Rinnovatevi nello spirito della vostra mente
e rivestite l’UOMO NUOVO ( Ef
4, 23-24). L'UOMO
NUOVO SPIRITUALE L'anima in
ogni uomo è la "casa delle nozze" tra
lo Spirito-LUCE-VITA e la materia :
in essa co-nasce il NUOVO ESSERE, il 4° grado, l'UOMO
SPIRITUALE che è
- materiaSPIRITO
- materiaLUCE
- materiaVITA 
Tutta la creazione , visibile ed invisibile
, è ricapitolata nell'UOMO : Egli è l'ipostasi, cioè la
manifestazione del NUOVO ESSERE che è visibileINVISIBILE
La tradizione patristica Nella patristica greca, soprattutto in autori come Gregorio di Nissa, Massimo il Confessore, Nemesio di Emesa e in parte anche Origene, la physikè theoría (contemplazione della natura ) porta a considerare l’uomo come microcosmo (mikrókosmos), perché racchiude in sé tutti i gradi dell’essere creato. Sebbene le formulazioni varino da autore a autore, la struttura fondamentale è abbastanza stabile.
I gradi dell’essere che l’uomo riassume in sé sono generalmente quattro (a volte cinque):
1. Il livello materiale o inanimato comprende gli elementi della phýsis: terra, acqua, aria, fuoco e include anche le proprietà materiali alla quali l'uomo partecipa tramite il corpo fisico, soggetto a generazione e dissoluzione:
peso,
estensione,
corruzione,
sensazione passiva
2. Il livello vegetativo (vita vegetale) è la vita che cresce, si nutre, si riproduce corrisponde all’“anima vegetativa ” ( Aristotele) o capacità vivificante, L’uomo vi partecipa tramite le funzioni vitali fondamentali:
nutrizione,
crescita,
riproduzione
3. Il livello sensitivo o animale che include le funzioni sensibili e passionali . E' la dimensione dell’anima sensitiva che nell’uomo appare nei sensi, nelle passioni (pathémata), nella sensibilità corporea :
percezione,
immaginazione,
desiderio,
movimento
4. Il livello razionale o spirituale (loghikón) è il livello dell’intelligenza (nûs), della libertà, della volontà razionale , ciò che lo distingue come immagine di Dio (imago Dei)la quale implica:
conoscenza,
giudizio,
capacità di scelta,
orientamento al bene.
5. Il livello noetico o (in alcuni autori) spirituale superiore, Non tutti i Padri lo separano dal livello razionale; Massimo il Confessore e Gregorio Palamas sì.
È il livello del nûs purificato,
capace di conoscere Dio attraverso la contemplazione. È
il grado più alto della creaturalità, ponte verso l’increato. Fa dell’uomo un mediatore fra il creato e Dio.
1- L’uomo è “microcosmo” perché:
ha un corpo che partecipa al mondo materiale
2- è "vivente" perchè partecipa al
mondo vegetale
3- è "sensibile" perchè partecipa al
mondo animale
4- è "razionale e libero" perchè partecipa al
mondo spirituale
5- può "contemplare Dio" perchè possiede uno spirito-nus
purificato che è ponte (syndesmos) tra
creato e increatoTesti di Massimo il
Confessore 1- «L’uomo è
chiamato microcosmo perché
racchiude in sé, per natura, tutte le realtà che esistono nel mondo, e partecipa
delle vite di ciascuna: degli inanimati, dei vegetali, degli animali e degli
esseri intelligenti.» [ Quaestiones ad Thalassium, 22 , PG 90, 321A]
2- «L’uomo è stato creato come un legame naturale che riunisce in sé le estremità
dell’universo (è syndesmos dell’universo): il sensibile e l’intelligibile,
affinché attraverso di lui tutta la creazione sia condotta all’unità.» [ Ambigua,
PG 91, 1088B–C]
3- «L’uomo contiene in sé tutti i livelli del creato , le cinque diaírēmata ,
le 5 grandi “divisioni” che deve ricapitolare e unire... «Poiché l’uomo racchiude
in sé le proprietà di tutte le cose create, egli unisce ciò che è sensibile e
ciò che è intelligibile, e porta in sé la natura degli elementi, delle piante,
degli animali e degli esseri razionali.» [ Ambigua, PG 91, 1152C–D]
4- «Dio fece l’uomo come una sorta di laboratorio nel quale
si compiva la sintesi di tutte le cose, affinché l’uomo, giunto alla divina somiglianza, conducesse
per mezzo suo tutta la creazione verso Dio .» [Ambigua, PG 91, 1156B]
«L’uomo è come una chiave del mondo, poiché mediante lui Dio apre alla creazione
la via che la riconduce a Sé.» [Ambigua, PG 91, 1184B]
La teologia contemporanea :
“ l’universo-macrocosmo - nel
senso teologico del termine - è inglobato nella natura umana :
esso è corpo dell’umanità
"L'uomo è l'orizzonte nel quale si mostrano TUTTE le cose"
"L’ "Essere visibile" è il mondo riflesso dall’ uomo"
"La contemplazione della natura (physikè theória) è un dato
fondamentale e indispensabile per la conoscenza di Dio (
epignosis) poichè ogni cosa sulla terra è nell'uomo e per mezzo di lui- un'immagine
di Dio " l’uomo
, nella sua qualità di microcosmo, condensa e riassume
in sé i gradi dell’essere creato" ..
