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Il memoriale

La lavanda dei piedi e l'accettazione della morte sono il memoriale dei sacramenti di salvezza  che sgorgheranno dalla croce e che renderanno ogni cristiano capace di essere Giusto come Gesù, anche nell' Ora della prova .

Ecco perché Giovanni li mette in parallelo con la Cena dei sinottici.
E' l'aspetto non-rituale ,non-cultuale ,piu' propriamente cristico e dunque cristiano del dono-di-sé di Gesù.

Lavarsi i piedi gli uni gli altri è la Vita che sgorga dalla eucaristia il memoriale della morte-resurrezione di Gesù ! La lavanda dei piedi è il servizio alla giustificazione dei fratelli : esso è  efficace solo se attuato senza riserve.

Così commenta il Catechismo Universale:

1337 Il Signore, avendo amato i suoi, li amò sino alla fine. Sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede loro il comandamento dell'amore [Cf Gv 13,1-17 ]. Per lasciare loro un pegno di questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua Pasqua, istituì l'Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione, e comandò ai suoi apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli "in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza" [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1740].

3 Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,

Gesù è  cosciente  di essersi consegnato alla morte. Nello stesso tempo è cosciente che il Padre aveva messo tutto il  Progetto  nelle sue mani. Nella vita  umana  di Gesù è la vittoria e la sconfitta. Gesù consegnandosi alla morte gioca il tutto per tutto. Gesù deve essere certo che questo gesto sarà determinante per il compimento del progetto salvifico del Padre.

Giov 17,2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

In quel momento Gesù era certo che morendo avrebbe compiuto la salvezza.

Giov 10,17 Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo (letteralm.= sta a me consegnare la vita  e sta a me recuperarla).18 Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

Gesù deve aver fiducia , come uomo, nelle promesse salvifiche del Padre attestate  e annunciate dalla Scritture. La morte di Gesù è nella sua coscienza un transito: a Dio tornava.

Is 55,8 Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. 9 Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. 10 Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, 11 così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.

Gesù è cosciente, certo di tornare al Padre , quindi di compiere i suoi pensieri, il suo progetto salvifico. Nel gesto della lavanda dei piedi Gesù esprime tutta la sua coscienza del momento, in particolare del fatto che  consegnadosi alla morte  egli  darà la vita  a tutti i  suoi, coloro che il Padre gli ha dato.

4 si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti sedette di nuovo.

Il termine greco per veste significa vestito in genere e in particolare soprabito, manto, tunica, mantello. Nella semantica ebraica il  mantello  della persona era il simbolo della sua sopravvivenza, della sua vita.

Es 22,25 Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole,
26 perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo?

Gesù toglie le vesti e poi le riprende : Gv potrebbe aver messo in parallelo il gesto con il  dare e riprendere la vita  che era  il  comando del Padre. In questa prospettiva il gesto di Gesù  sarebbe un memoriale-comandamento come l'Eucarestia. Dare la vita e recuperarla=morte e resurrezione. E' Allo stesso livello. Resta il fatto che  la Chiesa nei secoli non l'ha ,  fino ad ora , di fatto,  inteso cosi'.

Nella lavanda dei piedi Gesù vive la sua passione e morte e insieme la sua Vittoria .La sua morte sarà un esodo vittorioso.Gesù è cosciente di aver vinto la morte: è libero di consegnarsi ad essa. Sarà un  transito. Gesù lascia il gesto della lavanda dei piedi come esempio e come memoriale.Memoriale di che cosa ?

Della sua fede totale e senza riserve nel Padre, della sua vittoria totale sul maligno, sul male e sulla morte, del suo amore  compiuto=infinito ed eterno , che continuerà anche dopo la morte e il cui segno saranno il sangue e l'acqua che il suo cadavere continuerà a dare come sacramento del suo Spirito vivificatore.

Lavarsi i piedi gli uni gli altri è per i cristiani fare il memoriale della morte e resurrezione di Gesù. Per questo Gesù è morto : per purificarci la coscienza nel battesimo e farci capaci di carità nella eucarestia,carità che è l'amore per la salvezza dei fratelli senza riserve, fino alla morte, nella certezza della Vittoria.

E' l'aspetto del culto cristiano che segue e precede ogni eucaristia : la giustizia della carità, la lavanda dei piedi che i cristiani sono chiamati a praticare ogni giorno, di domenica in domenica fino all' Avvento finale di Gesù. Il testo di Giovanni non è alternativo a quello dei sinottici sulla Cena del Signore, ma ne è il complemento essenziale. Senza di questo complemento l'eucarestia rischierebbe di essere interpretata come un  nuovo atto di giustizia rituale e legale istituito all'interno della Nuova Alleanza.

4 si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.5 Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.

