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Matrimoni misti
Dottrina cattolica

SOMMARIO
MATRIMONI MISTI IN GENERALE .........................................................................PAG. 1
DOTTRINA CATTOLICA - MATRIMONI MISTI TRA CRISTIANI DI DIVERSE CONFESSIONI
IL RITO CATTOLIC0- SCIOGLIMENTO DI MATRIMONI MISTI NELLA CHIESA CATTOLICA........PAG. 2
MATRIMONIO TRA CATTOLICI E MUSULMANI E TRA CATTOLICI ED EBREI.........................PAG.3
DOMANDE DEI LETTORI....................................................................................PAG. 4

Sintesi

Il matrimonio misto può essere celebrato in chiesa secondo il rito cattolico quando la parte di religione cattolica (sposo o sposa) :

1°- abbia compiuto l'iniziazione cristiana : -battesimo -comunione -e cresima (se non ha ricevuto la cresima       deve chiederla e prepararsi a riceverla)

2°- si dichiari pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e prometta sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica; e di queste promesse  che deve fare la parte cattolica sia tempestivamente informata l`altra parte in modo che sia realmente  consapevole della promessa e dell`obbligo della parte cattolica;

3°- entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio, che non devono essere escluse da nessuno dei due contraenti, cioè:
- unicità della coppia nell'amore reciproco - stabilità-indissolublità del legame matrimoniale
- apertura all'accoglienza di figli (=non impedirne il  concepimento con metodi anticoncezionali non-naturali)
- educazione dei figli alla fede cattolica

La parte (sposo o sposa) atea o di religione non cattolica non è tenuta a convertirsi al cristianesimo ma deve impegnarsi davanti al parroco :

1° - a non mettere ostacoli alla pratica religiosa della parte cattolica (non solo per le pratiche di culto, ma per        tutta la vita morale cristiana) ;
2° - a non mettere ostacoli alla  educazione cattolica dei figli ;
3° - a condividere in coscienza i valori naturali del matrimonio cioè il matrimonio secondo la legge morale naturale (di solito si compila una semplice dichiarazione) e cioè che il matrimonio che si celebra è unico, esclusivo, [nessuna apertura alla poligamia di fatto: avere una amante è poligamia di fatto] perpetuo, indissolubile [ cioè non sposarsi con la riserva di coscienza che se poi non va, lascio; in questo caso il matrimonio non ci sarebbe, sarebbe nullo ] fecondo nel senso di aperto alla vita (senza preclusione alcuna , nè ideologica nè pratica, alla nascita di figli).

[La parte non cattolica non è tenuta a dichiarare altro]

Se sono soddisfatte queste condizioni quando entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio ( cioè hanno seguito un corso per fidanzati e la parte non cattolica accetta i punti sopra specificati ) il Vescovo - di solito- concede alla parte cattolica la dispensa di sottostare al Codice di Diritto Canonico e dunque di celebrare il matrimonio con rito cattolico.

Secondo il diritto in vigore nella Chiesa latina, infatti, un matrimonio misto necessita, per la sua liceità, dell' espressa licenza dell'autorità ecclesiastica, cioè del Vescovo della dioscesi in cui il matrimonio viene celebrato. Tale licenza va richiesta al parroco della Chiesa in cui il matrimonio viene celebrato.
La prima cosa da fare per la parte cattolica è quella di contattare il parroco della Chiesa in cui si vuole celebrare il matrimonio.

Per la celebrazione in Chiesa

- deve essere celebrato da un assitente della diocesi, vescovo, prete, o diacono , ci devono essere duetestimoni e si deve praticare il rito cattolico
- il rito prevede qualche formula diversa recitata dal celebrante.
- il rito ( evidentemente)  non prevede la partecipazione alla eucarestia ( comunione) della parte non cattolica
- la partecipazione al rito cattolico della parte non cattolica non dà nessuna partecipazione al  sacramento ,non ha nessun effetto, non lega a nulla .
- Per la parte cattolica è un sacramento valido con tutti le implicazioni conosciute.
- Il matrimonio celebrato con rito cattolico esclude la possibilità di ri-celebrarlo con altri riti religiosi.