.e... possiamo dire che ...è uno specchio nel
quale si vede ( e si contempla) il mondo e il
mondo è lo specchio in cui si contempla l'uomo
Stephanos
Charalambrides in Iniziazione
alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia
1992
L'UOMO NUOVO rinato dallo SpiritoNell'UOMO
NUOVO ri-nato dallo Spirito nel battesimo cristiano è ricapitolata tutta
la creazione ed è fusa con lo Spirito - la VITA eterna
di DIO donata da Gesù- così che l'immagine della creazione che
riceve nella coscienza è la Realtà, la " Verità",
il Senso di tutte le cose." ... solo
allora la Chiesa diverrà totalmente il
«cuore-cosciente» del mondo in cui il Cristo stesso è presente,
Lui
che trasforma ogni vita mortale in VITA immortale . " [
op. cit.] L'anima
nell'uomo è uno specchio : abitata dallo Spirito divino che si fonde con la materia
umana, riflette la Verità-Realtà senza deformazioni. Questo
è possibile solo quando essa è pura, "senza macchia " ; è
sufficiente una macchia perchè l'immagine che riflette non sia " Vera". (
n.d.r.) "
VITA eterna o corruzione-morte della materia dipendono
dall'atteggiamento della Chiesa in rapporto alla realtà materiale del mondo " [
op. cit.]
Gregorio Magno, biografo di S. Bendetto racconta nei "Dialoghi" che .."
Mentre i fratelli dormivano, Benedetto prolungò la veglia in attesa della preghiera
notturna, e in piedi, vicino alla finestra, pregava. D'un
tratto, fissando l'occhio nelle tenebre profonde della notte, scorse una
luce scendente dall'alto che fugava la densa oscurità e diffondeva
un chiarore così intenso da superare persino la luce del giorno. In questa
visione avvenne un fenomeno meraviglioso, che lui stesso poi raccontava: fu
posto davanti ai suoi occhi tutto intero il mondo, quasi raccolto sotto un
unico raggio di sole"
…" Tutto il mondo si dice raccolto davanti a lui, non perché il
cielo e la terra si fossero impiccoliti, ma perché lo
spirito del veggente si era dilatato, sicché, rapito in Dio, poté senza difficoltà
contemplare quel che si trova al di sotto di Dio.."
Dice il Pellegrino russo :
«Tutto quello che mi circondava, mi appariva sotto un
aspetto meraviglioso:... tutto
pregava, tutto cantava gloria al Signore. Capivo così quello che la
Filocalia
chiama « la conoscenza del linguaggio della creazione »
e vedevo come è
possibile conversare con le creature di Dio »
[ Racconti
di un pellegrino russo, Cittadella, Assisi 1980, p. 41.]
"Nei
credenti come nei non credenti, la questione dell' esistenza di un aldilà impegna
aree della corteccia cerebrale molto evolute che sono - così come la facoltà
di credere in una divinità - assenti nelle specie diverse dall uomo." (
Giovanna Zamboni , ricercatrice italiana alluniversità
di Oxford ] cf.: segni
e simboli sacri
L'irraggiamento dell'UOMO L'UOMO SPIRITUALE
è una Nuova Coscienza nella quale si riflette la Verità che è in lui :
- la verità del mondo creato , visibile ed invisibile
- e la Verità di
DIO ( Gesù: Io sono la Verità - Gv 14,6 )
L'immagine che ha in sè della Verità egli la irradia sul mondo: è radioso,
irraggiante

L' immagine di "DIO unito alla sua crezione " ,
ovvero la Realtà - Verità che il discepolo "è" in se stesso, egli la irradia nel
mondo come parolaSPIRITO il discepolo
Paolo :
1Cor 2,1 Anch'io, fratelli, quando venni tra
voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della
parola o della sapienza.
