericolo di rovinarsi la vita, che lui torni ad essere una  persona felice.
Nel mishpat si accusa il colpevole per condannarlo.
Nel rib si accusa il colpevole non per fargliela pagare, ma per ricuperarlo alla vita, per perdonarlo.
Nella casa di Zaccheo arriva la salvezza quando lui capisce che non era bello ciò che faceva.
Perchè il rib funzioni è necessario che la parte lesa vada dal colpevole, non mossa da desiderio di vendetta, per prendersi una rivincita e neppure per essere risarcita dei danni, ma solo perchè desidera che l' altro smetta di fare e di farsi del male. L' accusa del rib non è altro che l' offerta del perdono. Non è vero perdono quello di chi, subito un torto, dice che non vuole più pensarci, chiude il discorso e si fa gli affari suoi. Chi perdona realmente non si dà  pace finchè l' altro continua a fare il male.
Proprio perchè ha perdonato va dal colpevole e, proprio perchè lo ama, trova anche le parole giuste per toccargli il cuore. Quando questi capisce che sta facendo il male lo riconosce, confessa la sua colpa. Allora il rib ha avuto successo. Ma può accadere il contrario: l' altro non accetta il perdono, allora si passa al mishpat secondo le indicazioni di Gesù: non per condannare, ma per trovare un altro modo di perdonare (Mt 18,15-18). La vita di Gesù è stata tutta un rib, un mettere gli uomini di fronte alle immagini false di Dio e di uomo che stavano seguendo.
La morte di Gesù è il rib definitivo, la definitiva offerta di perdono, che mostra il vero volto di Dio. Il verbo tipico del perdonare è creare: Crea in me, o Dio, un cuore puro (Sal 51,12), un cuore che viva della logica dell' amore gratuito.
Sono tre i modi con cui Gesù manifesta il perdono.
- Mostra indifferenza totale verso il passato fallimentare.
- Scusa, cerca attenuanti: non sanno quello che fanno.
- Si interessa solo del futuro: l'uomo non coincide con i suoi fallimenti, ma con i suoi ideali (Lc 7,45).


Nel Pater si dice Condona i nostri debiti : E' la comunità  che vuole accogliere sempre più il rib di Dio. Il singolo prega per sintonizzarsi sulla logica nuova che troviamo nella denuncia del servo spietato (Mt 18,23-35).

E' la richiesta di assomigliare al Padre nel perdonare. Non posso dire di avere perdonato il debito al fratello se lo lascio nella condizione di continuare a "indebitarsi". Il nostro perdono, come quello del Padre, significa dare fiducia al fratello, aiutarlo. E' rivolto al futuro più che al passato. La preghiera (del Pater) introduce in questa visione del perdono. .."
Tentazione e peccatoLa condizione dell'Uomo che vive la VITA dello Spirito è la comunione di Spirito con Dio, l' Uno-con-Lui e con i fratelli di fede, e la tentazione è l'apertura della sua coscienza all' opzione :
- l' Uno, la comunione di Spirito
oppure
-  Il Due : guardare allo Spirito ( 1) e seguire la carne (2) ( cioè i propri desideri)
dice l'apostolo:
1Gv 5,19 Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo sta in potere del maligno e l'altro :
Mt 26,41 Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo Spirito è pronto, ma la carne è debole ». Per non entrare in tentazione è necessario pregare cioè scambiare i propri desideri con quello dello Spirito, il Progetto di Dio . Gv 17,15 Non prego che tu  ( PADRE ) li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal maligno.
2Ts 3,3 il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno.
Ef 6,16 Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno;
1Gv 2,14 Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il maligno.

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