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I segni

Attraverso i segni si può rappresentare la realtà in modo essenziale o ri-conoscere, richiamare una esperienza un vissuto esperienziale preciso, un significato.

Il segno è la conoscenza essenziale e comunicabile del reale.

Il Segno è la comunicazione globale di una realtà : tende a comunicare significati in modo univoco, non-equivoco. Tende alla precisione. Il segno è un indicatore, un segnale univoco.
E' un significante che richiama principalmente un solo significato.
Attraverso la percezione di una traiettoria del segno si crea l'intuizione di una realtà particolare che si ri-conosce come indissolubilmente legata a quel segno. Attraverso i segni avviene l’interazione, la comunicazione, ciò vale in qualche modo anche per piante ed animali.

Il segno è il modo della comunicazione in natura :la percezione di un segno attiva la memoria delle esperienze vissute, conoscitive, attraverso cui il segno è stato elaborato..

I simboli

I segni sono generalizzazioni, concetti universali, non possono cogliere tutto il vissuto dell’esperienza, per esempio il vissuto emotivo o il vissuto spirituale. La mente umana ha la capacità di codificare in qualche modo più in profondità l’esperienza attraverso codici meno precisi ma più complessi e profondi: i simboli .

Il segno è per natura im-preciso, porta con sè una dinamica che e-voca, ri-chiama le realtà significative, ma non coincide mai con la realtà che indica. Più un segno è impreciso più agisce come simbolo.

La natura ci trasmette qualcosa che investe tutto il nostro essere, qualcosa di vitale.
Qualcosa che vorremmo avere per sempre in noi. C’è qualcosa che viene dalla natura ,che sta oltre ciò che vediamo e sentiamo .


La Natura si rivela nella esperienza umana universale come una realtà che fa conoscere di se stessa:

- un aspetto sensibile ,che si può percepire con i sensi,
    il Significante , le cose.

- un aspetto sovrasensibile , un senso che solo si può cogliere con la     ragione, un Significato , una Verità ,che è insieme un Valore Etico e insieme un Valore Estetico, un insieme di significati e valori che non si riesce   ad esprimere compiutamente con i linguaggi della ragione , come la bellezza, l' armonia,  etc.

- A volte particolari persone colgono anche un aspetto spirituale :
    lo Spirito : nelle rivelzioni gli intermediari mostrano di avere una sensibilità sovraintuitiva , l'anima che essi sperimentano come capacità di conoscere il trascendente, il soprannaturale , il divino presente nella Natura .

Ogni esperienza è depositata nel profondo dell’io come esperienza globale . Nella Natura c'è qualcosa che vagamente percepiamo , che ci investe in modo dinamico , che ci da benessere, gioia, felicità ma che non riusciamo a codificare compiutamente come conoscenza razionale. L’esperienza della Natura è una esperienza che ci fa intuire una realtà che non vediamo ma che sentiamo: essa ci raggiunge e ci fa amare la vita.

Simbolo (dal greco synbolon ), con il significato di «segno di riconoscimento», segno che non si esaurisce in sé ma rimanda ad altri segni .L’uomo guarda la Natura e scopre la Bellezza;
intuisce la Bellezza ed ama la Vita.


Come esprimere la Bellezza e la Vita che la Natura trasmette? L'uomo a creato linguaggi simbolici complessi per esprimere Bellezza, Armonia, gioia, etc : sono i linguaggi dell'Arte. Attraverso i linguaggi simbolici , l’esperienza , l'interiorità, il soprasensibile ,lo spirituale, il divino ,diventa comunicabile.

Simbolo è un ente che tende ad evocare una conoscenza globale della realtà .
Esso è equivoco perchè "risveglia " piu' significati e valori, lo spirito.

Il simbolo  richiama principalmente un significato ma insieme ne richiama altri che ridondano con esso.


dare la mano=salutare, amicizia, patto, accordo, affetto, solidarietà, ...
bacio=saluto, affetto ,devozione, intimità...
acqua=fresco, lavato, pulito, purificato, disseta, irriga, ...
oceano= galleggiare, fluttuare, immersione...
campana ,sirena= richiamo, convocazione, pericolo, festa...
pane=appetito, fame, sfamare, bisogno, solidarietà ..
3=un periodo breve , un insieme perfetto..
7=una cosa completa ..

I simboli   includono  aspetti affettivi , emotivi , estetici e spirituali della realtà che significano.
I simboli sono con-naturali alla struttura della coscienza umana.

Syn-bolon è un termine greco che significa " messo-insieme ". Si riferisce ai patti che venivano stabiliti tra due contraenti e poi scritti su un coccio . 
I patti venivano sigillati ( o tagliati ) spezzando il coccio in due metà ciascuna delle quali era detta appunto synbolon .