(la sapienza umana)
2Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi
se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
( Gesù è la Sapienza )
3Mi presentai a voi nella debolezza e con molto
timore e trepidazione. 4La mia Parola e la mia
Predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione
dello Spirito e della sua Potenza, 5perché la vostra fede non fosse fondata
sulla sapienza umana, ma sulla Potenza di Dio. La Potenza di DIO è il
SUO Spirito
Giovanni 6, 63 È lo Spirito che dà la VITA, la
carne ( la natura umana) non giova a nulla; le
PAROLE che io vi ho detto sono SPIRITO e sono VITA.
L' uomo è " colui
che parla " e comunica significati. L'UOMO è colui che "PARLA" e
comunica lo SPIRITO, la VITA.
Luca 10, 16 Chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi
disprezza Me
cf.: segni
e simboli sacri
1Cor 2,6 Tra coloro che sono perfetti parliamo,
sì, di sapienza, ma di una
Sapienza che non è di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, che vengono
ridotti al nulla 7Parliamo
invece della Sapienza di Dio, che è nel Mistero, che è rimasta
nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. 8Nessuno
dei dominatori di questo mondo l'ha compresa ; se l'avessero compresa, non avrebbero
crocifisso il Signore della gloria. 9Ma,
come sta scritto : Quelle
cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo
Dio le ha preparate per coloro che lo amano. 10Ma a
noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti
conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11Chi
infatti conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui?
Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di
Dio. 12Ora,
noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere
ciò che Dio ci ha donato . 13 Di queste cose noi parliamo,
con Parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito,
esprimendo cose Spirituali in termini Spirituali. 14Ma
l'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse
sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può valutare
e comprendere solo per mezzo dello Spirito.15
L'UOMO SPIRITUALE ( pneumatikos) , invece, esamina da se stesso ( e comprende)
tutte le cose ( dello Spirito di Dio) e
però non è esaminabile da nessuno. ( ... che non abbia
lo Spirito.) 16Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del
Signore in modo da poterlo consigliare? (... lo Spirito! ) Ora,
noi abbiamo il pensiero di Cristo. (... il Suo
Spirito! ) Il discepolo di Gesù conosce in
se stesso il " PENSIERO DI CRISTO" cioè il Progetto creativo-salvifico
di DIO , infatti lui stesso è quel Progetto (sebbene non ancora COMPIUTO
e DEFINITIVO come Gesù) .L'UOMO NUOVO è
Tempio dello Spirito , Tempio della Sapienza divina
(che è Gesù) e in se stesso può conoscerla ( portarla a coscienza) e irradiarla
comunicarla al mondo come parolaSPIRITO: non .. parole
sapienti.. ma Parola che è manifestazione
dello Spirito e della sua PotenzaL' osmosi tra
microcosmo e macrocosmo L'immagineL'UOMO
è com-unione di materia e SPIRITO :
l'anima è il PUNTO FOCALE in cui mondo creato e
MONDO CREATORE si uniscono , immagine del divino e immagine del
mondo.
Il
primo Adamo ha peccato e così ha perso la LUCE
: si è decreto a
uomo .
Finchè venne Gesù, il BAMBINO DI DIO ,
LUCE
del mondo ( Gv 1) .
Col 1,15 Egli è Immagine del Dio invisibile, primogenito
di tutta la creazione
Gesù è il
primogenito di Dio , l'UOMO che ha VITA.
La Sua Natura è l' "Immagine e somiglianza" con il Creatore
. Solo in Lui i 7 gradi dell'Essere sono UNO : l'
uomoDIO ha
la
conoscenza interiore di
Dio e del mondo ( visibile ed invisibile ) che
ricapitola in sè stesso.
CUCC N° 473 (*1) “La natura umana
del Figlio di Dio, non da sé ma per la sua unione
con il Verbo, conosceva e manifestava nella Persona di Cristo tutto ciò che conviene
a Dio ” [San Massimo il Confessore, Quaestiones
et dubia, 66: PG 90, 840A]. E' la conoscenza
intima e immediata che il Figlio di Dio fatto UOMO ha del Padre suo [Cf
Mc 14,36; Mt 11,27; Gv 1,18; 473 Gv 8,55; ecc]. Il Figlio di Dio anche nella
sua conoscenza umana mostrava la penetrazione divina che
egli aveva dei pensieri segreti del cuore degli uomini [Cf Mc 2,8; Gv 2,25; Gv
6,61; ecc]. N°474 (*1) La conoscenza umana di Cristo, per la sua unione
alla Sapienza divina nella Persona del Verbo incarnato, fruiva
in pienezza della scienza dei disegni eterni che egli era venuto a rivelare [Cf
Mc 8,31; Mc 9,31; Mc 10,33-34; Mc 14,18-20; 474 Mc 8,26-30 ]. ...
