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La santità cristiana

La santificazione dell'uomo.

Dio è Santo cioè "separato" dalla dimensione di questo mondo, altro-dal-mondo,"puro", non contaminato dalla dimensione di questo mondo in cui abita il male. In definitiva  Egli è  santo cioè separato e incompatibile con il male. Egli si è rivelato, ha potentemente, miracolosmente salvato il suo popolo .

La santità di Dio si è rivelata nei fatti storici di salvezza come
- separazione ed incompatibilità con il male ( Dio non è uno spirito che fa ora il bene ora il male: Egli ha    dimostrato di compiere sempre e solo il bene)
- onnipotenza nei miracoli .

Dio è " santo " nel senso di separato da questo mondo, incompatibile con il male, autore di tutto il bene , onnipotente e vuole che il suo popolo partecipi della sua santità :

Le 19,2 «Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
Le 20,26 Sarete santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perché siate miei.

Per vivere insieme a Lui è necessario essere santi, perfettamente separati dal male , affini a Lui.
Il popolo è santo in quanto viene liberato da Dio e separato da tutto ciò che è indegno di vivere insieme a Lui, segnatamento dal Nemico, dall'impuro, dal Male.

L'uomo non può santificarsi da solo ,prendere da Dio la sua santità, acquistarla, ottenerla meritandola: solo Dio può liberamente comunicare all'uomo la sua santità come dono . Dio opera questa santificazione con l'alleanza, cioè con i suoi doni, le sue benedizioni, i suoi miracoli e istruzioni quanto al "possesso ed all'uso" di questi doni. La giustizia , cioè l'osservanza della legge divina ( la legge mosaica o legge morale naturale ) è la " condizione " che l'uomo è chiamato liberamente a realizzare per il " possesso" dei doni di Dio.

La storia di Israele dimostra però che l'uomo naturale, anche se scelto da Dio ed introdotto in una vita di relazione speciale con Lui, non è in grado di fare pienamente la " giustizia".
L'avvento di Gesù è dono di una nuova salvezza : Gesù stabilisce una Nuova Alleanza con l'umanità, in cui il dono, la benedizione divina non è più soltanto il miracolo storico, la guida profetica, etc. ; il nuovo dono è Gesù stesso che contiene in sè la santità di Dio, la pienezza della vita eterna.

cf. Il progetto di Dio         cf . Vivere in Gesù

Ef 1, 3 Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù
Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei
cieli, in Cristo. 4 In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, 5 predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,
6 secondo il beneplacito della sua volontà.
Diventare cristiani significa partecipare pienamente della santità di Dio, in Gesù. Questa partecipazione della natura divina è un dono soprannaturale il cui possesso è legato alla condizione di " osservanza " di una giustizia che comprende la Legge Morale Naturale ma che si estende alla natura divina.

La giustizia del cristiano è molto semplice : sei stato santificato, trasformato in uomo santo come Gesù, ora sii santo , apriti ad un cammino di perfezione, diventa perfetto come Gesù, cioè come Dio..

Il "discorso della montagna" contiene le istruzioni fondamentali date da Gesù per chi entra nella Nuova Alleanza . Tutte le istruzioni vengono riassunte da Gesù nella sentenza :

Mat 5,48 Siate voi è perfetto il Padre vostro celeste.

Questo cammino di santità si conclude nella perfezione dell'Uomodio, , il Figlio di Dio.
Esso non è frutto dello sforzo del cristiano di " osservanza di nuovi precetti " ma è l'accettazione di una vita umanodivina che si esercita in comune con Gesù e con i fratelli cristiani.

1 Tess 5, 23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione,
e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

La santificazione del cristiano fino alla perfezione di Gesù è opera soprannaturale di Gesù che si svolge nella storia :

24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

Gesù chiama i cristiani ad una vita di comunione con Lui e fra di loro nella santità ; in questa vita Egli opera la santificazione fino alla perfezione. Gesù è l'unico autore della salvezza, l'unico " salvatore" : il suo nome in fatti è Gesù ( = in ebraico , Dio salva ) ; la Sua opera soprannaturale non si compie senza l'adesione libera dell'uomo alla sua nuova natura, quella di uomodio che si comporta nella storia come tale.

La partecipazione alla natura divina, che è vita eterna , è per ogni uomo il tesoro di tutti i tesori.
Un tesoro eterno!

Mat 13,44 Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Una volta compresa l'importanza di questo dono, chiunque farebbe di tutto per garantirselo investendo tutto in esso. Fare a meno di tutto per avere la vita eterna!