Ciascun simbolo rimandava all'altro , anche se non era presente e visibile , richiamando l'unità dei due, il patto stabilito.


La parola simbolo nelle culture occidentali indica genericamente qualcosa di reale e sensibile che rimanda però ad una parte mancante che gli appartiene , un parte reale ma non sensibile ; una parte sovrasensibile che solo l'immaginazione intuitiva, stimolata dal simbolo, riesce a cogliere .Attraverso questa dinamica il simbolo riesce a mettere insieme nella coscienza umana sensibile e sovrasensibile, percezione e intuizione e attraverso di essa il simbolo risuona con la realtà soprasensibile a cui rimanda.

La comunicazione simbolica

Il simbolo si puo' rappresentare  come una entità formata da tre strati:
- uno piu' esterno, il significante,
- uno mediano, il medium , il ponte
- ed uno piu' profondo,il significato

IL SIGNIFICANTE
(è sensibile)
è l'ente, la carta di identità dell’essere ; la conoscenza razionale dell’essere individuale, misurabile, localizzabile nello spazio e nel tempo, descrivibile filologicamente e storicamente;
IL PONTE
( è ciò che sollecita la conoscenza , l'intuizione e la fede) il mezzo, il medium , la forma comunicativa ( parola segno grafico-pittorico-scultoreo, forma musicale, etc )

IL SIGNIFICATO
(è soprasensibile)
è l’essere reale, la sua identità conosciuta globalmente nella coscienza ma non localizzabile spaziotemporalmente , non descrivibile oggettivamente . E' costituito da significati, valori etici , estetici e spirituali.

I simboli sacri

La ricerca antropologica ( anche quella psicoanalitica) mostra che l'uomo da che esiste, esiste come homo religious e come homo simbolicus : esprime le proprie esperienze interiori attraverso simboli tipici , anzi, archetipici  (= tipici delle origini) .

Da piu' di 5000 anni gli uomini hanno fissato su pietra, argilla, papiro, pergamena, legno, nei canti, nelle danze, nei racconti , la coscienza delle loro esperienze : la conoscenza  umana. Cosi' gli uomini hanno creato i simboli e con essi i linguaggi.

Noi "osserviamo" il mondo scientificamente, gli antichi saggi lo "contemplavano".
La loro conoscenza del Mistero era piu' profonda e l'espressione di questa conoscenza erano i simboli.

Il simbolo nasce con l'uomo. L'attività simbolica dell'uomo è la prima attività propriamente  umana.
L'uomo conosce religiosamente , sa di sapere , simbolizza . Attraverso i linguaggi simbolici , l’esperienza , l'interiorità, il soprasensibile ,lo spirituale, il divino ,diventa comunicabile.

Gli archetipi del sacro

L'uomo porta in se stesso, nel suo inconscio il vissuto di esperienze religiose remote che sono state codificate in simboli. Secondo l'antropologia del sacro l 'essere umano nasce con una esperienza di rivelazione, di percezione del Sacro. I primi segni interiori, sono le impronte del sacro.

Le esperienze umane più profonde che si ripetono continuamente nella storia delle persone e della umanità sono addensate nel profondo dell'anima come immagini primordiali universali : i simboli delle origini del mondo. Ogni cultura ha espresso queste immagini primordiali  in simboli.

I simboli dell'homo religious sono segni a cui corrispondono immagini della struttura interiore della religiosità umana, gli archetipi. Secondo C.G.Jung questi vissuti primordiali ( del sacro ) vengono trasmessi di generazione in generazione, sono cioè rinvenibili nella natura di ogni essere umano fin dalla nascita. Sono costitutivi della natura umana.

L'esperienza del sacro ha lasciato nella coscienza dell'uomo una conoscenza globale, una impronta che egli ha espresso da sempre con i simboli religiosi. Da più di 5000 anni l’Homo religiosus ha fissato su pietra, argilla, papiro, pergamena, legno, e altro la memoria della sua esperienza religiosa .

TEMPIO IPOGEO ISOLA DI MALTA
SANTO DEI SANTI-SPIRALI IN OCRA ROSSA

Nei miti più antichi sulla creazione del mondo ritroviamo una costante presenza dell'elemento sacro.

Il sacro, il potere degli dèi che si manifesta nelle jerofanìe e nelle cratofanìe (miracoli e prodigi) è visto da sempre, in tutte le culture ,come il potere che crea le cose che ancora non sono.

Nei miti sapienziali sul mondo e le sue origini non vi è traccia del concetto di materia inanimata : tutto è percepito come vivo e cosciente.