Così è per ogni UOMO NUOVO e DONNA NUOVADicono i Padri greci:
".. Tra l'UOMO-microcosmo e l'universo 'macroANTROPO'
c'è endosmosi ed esosmosi , cioè scambio, migrazione di conoscenza dall'UOMO
al cosmo e viceversa " Non è migrazione solo di significati ma di conoscenza " La parolaPAROLAGesù
è l'
uomoDIO e la Sua Parola è
parolaSPIRITO ovvero " PAROLA" SPIRITUALE
Giovanni
6, 63le PAROLE che io vi ho detto sono SPIRITO e sono VITA.L' uomo è " colui
che parla " e comunica significati; l'UOMO NUOVO è colui
che "PARLA" e comunica lo SPIRITO, la VITA eterna Luca
10, 16 Chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi disprezza Me I
discepoli di GESU', UOMINI e DONNE SPIRITUALI, evangelizzando comunicano lo Spirito,
la VITA eterna di Gesù. Nell'UOMO
è ricapitolata
tutta la creazione ed è fusa con lo Spirito così che l'immagine
che ne riceve nella coscienza è la Realtà , la " Verità" ,
il Senso di tutte le cose e l 'anima è lo specchio che deve essere "senza
macchia " per riflettere la Verità-Realtà senza deformazioni :
è sufficiente una macchia perchè l'immagine che riflette non sia " Vera". L' UOMO
è coscienza della Verità del mondo creato -
visibile ed invisibile - e della Verità di DIO
, che è in lui ( Gesù:
Io sono la Verità -Gv 14,6 ) L' immagine di "DIO
unito alla sua crezione " , ovvero la Realtà-Verità
che il discepolo è in se stesso, egli la irradia nel mondo
come parolaSPIRITO, " PAROLA di VITA eterna "L' osmosi tra
microcosmo e macrocosmo L'immagine
...

L'UOMO è comunione
di materia e SPIRITO : l'anima è il
PUNTO FOCALE in cui mondo creato e MONDO CREATORE si
uniscono , immagine del divino e immagine del
mondo.
La perdita dell'immagine Il
primo
Adamo ha peccato e così ha perso la LUCE : si è decreto a
uomo
. Finchè venne Gesù, il BAMBINO DI DIO ,
LUCE
del mondo ( Gv 1) ;
Col 1,15 Egli è Immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione
Gesù è il
primogenito di Dio , l'UOMO che ha VITA.
In Lui l' "Immagine e somiglianza" con il Creatore
è
di natura. Solo in Lui i 7 gradi dell'Essere sono UNO : nell'
uomoDIO
la
materia è
sposata con lo Spirito e Gesù ha la
conoscenza
interiore di Dio
e del mondo ( visibile
ed invisibile ) che ricapitola in sè stesso.
CUCC
N° 473 (*1) “La natura
umana del Figlio di Dio, non
da sé ma per la sua unione con il Verbo, conosceva e manifestava nella Persona
di Cristo tutto ciò che conviene a Dio ” [San
Massimo il Confessore, Quaestiones et dubia,
66: PG 90, 840A]. E',..la conoscenza
intima e immediata che il Figlio di Dio fatto UOMO ha del Padre suo [Cf
Mc 14,36; Mt 11,27; Gv 1,18; 473 Gv 8,55; ecc]. Il Figlio di Dio anche nella
sua conoscenza umana mostrava la penetrazione divina che egli aveva dei pensieri
segreti del cuore degli uomini [Cf Mc 2,8; Gv 2,25; Gv 6,61; ecc].
N°474 (*1) La conoscenza umana di Cristo,
per la sua unione alla Sapienza divina nella Persona del Verbo incarnato,
fruiva in pienezza della scienza dei disegni eterni che egli era venuto a
rivelare [Cf
Mc 8,31; Mc 9,31; Mc 10,33-34; Mc 14,18-20; 474 Mc 8,26-30 ]. Così
è per ogni UOMO e DONNA rinati dallo Spirito Dicono i Padri:
".. Tra l'UOMO-microcosmo e l'universo 'macroANTROPO'
c'è endosmosi ed esosmosi , cioè scambio, migrazione di conoscenza dall'UOMO
al cosmo e viceversa " Non è migrazione solo di significati, di conoscenza, ma
anche di Forza
Stephanos Charalambrides
in
Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II
- Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992 OSMOSI L' osmosi,
scoperta nel 1748 dall'abate Nollet, è un fenomeno di diffusione
tra due liquidi attraverso una membrana di separazione.
endosmosi=
passaggio di un liquido dall’esterno
all’interno di un diaframma poroso o dell’acqua
dall’esterno all’interno di una cellula immersa in
una soluzione ipotonica.
esosmosi =
passaggio di molecole dall'interno
all'esterno di un diaframma poroso o dell'acqua dall'interno
all'esterno di una cellula.