Tendenze

2007-Cresciute del 300% le coppie con un solo partner straniero .
Record di nozze in Lombardia. Il 10% tra cristiani e musulmani.
Repubblica.it Vladimiro Polchi (15 gennaio 2007)

Il boom dei matrimoni misti triplicati nell'arco di dieci anni
Il Papa: "Rendere più facili i ricongiungimenti per i migranti"

ROMA - Una realtà in continua crescita: in dieci anni i matrimoni tra stranieri e italiani si sono triplicati. Un aumento del 300%. Non solo. Negli ultimi quattro anni, il numero dei bambini nati da coppie miste è aumentato del 22%. Iqbal fa l'agricoltore, è di religione sikh e viene dal Punjab. Barbara, è italiana, studia sociologia e fa il dottorato a Parma. Il loro è stato un colpo di fulmine: si sono conosciuti e dopo un anno si erano sposati. Iqbal e Barbara sono solo una delle 600mila coppie miste sposate e conviventi, che vivono oggi nel nostro Paese. 

Il boom è ben fotografato dall'Istat: nel 2004, in Italia si sono celebrati 28mila matrimoni con almeno un coniuge straniero. Vuol dire che il 10,4 per cento delle unioni è stato tra italiani e immigrati. Nel 1992, invece, erano solo il 3,2 per cento. Nel 2004, le coppie miste sposate in Italia hanno così superato quota 200mila. Nel '91 erano appena 65mila. Vivono soprattutto nel Nord, con un record in Lombardia (39.372). I dati non ufficiali, però, parlano di oltre 600mila coppie miste se ai matrimoni sommiamo le coppie di fatto, in cui almeno un partner è straniero. Il 78,5% dei matrimoni misti è tra un italiano e una straniera: si sposano con italiani il 77,5% delle filippine, il 67% delle romene, il 63,6% delle peruviane e il 57,7% delle albanesi. 

Fra gli uomini, sono soprattutto gli africani a prendere in moglie un'italiana: il 74,8% dei senegalesi, il 71,9% dei tunisini, il 53,2% dei marocchini. Comunità chiusa quella dei cinesi, che si sposano tra loro nel 84,2% dei casi. Solo il 10% dei matrimoni misti avviene tra cristiani e musulmani. Sono infine 216.824 le coppie sposate in cui entrambi i coniugi sono stranieri. "Una coppia mista - spiega Mara Tognetti, docente di Politiche migratorie all'università Bicocca di Milano - è un prezioso laboratorio culturale per chi le sta attorno: figli, parenti e amici. Ma è anche una coppia più fragile, più osservata dai vicini e che ha bisogno di una maggiore negoziazione: dai figli alla gestione dei soldi, tanti sono infatti i motivi di discussione. 

Secondo l'Istat - prosegue la Tognetti - una coppia mista dura in media 13 anni a Lecce, 7 anni a Milano, 5 anni ad Ancona". Elemento critico: i figli. "Nel Nord Africa - ricorda la sociologa - i figli sono sotto la potestà esclusiva del padre. Da qui, il fenomeno dei bimbi rapiti". Ancora più problematica la vita delle famiglie "miste miste": "Quando entrambi i coniugi sono stranieri, ma di origine diversa - sostiene la docente - manca un partner che faccia da mediatore con la realtà sociale. Ne consegue una maggiore chiusura delle coppia verso l'esterno e un aumento dei casi di divorzio". 