Il sacro è la Vita che permea tutte le cose: dal profondo sonno primordiale , spirito e materia, coscienza e mondo nascono insieme , si risvegliano insieme nell'uomo; non vi è cenno di separazione tra materia e spirito nella coscienza del mondo che l'uomo racconta nei miti . Nella tradizione indiana è addirittura l'elemento di autocoscienza , l' "io sono" che dà il via all'intero processo creativo. Dall'unità immanifesta della Coscienza Vuota nasce un'energia intelligente, dinamica e creativa, che genera lo spazio, il tempo e i mondi : il Brahman.

Le Spirali

Ogni aspetto della creazione, dalle particelle subatomiche agli atomi, ai pianeti, alle galassie, nasce da questa energia ed è caratterizzato dal movimento roteante e spiraliforme.

PARTICOLARE

Il segno della spirale è il segno del movimento, che, dal nulla centrale, si estende e si espande nello spazio/tempo e nella complessità e che, successivamente, dalla complessità esterna ritorna al centro vuoto. E' il respiro della creazione , espansione-raccoglimento.

La spirale, che assume differenti forme, come il serpente, la svastica, il fiore o il tao, è uno dei simboli più comuni e ricorrenti dell'umanità, incisa sulle pareti di roccia o dipinta nei luoghi sacri.

Essa rappresenta il senso del movimento creativo centrifugo, dal nulla centrale alla manifestazione fisica verso l'esterno, e del movimento inverso di involuzione centripeta, dalla manifestazione al nulla, un ciclo che l'essere umano primitivo osservava ogni primavera, quando dal ramo nudo apparivano i germogli e da essi le foglie e soprattutto i fiori, con i loro petali disposti a spirale, come nella rosa o nel girasole. La spirale è anche raffigurazione del sole e di tutti i cicli solari diurni-notturni e stagionali che scandiscono il tempo e la vita stessa.

I simboli nascono con l'uomo. Sono un linguaggio profondo, tipico del sogno e dell'inconscio, il linguaggio della coscienza intuitiva e contemplativa della preistoria umana.

Glifi e jeroglifi

VISTA ALL'INFRAROSSO

Sulle caverne l'uomo ha lasciato molti simboli: alcuni sono tratti dalle cose della natura, altri sono creazione umana. Questi ultimi stanno ad indicare qualcosa che non è immediatamente percepibile nella natura, qualcosa che viene dalla coscienza profonda e contemplativa. I primi simboli creati dagli uomini sono simboli dell'invisibile, dell' inesprimibile, del sacro.

L'attività di simbolizzazione nasce con l'uomo. E' cio' che nei reperti archeologici lo differenzia. La concezione simbolica si ritrova solo nella specie umana.
Un milione e mezzo di anni fa l' homo erectus  ha visto ed osservato segni naturali portatori di informazioni; ha riprodotto quei segni sotto forma di glifi  (tracce) sulle pareti delle grotte per trasmetterne il messaggio.

Ma l'uomo  ha creato anche segni che non corrispondevano a nulla di osservabile in natura, segni che erano stati  caricati da lui  di un significato, di un messaggio. E' il linguaggio della sua interiorità, il linguaggio dell'anima.


Il sacro che si manifestava nelle jerofanìe e che attraverso lo sciamano entrava nella dimensione degli uomini operando miracoli e prodigi colpiva l'uomo nella sua interiorità  .

I miti lo raccontano il sacro come qualcosa di tremendo , che incute timore ma anche di meraviglioso, affascinante, che attrae irresistibilmente .

L'uomo sente la nostalgìa del sacro e tende a prolungarne l'esperienza, ripeterla. Contemplando i fenomeni naturali in cui si manifestano forze possenti ( eruzioni vulcaniche, tuoni e fulmini, tempeste, venti impetuosi, uragani, maree, etc ) e misteriose ( il fuoco, la luce, l'arcobaleno, etc. ) l'uomo li ha elevati a simboli del sacro ( delle cratofanie ).

I simboli sacri sono cose del mondo che attivano nell'uomo la nostalgia del sacro, della jerofania e della cratofania, prolungandone l'esperienza o addirittura sostituendola.


I simboli più antichi sono glifi   portatori di significati che l'uomo scopre nel suo costitirsi tale nel primo incontro con il sacro.  Sono gli jeroglifi . [ jero= sacro]

L'uomo si  costituisce con la percezione sovrasensibile del sacro, e nella sua interiorità ne rimane la rappresentazione , l' impronta : sono i  simboli interiori, gli archetipi sacri. Tutti gli uomini comunicano questi archetipi quando fissano segni, simboli, linguaggi che si riferiscono al sacro.