L'UOMO venne compreso dalla patristica
greca con l'analogia della osmosi : la sua anima è
come una "membrana" permeabile sia alle forze del
macrocosmo-materia che alle Forze dello Spirito . Nell'UOMO
c''è una relazione di scambio naturale (osmosi) tra materia e
Spirito (// VITA) : l'UOMO( microcosmo)
- riceve dal macrocosmo le forze-materia e le irradia nel
suo essere
- riceve in sè da Gesù lo Spirito e lo irradia nel macrocosmo .
L'UOMO SPIRITUALE
rinato dallo Spirito, fuso con la LUCE CREATRICE, IRRADIA QUESTA LUCE sul
mondo
2- La contemplazione interiore del cosmo " ..
Gregorio Magno, biografo di S. Bendetto racconta nei "Dialoghi" che
..
Mentre i fratelli dormivano, Benedetto prolungò la veglia in attesa della
preghiera notturna, e in piedi, vicino alla finestra, pregava. D'un tratto,
fissando l'occhio nelle tenebre profonde della notte, scorse una
luce scendente dall'alto che fugava la densa oscurità e diffondeva un chiarore
così intenso da superare persino la luce del giorno. In questa
visione avvenne un fenomeno meraviglioso, che lui stesso poi raccontava: fu
posto davanti ai suoi occhi tutto intero il mondo, quasi raccolto sotto un unico
raggio di sole" …" Tutto
il mondo si dice raccolto davanti a lui, non
perché il cielo e la terra si fossero impiccoliti, ma perché lo spirito del
veggente si era dilatato, sicché, rapito in Dio, poté senza difficoltà
contemplare quel che si trova al di sotto di Dio.
"
Stephanos Charalambrides in Iniziazione
alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia
1992
L'UOMO partecipa della VITA
( //LUCE, SPIRITO, AMORE
..) ed è capace di vedere il mondo (
che ricapitola in sè ) nella sua autenticità,
realtà, VERITA' , perchè lo vede "in
DIO" // nell'AMORE divino , nel SUO Progetto salvifico. ...E' la
contemplazione dei santi della Sapienza Creatrice di cui parla
la Patristica greca che li muove alla relazione con il mondo esterno ..
nella Carità . La mistica bizantina commenta spesso la visione di san
Benedetto : " Ogni
cosa sulla terra è - nell'UOMO e per mezzo di lui- un'immagine di Dio ,
un riflesso della Luce Divina, un riflesso del Mondo Creatore. " (
E. LANNE, «L' interprétatìon palamite de la vision de saint Benoit»,
in Millénaire du Mont Athos, Chevetogne 1963, n, 21-47.)
di conseguenza:
".. La situazione del cosmo, la sua trasparenza
od opacità allo Spirito Creatore , la sua liberazione in Dio o il suo asservimento
alla decreazione, corruzione e morte, dipendono dall'atteggiamento fondamentale
dell'uomo, dalla sua trasparenza od opacità (..dell'anima
in se stesso) alla Luce divina, allo Spirito.. ""... le cose visibili vengono approfondite attraverso le
( cose) invisibili da coloro che si danno alla contemplazione."
.
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
La contemplazione del cosmo nei santi
( // UOMINI e DONNE SPIRITUALI) è conoscenza
perfetta perchè situano il macrocosmo nella
Luce Creatrice che è la giusta relazione-unione della materia con
lo Spirito Creatore. Da
tutto ciò risulta una conseguenza fondamentale:
"...- precisano i teologi orientali Evagrio
e Berdiaev che
-
esistono
dei gradi diversi di materialità,
-i quali non sono nature bensì stati
di materialità;
-
e
sono stati di contemplazione " (op.cit.)
Il " pellegrino russo " Dice il Pellegrino russo :
«Tutto quello che mi circondava, mi appariva sotto un aspetto meraviglioso:... tutto pregava, tutto cantava gloria al Signore.Capivo così quello che la Filocalia chiama « la conoscenza del linguaggio della creazione » e vedevo come è possibile conversare con le creature di Dio »
[ Racconti di un pellegrino russo, Cittadella, Assisi 1980, p. 41.]