Non va poi dimenticato che sposare un italiano può essere una scorciatoia per ottenere la cittadinanza (nel 2005, 11.854 stranieri sono diventati cittadini italiani, in seguito a nozze). Non mancano, così, i casi di matrimoni di comodo. "All'anagrafe di Milano - racconta la Tognetti - sono stati segnalati episodi di persone, che si erano sposate a loro insaputa". "Conosco molte coppie miste ben integrate - spiega Franco Pittau, coordinatore del Dossier Caritas/Migrantes - ma non vanno nascoste le difficoltà: il ruolo subordinato della donna in molte culture lontane dalla nostra, le differenze religiose e infine le prospettive migratorie del coniuge straniero. Accade infatti - sostiene Pittau - che molti immigrati, soprattutto del Nord Africa e dell'Est Europa, non vogliano rimanere in Italia per sempre. Ma, dopo qualche anno vogliono tornare a casa, portando semmai con sé i figli nati in Italia". 

2010 Matrimoni misti . Rapporto Eurispes.

Basandosi sull’andamento della serie storica dei dati relativi ai matrimoni misti nel nostro Paese, è possibile stimare che, in proiezione, la tipologia di unioni che vede lo sposo di nazionalità italiana e la sposa straniera subirà nel 2010 un incremento percentuale di circa il 32% rispetto al 2007 (ultimi dati disponibili). Meno contenuto, ma pur sempre di segno positivo, dovrebbe essere invece l’incremento dei matrimoni tra stranieri e italiane (6% circa).

2011 Aumentano i matrimoni misti in Italia
Di Antonio Lubrano • 24 mag, 2011 http://www.iljournal.it

Uno dei dati più interessanti che emerge dall’Osservatorio sulle Famiglie dell’Eurispes riguarda i matrimoni misti che sono in aumento, frutto del fenomeno migratorio. Le unioni tra cittadini italiani e stranieri rappresentano il 10% delle nozze celebrate nel nostro Paese. Negli ultimi dieci anni le unioni miste sono cresciute del 300%. L’incremento è di circa seimila unità all’anno. Oggi i nuclei familiari che hanno almeno un componente straniero sono un milione e 684mila.

In linea generale il rapporto dell’Eurispes mette in luce il fatto che pur essendo ancora la maggioranza(63,3%) i matrimoni religiosi tra i italiani “perdono costantemente terreno rispetto a quelli civili(solo nel 203 erano il 70,6%)”. Mentre un leggero miglioramento si registra nelle nascite.”Dopo aver toccato il valore minimo di 1,19 figli per donna, il tasso di fecondità raggiunge oggi un valore di 1,41 figli per donna”. Ma anche in questo caso il fenomeno migratorio ha la sua influenza. “La ripresa, dice il rapporto, è in buona parte attribuibile all’incremento della presenza delle donne immigrate sul territorio nazionale”.

Per i cristiani cattolici il matrimonio misto non costituisce sul piano della diversita' di culto o di religione una cosa impossibile.

Ogni matrimonio misto costituisce però un problema sul piano della diversita' culturale, percio' va esercitata la prudenza, cioe' il discernimento caso per caso .
Nella Chiesa Cattolica esiste un Diritto Canonico . I diritti che vengono a costituirsi nella vita della Chiesa sono codificati in un Codice di Diritto Canonico. Secondo questo Codice il matrimonio misto ( matrimonio tra cattolici e cristiani di confessione diversa o di altre religioni o atei) sarebbe da evitare perchè metterebbe in pesante difficoltà la fede della parte cattolica.

Tanto per citare alcune questioni:
-le scappatelle , per la vita cristiana, sono adulteri.
-le pratiche anticoncezionali (quelle non naturali) sono sempre un male morale e quelle anticocezionali abortive sono omicidi premeditati.
-l' indissolubilità del matrimonio è indiscutibile : «non separi l'uomo ciò che Dio ha unito» etc.

Un matrimonio, dal punto di vista cattolico, puo' essere lecito, cioè celebrato legittimamente , ma perchè sia valido, cioè abbia tutti gli effetti , sono richieste alcune condizioni.

La Chiesa cattolica prima delle norme, degli opportuni compromessi e dei complessi artifici giuridici, pone al primo posto quei valori umani della verità e della coerenza, che danno pienezza di senso ai sacramenti della fede. Chi crede al matrimonio unico, indissolubile e aperto alla vita, realizza certamente il progetto di Dio riguardo al rapporto uomo-donna.

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