Gesù si attrezza da servitore  e fa un gesto che lascia come memoriale di sé. Giovanni infatti dipinge Gesù che  serve senza mantello e con il grembiule; quando finisce si rimette il mantello ma non è detto che si levi il grembiule. Il non-detto  dice: Gesù non si leva piu' il grembiule, sarà per sempre  servitore dei suoi.

Ro 12,10 amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. 1Pt 1,22 Dopo aver santificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri.

Non ebbe e non ha tuttora molto successo come gesto memoriale nella Chiesa.

6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».

Gli schiavi o i servitori lavavano i piedi ai loro padroni, la sposa al marito, i figli e le figlie al padre. E sempre prima dei pasti, mai durante. Pietro vuol dire: ma che fai? Tu non sei né mio servitore, né mia sposa, né mio figlio nè mia figlia! Che cosa  vuoi fare o dimostrare io non lo capisco! Tu sei il  Signore, semmai dovrei essere io a lavare i piedi a te!

7 Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».

Dopo, quando? Meta tauta= entro breve tempo. In opposizione al  mai  che dirà Pietro. Servire Gesù non significa lavargli i piedi come vorrebbe dire Pietro, né preoccuparsi di sfamarlo come Marta, né piangere sulle sue sofferenze, come le pie donne sulla strada del  Calvario.

Servire Gesù è lavare i piedi ai fratelli e farseli lavare da loro nella disponibilità a compiere il proprio amore per loro fino alla morte. Il gesto fatto dai discepoli diventerà nelle intenzioni di Gesù il sacramento del loro amore fraterno , del dono reciproco della vita a favore della giustificazione e santificazione, il sacramento della loro giustizia, il sacramento del Regno che Gesù ha loro donato.

8 Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!»

Gesù è il Messia davidide, colui che deve ereditare da Dio il trono di Davide per sempre. Gesù rovescia l'immagine che la religione aveva fatto di Dio: un padrone, il Signore, il Kyrios. E Pietro la rifiuta. Il gesto di Gesù richiama una conversione, un ri-orientamento. La libertà e l'amore fanno di un Re un servitore. Libertà dal Maligno-denaro-potere e felicità che viene dalla comunicazione piena con la Vita di Dio (la resurrezione) e che suscita amore senza riserve e condizioni ,fanno di Gesù IL servitore.

Giov 14,9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

Gesù che lava i piedi e accetta la morte pur di dare la vita ai suoi "amici" è la vera icona del Padre. Rivelazione .Questa è la grandezza, la gloria, il peso del Padre che con libertà serve e ama senza riserve senza limiti, eternamente.

Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

L'espressione  aver parte  nel linguaggio biblico è riferito quasi sempre a questioni di  eredità. La salvezza che verrà gratis dal Padre per mezzo di Gesù , come una eredità, renderà i suoi, uomini liberi e felici , capaci di amare fino alla morte. La Chiesa di Gesù sarà, ad immagine del Regno di Dio, una comunità a piramide rovesciata:

Mat 20,27 e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
Mar 10,44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.
Lu 22,26 chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve.
Mat 18,4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
Giov 12,3 Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento.
Giov 13,20 In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Pietro che sarà fatto da Gesù Pastore (=capo) dei discepoli è messo di fronte alla esigenza della Vita Nuova nel Regno: se non accetti di vivere in una comunità in cui sono i capi che vivono sempre con il grembiule addosso, non sei degno di ricevere in eredità Gesù, il Regno di Dio.
Come Paolo :2Co 12,15 Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime.
Gesù fa pesare tutta la fermezza e serietà delle sue parole:

Accettare la salvezza che Gesù porta come eredità del Padre per i suoi  figli adottivi  significa accettare il sacramento della lavanda dei piedi , sacramento della giustizia nuova, eterna, la carità.

Pietro è chiamato a ri-orientare la sua mentalità, pena il pericolo della defezione. Essere  cristiani  e mantenere questa riserva mentale (cosi' come tutte le altre) significa porre ostacolo,  scandalo , alla azione salvifica dello Spirito che Gesù ha donato nei sacramenti della Chiesa. Significa non avere parte alla salvezza.

9 Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!»

Signore , ancora Pietro lo chiama cosi' ma ora ha compreso Gesù e lo accoglie  senza riserve mentali. Ma Gesù corregge Pietro:

10 Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi,

Il gesto di Gesù non rientra nella classe dei  riti di espiazione, di purificazione:  c'erano riti purificatori per le mani, per il viso, ma non per i piedi. Dunque si poteva intendere che Gesù volesse completare il ciclo dei riti espiatori giudaici. No: si tratta del Nuovo, del Servizio Cristico e cristiano. Era  appunto  cio' che mancava al giudaismo.