" Lo stesso linguaggio lo troviamo anche sulla bocca di S. Nettario di Egina (1846-1920) nelle sue conversazioni con le monache di clausura: «Un giorno abbiamo chiesto al nostro padre... di dirci come le creature prive di ragione e di voce, come il sole, la luna, le stelle, la luce, le acque, il fuoco, il mare, le montagne, gli alberi, infine tutte le creature che il salmista invita a lodare il Signore, potessero fare ciò. Il santo non rispose nulla. Alcuni giorni dopo, mentre si svolgeva l'incontro vespertino, sotto il pino, egli ci disse: 'Alcuni giorni fa mi avete chiesto di spiegarvi come le creature lodano Dio. Ebbene, ascoltatele'. Le suore furono allora introdotte nel mondo trasfigurato nel quale udirono distintamente ciascuna creatura cantare e lodare secondo il modo proprio il Signore e Creatore »
[A.
Frontrier, S.Nectaire d'Egine, Centre hortodox d'information-Meudon,s.d.,p.72.] " Se
l'universo «sta di fronte» all'uomo come una rivelazione di Dio creatore , spetta
all'uomo decifrare questa rivelazione interiore.
In quanto "essere in relazione con il Mondo Creatore " , può conoscerlo
secondo Verità . "
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Paolo:
Rm 1,20 Infatti le SUE perfezioni invisibili,
ossia la sua eterna Potenza e Divinità, vengono
contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute 3-
Lo scambio, la migrazione interiore di Forza che è VITA
eterna ".. Tra l'UOMO-microcosmo e
l'universo 'macroantropo' c'è endosmosi ed esosmosi, cioè scambio, migrazione
di conoscenza dall'uomo al cosmo e viceversa . Non è migrazione
solo di significati, di conoscenza, ma
anche di Forza "
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Gesù, l'UOMO, il FIGLIO DI DIO COMPIUTO
E DEFINITIVO, è il VERBO DI DIO che comunica al mondo // alla storia , SENSO
E FORZA che è VITAeterna Il " compito " dell'Uomo è quello di riflettere sul mondo lo Spirito-Luce che riceve da Dio : Tutto ciò che l’UOMO pensa, dice e fa si riverbera nella Creazione. Nell'UOMO
il cosmo prende coscienza di se stesso e il mondo acquista significato , "riceve i
nomi". L' uomo infatti [che nel
mito biblico
è ADAMO, l' UOMO che ha VITA] dà il nome alle
cose : quindi " ne conosce il senso, la verità, l'ontologia"
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Gen 2,19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati : in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. "Dando "il
nome alle cose", l'uomo rende cosciente la loro " lode ontologica " ..
( la bellezza intrinseca delle cose ) GIOVANNI DAMASCENO,
Sulle Icone 1, 16 (PG 94, 1245 A)
".. S. Massimo Confessore
mostra come noi non possiamo percepire la cosa più piccola senza realizzare nel
contempo una specie di esperienza trinitaria:
- l'essere stesso delle cose le collega al principio dell'essere,il
Padre;
- la loro intelligibilità, l'ordine 'logico' (nel senso dellagrande ragione
mistica e intellettuale) che è insieme: inesse e nell'intelligenza
umana , lecollega al Logos, al Figlio;
- infine la loro vita o, più generalmente il loro movimento,mostra la presenza
in esse del Soffio «donatore di Vita» chedà compimento e reintegra, lo
Spirito.
Gregorio di Nissa ricorda a questo proposito che «noi [con la nostra
natura corrotta] non possiamo conoscere l'essenzadel più piccolo filo d'erba».
Solo i santi [gli UOMINI compiuti ] , nell'unionecon
Dio, ricevono la conoscenza perfetta delle cose create perchéessi
contengono [ in se stessi] il mondoin quanto «luogo
di Dio» e lo situano nell'Amore "
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Unito
alla LUCE e trasparente ad essa, l'UOMO comunica la sua contemplazione interiore,
la Sapienza Creatrice. Mt 15,11 // Mt 15,18 ciò che esce dalla bocca proviene dal CUORE.
Lc 6,45 L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Sulla terra solo l'uomo parla ..Tanto che
“..
secondo l’esegesi patristica di Gn 2,5-42 l’UOMO è collocato 'al principio’ anche
del mondo creato ...e da lui. congiunzione
tra il divino ed il terrestre .. si diffonde
la Grazia su tutta la creazione.