L'imperfezione umana

Mc 10,17 Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?» 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Se vuoi essere perfetto
(= maturo per il nuovo mondo ),
- va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo;
- poi vieni e seguimi».

Un tale ( Luca specifica: un  arcon , un notabile, un ricco; Matteo 19,20 un  neaniskos = un uomo tra i 20 e i 40 anni, cioè un giovane. ) Il  tale è in ansia per la  sua  vita eterna: si inginocchia davanti a Gesù, tributandogli un onore superiore a quello che si riservava ad un rabbino.

Il giovane in cerca di vita eterna vede la sola dimensione personale, la  salvezza della sua anima , la retribuzione personale da parte di Dio per i meriti della sua osservanza dei precetti religiosi.

Chiede a Gesù come ad un maestro, un rabbino, secondo la sua mentalità giudaica, cosa deve  fare per avere (= ereditare , ottenere cioè guadagnare,meritare) la vita eterna.

Sal 23,3 Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? 

Il giovane vuole sapere con certezza quali precetti gli garantiscono la vita eterna. Forse questo rabbino potente in parole ed opere gli rivelerà il segreto della Vita Eterna.

Gesù si comporta in modo atipico per un rabbino: non chiamarmi buono (=insigne ) perchè solo Dio è insigne percio' è a Lui che dovresti inginocchiarti e credere con tutto te stesso, non ad un rabbino. Infatti Gesù ricorda al ricco i comandamenti di Dio, ma stranamente gli ricorda solo quelli verso il prossimo e non quelli verso Dio e non li commenta come facevano di solito i rabbini.

Si prospetta un  certo imbarazzo del ricco che si era inginocchiato e dunque si aspettava qualcosa di nuovo, di insigne: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza» ed io mi aspettavo che tu dicessi qualcosa di elevato e sicuro da osservare,che mi desse la garanzia di essere parte di coloro che vivranno con Dio per sempre.

21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò .

Ora Gesù lo fissa : quando si fissa una persona  si vuole l'attenzione della persona perchè si sta per dire una cosa importante. Qual è la cosa importante che Gesù vuole comunicargli?
Gesù ama tutti senza distinzione, compreso questo ricco notabile e vuole che egli senta questo amore.

Gesù comunica il suo amore, si relaziona al giovane con amore umanodivino , gli comunica che quello che sta per dirgli non è un freddo precetto, una sentenza rabbinica ma una dichiarazione di amore non equivocabile che lo vuole introdurre nella vita eterna.

Gesù è la fonte della vita eterna: il suo amore inequivocabile per tutti è la potenza del sacro di Dio che può introdurre nella vita eterna.

Giov 14,6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.»

Una sola cosa manca all'uomo naturale . Al giovane che si ritiene già maturo per la vita eterna perchè osserva tutti i precetti della Legge mosaica Gesù dice : Una cosa sola ti manca [per essere maturo per il Regno]Gesù mette al centro l'imperfezione umana: è' impossibile per l'uomo naturale seguire alla perfezione tutti i comandamenti divini; l'uomo naturale, anche con l'aiuto di Dio non è capace di raggiungere la perfezione, (Mt 19,21  teleios =perfetto) qualcosa glielo impedisce .

La storia della salvezza ha rivelato che l'uomo naturale è contrassegnato dal peccato che risiede nella sua natura stessa ( peccato originale) ; questo lo rende costitutivamente imperfetto, incapace di osservare la legge della sua natura , la Legge Morale Naturale , conoscibile per mezzo della ragione e rivelata da Dio nei suoi aspetti fondamentali al popolo di Israele ( la Legge Mosaica )

«Una cosa sola ti manca »: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo;

1Tess 5, 9 Poiché Dio.. ci ha destinati ... all'acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. Questo è il " precetto " che manca al giovane ricco : Gesù ha in se stesso la vita divina, eterna, e la comunica gratuitamente ; a chi lo " segue" poi ( il verbo richiama i discepoli che seguivano i loro rabbini , nel senso che non solo apprendevano da loro ma vivevano con loro ) Egli insegna come vivere questa nuova condizione umana di uominidèi fino a raggiungere la perfezione o piena santificazione.

Accettare Gesù, la sua salvezza e poi seguirlo come discepoli era ciò che mancava agli ebrei osservanti della Legge mosaica; è ciò che manca all'uomo naturale che cerca, si sforza di seguire la legge morale naturale .