La forma del simbolo , il Ponte che sollecita la percezione e intuizione umana è più potente dei significati che il simbolo porta in se stesso. La forma è più im-mediata del significato, agisce subito.
Secondo C. Jung sono le pulsioni inconsce della persona, i dinamismi involontari , a cercare i simboli.
La fame ci fa cercare un segno che la soddisfi, un oggetto-risposta che sia adeguato, che faccia parte della cultura dell’alimentazione, che cioè sia stato simbolizzato dall’esperienza di soddisfazione della fame.

Sulla base di questo meccanismo funziona la pubblicità . Anzi , poichè la pulsione sessuale è ordinariamente la più forte, un oggetto-risposta adeguato a questa pulsione funziona anche per catturare la ricerca di soddisfazione di un bisogno qualsiasi. Come è noto qualsiasi cosa oggi viene pubblicizzata utilizzando simboli legati alla soddisfazione di pulsioni sessuali.

I simboli sacri rivelano sempre significati transpersonali, transcoscienti.
A loro volta, quando vengono percepiti,  attivano nella natura umana gli archetipi primordiali.

Il simbolo sacro è un segno che " viene dal profondo della natura umana" e che a sua volta "attiva l'interiorità umana"  , attiva gli archetipi profondi da cui proviene , richiama alla mente altri segni, scatena emozioni, attiva comportamenti



Le rivelazioni contengono i significati delle cose. Esse producono nel profondo dell'io umano gli archetipi . L 'uomo li esprime nei simboli religiosi.



L'uomo vede i simboli religiosi ed essi attivano in lui gli archetipi . Attraverso di essi egli comprende il senso delle cose.

Tutti i popoli hanno raccontato le rivelazioni per mezzo di simboli: il fuoco, il sole, la nube luminosa, la luna, gli astri, il fulmine, il tuono, etc I simboli piu' antichi sono sacri e si ritrovano nei luoghi ( generalmente nelle grotte ) dove si svolgevano i riti religiosi.

Graffiti in val Camonica (BS)  
Popolazione Camuni (7000-8000 A.C.-Neolitico)

La Sfinge è una sintesi dei 4 elementi del cosmo

 

 

Uomo orante a sinistra, cerchio con centro, a destra. ::: TESTA DA UOMO=TERRA
::: ZAMPE DA LEONE=FUOCO
::: DORSO DA TORO=ACQUA
::: ALI D'AQUILA =ARIA

ANTICHI SIMBOLI INDUISTI

bilva.gifsurya.gifkamal.giftulsi.gifkhanda.gifdharma.gifchandra.gif

 


I simboli spaziali

Quattro grandi simboli spaziali : il quadrato, il cerchio, il centro, la croce - stanno alla base di tutta l'organizzazione del territorio (per es. nei villaggi indiani) e della concezione architettonica di molti edifici religiosi (per es.la Ka'aba della Mecca, le chiese cistercensí).

Quattro elementi del mondo fisico - la terra, l'acqua, l'aria, il Fuoco - oltre che teorizzati dalla filosofia greca come le «radici di tutte le cose» (Empedocle), sono da sempre utilizzati in alchimia, in astrologia e in vari riti esoterici; ma sono scelti soprattutto come simboli religiosi basilari da varie culture.

La stessa tradizione ebraico-cristiana ricorre all'uno o all'altro di questi simboli nei rituali liturgici, nell'amministrazione dei sacramenti, nell' iconografia popolare.

L'acqua, per esempio, è vista nel suo significato di purificazione e rigenerazione, come nei bagni lustrali o nelle abluzioni rituali; l'immersione nell'acqua, come nell' antico battesimo cristiano vuol significare invece la morte dell`uomo vecchio" e la nascita dell`uomo nuovo".

Il simbolo dell'aria - o del cielo, o più spesso ancora, della luce traduce l'idea che l'uomo ha la possibilità di accedere a una conoscenza superiore, capace di trasformarlo e di aprirlo alla scoperta di valori universali. Ricorrono a questa simbologia della luce varie tradizioni religiose, dallo sciamanesimo esquimese alla cultura iranica (zoroastrismo), dalle concezioni induiste e buddhiste a quella cristiana (la "trasfigurazione" di Gesù - cfr. Lc: 9,28 - ha un alto valore simbolico).

Il simbolo del centro del mondo ( ombelico del mondo ) costituisce in varie culture il punto di intersezione delle tre regioni del macrocosmo - cielo, terra, sottoterra o inferi -, non meno che il punto di convergenza del microcosmo interiore localizzato nella coscienza umana, perno dell'interscambio dell'energia vitale che dall'universo passa all'uomo e che l'uomo ritrasmette all'universo.
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