..Tramite l’UOMO l’universo è chiamatoad essere "l’immagine" (
di Dio) per mezzo dell’immagine ( di Dio che è l'UOMO) ..." L'UOMO
...ricapitola "... nella sua corporeità tutto il sensibile mentre
le sue facoltà superiori somigliano ai modi angelici ..." Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Solo l'UOMO , unione di materia e SPIRITO...
- parla , Parole di AMORE
- sorride , irraggia AMORE
- crea il NUOVO , con ATTI di AMORE
"... Ecco perché le piante senza l’UOMO non possono
crescere, perchè in lui hanno radice ed è ancora lui che dà il nome agli animali
, decifrando per Dio i loro logoi , cioè
quelle parole di creazione e di provvidenza che
troviamo nella genesi e nei salmi. (*2) " …..
il che significa che la situazione del cosmo,
...la sua liberazione ( dalla morte) in Dio o il suo asservimento alla corruzione
(morte) dipendono dall’atteggiamento fondamentale dell’UOMO , dalla
sua trasparenza od opacità alla
LUCE DIVINA e alla presenza del prossimo. Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
L'UOMO separato dalla LUCE perde la contemplazione interiore del cosmo collocato nell'AMORE , si decrea a uomo ; in lui è la tenebra e da lui questa tenebra migra al cosmo ed è la perdita di senso : una catastrofe cosmica, la decreazione del mondo. Mc 7,21//Mt 15,19 Dal cuore, infatti , provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie.
Mt 12,34 Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Mt 12 36 Io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; 37 infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato ».
L'UOMO è libero e perciò responsabile rispetto
al cosmo e rispetto a Dio. Può, accogliendo Gesù, diventare UOMO, avere VITA
definitiva e comunicare al mondo SENSO, e FORZA - VITA. Può
trasformare il mondo in tempio della Sapienza Creatrice ... oppure ... separarsi
da Dio e decrearsi a uomo giungendo così "dissolvere
il mondo" . "L'UOMO rappresenta per l'universo la
speranza di ricevere la grazia di unirsi a Dio ma anche il rischio del fallimento
e dello scacco , quando, distolto lo sguardo da Dio, degradato a uomo
non vede delle cose altro che l'apparenza, «la figura che passa» (1
Cor 1,31) e dà loro, di conseguenza, «un falso nome»...."... La
creazione - ricapitolata nell'UOMO - cammina progressivamente
verso la risurrezione , cioè la sua perfezione definitiva avendo come centro
'cosmico', cioè universale, la Chiesa, l'assemblea
degli UOMINI e DONNE nei quali essa riceve VITA.
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Infatti ...
" La Chiesa è l' 'icona' , l'immagine plastica della fine escatologica della storia, è il prototipo del Nuovo cielo e della Nuova terra, della Città di Dio e del suo popolo, della Nuova Gerusalemme - celeste. .. essa .. sì rivela come .. lo slancio della natura verso la theósis (deificazione) che forma la storia.
... Nell'Oriente cristiano i Padri greci (in modo particolare i Cappadoci) come i grandi maestri di spiritualità fino ai nostri giorni , non hanno mai fatto distinzione tra «vita naturale» e «doni soprannaturali dello Spirito santo», nè hanno considerato la VITA spirituale come una qualità aggiunta ad ogni esistenza naturale. .
" ... Tutto ciò che riguarda la salvezza ( il compimento del cosmo , la sua pienezza definitiva) non riveste un carattere allegorico, mistico o figurativo...al contrario traduce una realtà esistenziale, una risposta concreta alla sete esistenziale dell'uomo; e invita anche ad una conversione radicale .. Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
L' Uomo ( autosciente e libero) che
si separa dalla Luce ( lo Spirito-VITA ) non vede più le cose del
mondo nella loro Verità Realtà Bellezza , la
Sapienza Creatrice , ma vede gli esseri - e se stesso- in modo opaco : più
è separato da Dio più il mondo gli appare come materia-tenebra. 1Gv
4,8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è AMORE.
1Gv 4,16 E noi abbiamo conosciuto e creduto l'AMORE che Dio ha in noi. Dio è AMORE; chi rimane nell'AMORE rimane in Dio e Dio rimane in lui.
L'UOMO riceve -in se stesso- da Gesù, l' AMORE divino, e rinasce dallo Spirito come UOMO. Il suo Nuovo" Essere" è "rifrangere//irraggiare" l' AMORE .
Irraggiando AMORE//CARITA' l' UOMO partecipa all'Opera divina : portare
a compimento la creazione; è creatore anche
di stesso perchè evangelizzando cammina verso il proprio compimento ."...