Osservare questo "precetto" - lasciare tutto per seguire Gesù- significa ricevere lo " spirito" di Gesù che comunica la sua vita divina, eterna e vivere e crescere in essa fino alla perfezione che diventa definitiva con la morte e resurrezione nel Regno di Dio..

I salvati da Gesù - i cristiani -sono chiamati a diventare suoi discepoli perchè solo Lui può insegnare loro come si vive da uominidèi.

Hai un tesoro in terra, in questo mondo? Vendilo e il ricavato distribuiscilo ai poveri , come se lo avessi accumulato non per te stesso soltanto, ma per il bene comune.

Se fai questo crei la prima condizione per seguire Gesù come discepolo e perchè Gesù ti santifichi; solo così avrai un tesoro nel Cielo, nella dimensione di Dio, cioè avrai la vita eterna insieme a Lui. Ciò che hai detto di voler ereditare cioè possedere.

Lu 12,33 Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. Eb 13,16 Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di

La povertà cristiana

Lc 12,5 E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni». 16 Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. 17 Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? 18 E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19 Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? 21 Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

Lc 12,5  Anche se uno è nell'abbondanza,

( di beni di questo mondo)

la sua vita

(che è eterna )

non dipende dai suoi beni

(di questo mondo) .

Chi accumuli tesori per sè e non arricchisce davanti a Dio i suoi tesori non serviranno per avere, alla morte, la vita eterna. Per ereditare la vita eterna (= giungere al possesso definitivo) è necessario arricchirsi davanti a Dio, cioè arricchirsi dei suoi doni, della sua santità. 

Basta diventare poveri per vivere la vita eterna? Nuovo precetto, quello giusto ?
La ricchezza non va intesa qui in senso assoluto, ma in senso religioso, dentro la relazione con Dio:
il ricco è colui che vive come se la sua vita dipendesse solo dai suoi beni, il ricco che è religiosamente povero è colui che è libero da esse , può seguire Gesù e farsi santificare da Lui.

Il problema del giovane ricco non è la ricchezza, ma l'uso che e ne fa in relazione a Dio ed al suo progetto di vita eterna. La libertà dalle ricchezze è possibile e si sperimenta solo condividendole per il bene comune . Se si ha cura il tesoro dei Cieli, la vita eterna, anche la vita di questo mondo acquista un senso ed un orientamento.

Lu 16,9 Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

Gesù esemplifica nella parabola detta " del ricco Epulone".

Lc 16,19 C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.
20 Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, 21 bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. 22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23 Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.

25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. 26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. 27 E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, 28 perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. 30 E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. 31 Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

Diverso il comportamento del ricco Zaccheo :

Lu 19,1 Entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. 5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». 8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9 Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa...

Zaccheo era un esattore di tasse che lavorava per i Romani, il "nemico" degli ebrei. Era considerato un impuro, indegno di vivere nel popolo di Dio . Egli desiderava talmente tanto essere salvato da questa condizione di emarginazione dal popolo di Dio che subito ha seguito le istruzioni di Gesù.
Questa conversione a Gesù gli apre le porte alla salvezza. Zaccheo era ricco ma ha scelto di dare più valore alla giusta relazione con Dio che non al possesso dei beni terreni. E' stato , nella sua ricchezza, più fedele a Dio che non alle esigenze della sua ricchezza.

La condizione del cristiano ricco.

Giac 5,1 E ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che vi sovrastano! 2 Le vostre ricchezze sono imputridite, 3 le vostre vesti sono state divorate dalle tarme; il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si leverà a testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco.

Perche accadrà tutto questo?

Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! 4 Ecco, il salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida; e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti. 5 Avete gozzovigliato sulla terra e vi siete saziati di piaceri, vi siete ingrassati per il giorno della strage. 6 Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non può opporre resistenza.Come si fa ad accumulare per sè le ricchezze , cioè servire il denaro e nello stesso tempo servire Dio cioè amare gli altri come se stessi?

1Gc 3,17 Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l'amore di Dio?
Gc 5,13 E ora a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», 14 mentre non sapete cosa sarà domani! Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.
15 Dovreste dire invece: Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello. 16 Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo. 17 Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato.

Il ricco dice: le ricchezze di questo mondo mi danno garanzia di buona e lunga vita. Questa percezione ottenebra la visione chiara della realtà: sua vita , come quella di ogni essere, dipende da Dio, dalla giusta relazione con Lui. Il ricco vede la relazione con Dio come un valore inferiore alle sue ricchezze : non avrà la vita eterna , perchè questa Dio la dona solo nella giusta relazione ( alleanza) con Lui.