I continui riti di "lavaggio rituale " operati nel giudaismo erano segno della precarietà della comunione di vita dell'uomo con Dio, fragile e continuamente esposto alla impurità , rituale e , segnatamente , quella del peccato. Erano l'espressione di una coscienza di indegnità radicale dell'uomo al cospetto di Dio.Ora invece i  discepoli sono "puri" come se avessero "purificato in un bagno" tutto il loro corpo: sono tutti accetti a Dio perchè hanno accettato Dio, il Figlio , il Regno e la sua giustizia. Dio li ama, Gesù li ama, sono in comunicazione con Dio;.e allora perché quella lavanda ? Non si tratta di una purificazione rituale.

Per aver parte in Gesù , per ereditare Gesù, è necessaria la lavanda dei piedi. Essa da' ai puri cio' che ancora manca loro: la libertà di amare senza riserve perché rende liberi dal maligno e rende felici insieme.

E' in questo contesto un gesto di comunione di Vita che Gesù fa con i suoi. Gesù comunica sacramentalmente (=con un segno efficace) se stesso, la  partecipazione  a sé, facendo del gesto un memoriale da ripetere (anche ritualmente ) come Vita nuova ed eterna con Lui e tra di loro. Accettare questo sacramento è essenziale per aver parte al Regno di Dio.

Il sacramento della lavanda è, per Giovanni, complemento dell'Eucarestia , è sullo stesso piano. Forse dice anche che per  aver parte in Gesù nell'Eucarestia è necessario accettare senza riserve la Nuova Vita di Amore libero ed eterno . Dopo le ultime dichiarazioni di Pietro, i discepoli sono "puri", accetti a Dio per la loro adesione al Vangelo di Gesù, ma non tutti».

11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi»

Giuda non ha accettato  dentro di sé  Gesù come servitore che lo libera dal maligno e gli dona la capacità di amare fino alla morte. E'  immondo=indegno di Dio=separato da Dio= empio =schiavo del maligno=nelle mani di Satana. L'atteggiamento interiore di apertura-comprensione-adesione a Gesù ed alla sua salvezza senza riserve è la  condizione  per cui  quella salvezza agisca!

Il sacramento della lavanda (cosi' come quello della Cena, nei sinottici) non è una magìa: dipende dalle disposizioni umane. Giuda è l'esemplare del cristiano doppio=non puro.

12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto?13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.15 Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

Giovanni ora presenta l' istruzione, la nuova torah di Dio. Gesù è il Rabbino che istruisce, è il Signor Rabbino, come si usava dire:

Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.Dunque fate come vi insegno.

Il gesto di Gesù ha fatto sentire loro  fino in fondo, fino all'estremo il suo amore .Cosi' devono fare tra di loro per sempre. Far sentire gli uni gli altri il proprio amore fino in fondo, fino all'estremo, senza esclusioni (neppure i Giuda, i nemici) e senza riserve.

16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.

Gesù non asservisce le persone ad una Verità calata dall'alto, ma  assimila  a sé comunicando visceralmente , senza riserve, la propria Vita. Semina uno Spirito di ordine sovraumano . Cura con un servizio assiduo coloro che lo accolgono. La lavanda dei piedi nelle comunità cristiane non puo' nascere da un  dovere legale, un precetto, ma solo dalla libertà e dalla spontaneità comunicata dallo Spirito di Gesù nella Sua lavanda sacramentale.

17 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.

Come è successo a Pietro poco prima. Felici voi se lo fate. Quando Gesù sarà asceso al Padre i suoi potranno ancora fare l'esperienza della sua Comunicazione, della sua Comunione di Vita,della sua Pace, della Felicità che viene dall'Altro Mondo e che rende liberi di amare senza riserve, nei sacramenti della Eucaristia-Lavanda reciproca dei piedi.

18 Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno. 19 Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.

Vi è chi nella comunità  ha parte in Gesù  nella eucaristia perché  mangia il pane  con  Gesù , ma non accetta la lavanda dei piedi e   leva il calcagno  come un nemico. Questo atteggiamento, come in Giuda, è per costoro, letale. I sacramenti della salvezza non sono gesti magici e il loro frutto sono la pratica quotidiana della carità. L'insegnamento di Gesù va memorizzato, come si usava tra i discepoli dei Rabbini. Esso manifesterà la sua forza al momento opportuno.

20 In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato»

Chi accoglie la salvezza che viene da Gesù.. e le esigenze di Vita Nuova che sono connesse, fa l'esperienza di aver accolto Dio nella sua Vita. E' felice , giustificato, libero .

D'ora in avanti lo stesso sarà per coloro che accoglieranno l'Amore-Vangelo degli inviati di Gesù, i suoi Apostoli.

Mat 10,40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Mat 18,5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Mar 9,37 «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». Lu 9,48 «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande». Giov 13,20 In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglieme, accoglie colui che mi ha mandato».

La stessa salvezza dei pagani dipenderà dal loro rapporto di accoglienza dei cristiani:

Mat 25,35 Perché io ho avuto fame e miavete dato da mangiare, ho avuto sete e miavete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

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