Non sono i beni materiali a garantire la vita dei cristiani : il loro orizzonte non è più "vivere a lungo e bene" ma è la vita eterna che si sviluppa in loro, nella storia, fino alla perfezione, per opera di Gesù, nella vita di comunione con lui e con i fratelli cristiani .

La povertà religiosa

Chi entra nella Nuova Alleanza riceve da Gesù la vita eterna; allora qual'è l'atteggiamento verso questo mondo di chi vive già la vita eterna in Gesù?

Lc 12, 22 «Per questo io vi dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. 23 La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.

... la vita eterna vale più ancora della esistenza in questo mondo !
La vita biologica è più importante del cibo che la alimenta , il corpo più del vestito che lo protegge, così la vita eterna è più importrante della vita biologica .
Perche?

Darsi pensiero delle cose meno importanti come il cibo, il vestito, la vita biologica rischia di far dimenticare le esigenze della vita eterna fino a perderne il possesso definitivo .
Darsi pensiero della vita eterna ricevuta da Gesù, del suo sviluppo fino alla perfezione, cioè del suo possesso definitivo, significa invece portare a perfezione eterna anche il corpo e la vita biologica (con la resurrezione) . Perciò il possesso definitivo della vita biologica , del corpo ,non dipendono dal cibo o dal vestito ma dal possesso definitivo della vita eterna donata da Gesù.

Giov 12,25 Chi ama la sua vita
cioè il proprio ben-essere-in-questo-mondo , si dedica completamente ad esso e così
la perde
perde la vita eterna perchè inevitabilmente pecca, come dimostra la storia di Israele ; perdendo quest'ultima anche quella biologica non avrà compimento alla resurrezione, ma troverà morte eterna . Invece
e chi odia la sua vita in questo mondo [ odia = è disposto a fare a meno di]
cioè considera il proprio ben-essere-in-questo-mondo di valore infimo rispetto al possesso definitivo della vita eterna e di conseguenza si cura innanzitutto della vita eterna che ha in sè,
la conserverà per la vita eterna
conseverà anche la sua vita biologica perchè alla resurrezione sarà perfetta e inclusa nella vita eterna definitiva. Il corpo del cristiano è stato riscattato alla schiavitù, al dominio del Maligno dal sacrificio di Gesù, dal sangue sacrificale di Gesù , perciò appartiene a Lui, è il Suo corpo. E' la dimora, il tempio del suo Spirito qui in terra.

1Co 6,20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
1Co 3,16 Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
1Co 3,17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Ro 8,10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto [ dovrà morire ] a causa del peccato, ma lo spirito è vita [lo risorgerà] a causa della giustificazione.
Ro 6,12 Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri;
1Co 6,19 O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 1Co 6,20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Nel cristiano, la sua vita fisico animica, storica, il suo corpo, appartiene a Gesù che lo ha riscattato, è il Tempio di Dio in terra perciò di che cosa si deve preoccupare che non sia già la " preoccupazione di Dio?"
Sarà Gesù in primo luogo a preoccuparsi delle necessità del Suo Corpo che sono i cristiani, del suo Tempio che sono loro, della sua Dimora in Terra.

Mat 6,25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?

Nel corpo il cristiano è chiamato a glorificare Dio che lo ha liberato dal Male e lo santifica continuamente con la sua presenza. Lo santifica fino alla perfezione così che alla morte risorga nel suo Regno definitivo.

1Te 5,23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Lc 12, 24 Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete![ se Dio ha questa cura per gli uccelli, quanta ne avrà per voi! ]
25 Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?
[ per quanto vi affannate non potete darvi un'ora di vita in più di quella datavi da Dio]
26 Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?

Vi affannate inutilmente per le cose di cui si occupa Dio per i fiori e gli animali, non credete che se ne occupi anche per voi?

27 Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 28 Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede?

Questo è il problema: voi non credete alle parole di Dio, non credete alle sue promesse e dunque non seguite le sue istruzioni. La fede nelle parole-promesse-istruzioni di Dio intruduce nel discepolato di Gesù, ù, nella vita eterna vissuta nella storia.

Lc 12, 29 Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete,
e non state con l'animo in ansia:
30 di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo;
ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.
31 Cercate piuttosto il regno di Dio,
e queste cose vi saranno date in aggiunta.

Lu 16,13 Nessun servo può servire a due padroni:
o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

Bisogna scegliere.

La gente del mondo e la gente di Dio .

(Gal 3,7-14) Fratelli, riconoscete che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: «In te saranno benedette tutte le nazioni». Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette.

Solo la fiducia in Gesù, nelle sue promesse , introduce l'uomo nella vita eterna, subito.

Gv 6:68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole [ = promesse divine ] di vita eterna;

Questa fede è possibile per tutti.

(Gal 3,7-14) Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica».

L'uomo naturale non può " meritare" da Dio la vita eterna per mezzo delle sue opere religiose di osservanza alla Legge Morale Naturale : nessuno riesce ad osservare perfettamente la " Legge di Dio".

... Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chi è appeso al legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.

La gente del mondo non crede a Gesù uomodio che dona all'uomo la sua natura divina e così non chiede e non riceve la vita eterna . Non avendo in sè la vita divina, eterna, si preoccupa soltanto della vita in questo mondo . Per quanto si affanni però non può aggiungervi neppure un'ora :

Mt 6:27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?

anzi se non riceverà da Gesù la vita eterna , alla fine la perderà. La gente di Dio , i cristiani , hanno la vita eterna , sono in questo mondo ma vivono la vita di una altro mondo, il mondo di Dio. Appartengono ad un altro mondo che cresce e si sviluppa in questo mondo, come il lievito in una massa di farina , come il sale che si scioglie e da sapore alla Terra, come la luce che vive e illumina le tenebre.

Giov 17,11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te.
Giov 17,18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo;
Giov 17,14 Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. [= sono di un altro mondo ]

I cristiani sono nel mondo ma non sono del mondo: sono di un altro mondo, vivono già la vita del mondo o Regno di Dio. Dio abita in loro e come si occupa delle necessità di questo mondo per piante ed animali ed uomini così se ne occupa anche per i cristiani divenuti suoi figli che vivono in comunione con il Figlio;

Lc 12, 32 Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. 33 Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; Lu 6,20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.

Così come la ricchezza non va intesa in senso assoluto ma per l'uso che se ne fa, anche la povertà non va intesa nei Vangeli in senso assoluto : Il povero che è fortunato rispetto al Regno di Dio non è il miserevole che non possiede nulla, la sua miseria non lo santifica, non lo rende automaticamente capace di sviluppare  la vita eterna, la povertà è la condizione per dedicarsi totalmente a sviluppare il dono della vita eterna.

Mt 6,19 Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; 20 accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.Mt 6,21 « Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

La povertà religiosa fa dipendere la propria vita solo da Dio e dalla sua grazia, dai suoi doni, e con tutte le proprie risorse si cura della vita comunitaria per tutti.

La sequela

Il "precetto" di Gesù che promette la vita eterna : và vendi tutto quello che hai , poi vieni e seguimi ! Giov 15,8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.La povertà non è un precetto che porta ad un merito : la certezza di ereditare la vita eterna, essa è solo la condizione per il precetto vero : ...poi vieni e seguimi».

Medjugorje - messaggio della Madonna del 25 maggio 2006 ai veggenti.
"Cari figli, anche oggi vi invito a mettere in pratica e a vivere i miei messaggi che vi dò. Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso. Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere. La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera. Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinchè la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

Questa la priorità. Seguire Gesù significa, come primo passo, come condizione per essere da Lui iniziati a vivere la vita eterna già nella storia.

Lu 14,33 Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Gesù rivela al giovane ricco il salto che deve fare :  lasciare le ricchezze a coloro che ne hanno bisogno per sopravvivere, i poveri, e seguirlo : solo Lui può dargli la vita eterna.

Mc 10,22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.

Voleva avere la garanzia di una buona vita terrena e la garanzia della vita eterna.
Il giovane ricco sceglie la garanzia delle ricchezze e così non può avere la garanzia della vita eterna.
Bastava optare per la vita eterna e le evrebbe avute tutte e due!

«Mc 10,29In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, 30 che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.»

Gesù, colui che solo può dare la vita eterna non puo' dare anche la buona vita terrena?

23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: 
«Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».

Per un ebreo , la cui cultura riteneva le ricchezze una benedizione divina , la cosa suonava un pò come una bestemmia. Il Regno di Dio-secondo le credenze dell'epoca- consisteva in ogni abbondanza terrena, in ogni pienezza di vita terrena, una lunga vita ben vissuta come quella dei Padri di Israele.( Abramo, Isacco, etc) sotto la benedizione divina , parola che richiama fertilità ed abbondanza.

24 I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese:
«Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio!
25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago,
che un ricco entri nel regno di Dio».

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