La salvezza per mezzo della Croce si inscrive in una dimensione universale che
ingloba la vita dell'uomo e la vita del mondo, la glorificazione della materia
e l'illuminazione della storia ".
..." Le opzioni dell'Occidente cristiano a questo proposito hanno seguito con l'andare del tempo — sembra — una strada diversa da questa intuizione originaria dei Padri greci.L'aria viziata, le acque inquinate e la terra in continua degradazione son lì a mostrare quanto sia reale questo tipo di errore nella relazione dell'uomo con la materia del mondo.
Errore che oggi prende le dimensioni di una minaccia di morte , dal momento che nella nostra civiltà tecnologica avanzata, l'uomo non riesce più a riconoscere nella natura l'opera vivificante dello Spirito santo , e ( di conseguenza) non stabilisce più una relazione personale di rispetto e di Amore con il Logos della materia.
.. Dopo il secolo IX, in Occidente si è diffusa una pratica troppo individualistica dell'ascesi, considerata come una sottomissione del corpo alle esigenze dello spirito e non più come un fatto di comunione...
... Così come. . nell'Eucarestia .. .. l'assunzione di cibo diventa.. fatto di comunione (comunione di materia e Spirito // VITA) un fatto ecclesiale , .. allo stesso modo .. ciascun lavoro per guadagnarsi il proprio nutrimento e ciascuna relazione professionale, economica, sociale o politica tenderebbe necessariamente a trasformarsi in comunione eucaristica ( cioè comunione di materia//corpo, e Spirito //VITA . )
" il mondo - il corpo del mondo - non è affatto un accessorio: è il quadro e il terreno della VITA della Chiesa. ". E' la capacità stessa dell'UOMO di ( fare) comunione che condiziona lo stato di tutto il nostro universo.
Stephanos Charalambrides in Iniziazione alla pratica della teologia, Dogmatica II - Cosmologia-Queriniana-Brescia 1992
Nella VITA cristiana anche la materia
, chiamata alla santificazione ( unione con lo SPIRITO) , diventa un canale per
la trasmissione della Grazia dello Spirito santo .... Ef 1, 10 la ricchezza della sua grazia. 8Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, 9facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto 10per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.
" ...S. Simeone il Nuovo Teologo riassume
così : « Tutte le creature, quando videro che Adamo veniva cacciato dal Paradiso,
non accettarono più di rimanere a lui sottomesse; ne il sole, ne la luna, ne
le stelle vollero riconoscerlo; le sorgenti si rifiutarono di far zampillare
l'acqua e i fiumi di continuare il loro corso; l'aria non volle più palpitare
per non far più respirare Adamo peccatore; le bestie feroci e tutti gli animali
della terra, quando lo videro decaduto dalla sua gloria originaria, si misero
a disprezzarlo, e tutti lo volevano assalire; il cielo si sforzava di crollare
sulla sua testa e la terra non volle più sostenerlo ...
Ma Dio , che aveva creato tutte queste cose e anche l'uomo, che cosafece? Egli
trattenne con la sua forza tutte queste creature econ il suo ordine e con la
sua clemenza sacra non permise lorodi scatenarsi contro l'uomo, ma
ordinò che la creazionerimanesse sotto la sua dipendenza e, divenendo peritura,
servissel'uomo perituro per il quale essa era stata creata e ciò finoa
quando l'uomo rinnovato ridiventasse spirituale, incorruttibile,eterno, e
tutte le creature, sottomesse da Dio all'uomo nellasua fatica, si liberassero anch'esse,
si rinnovassero con luie, come lui, ridiventassero incorruttibili e spirituali
[ SIMEONE IL NUOVO TEOLOGO, Trattato etico, cap. 2, 69-90: ed. francese in SC 122, pp. 188-190.] .
L'escatolgia cristiana A. Maggi- studibiblici.it/Appunti Nei vangeli il termine paradiso si trova una sola volta in Lc 23,42 2, quando Gesù rivolgendosi al ladrone l'assicura di entrare con lui nella VITA definitiva. Mai nei vangeli Gesù parla di "paradiso" per indicare la realtà che spetta all'uomo oltre la morte, Gesù parla sempre e unicamente di una "VITA capace di superare la morte" e che per questo si chiama "eterna".Gesù prenderà pure l'idea farisaica della resurrezione (ma cambiandone sostanzialmente il contenuto) per parlare agli ebrei, che potevano capire questa categoria teologica (cfr. Mc. 8,31; 9,31;10,34.). Ai pagani, Gesù non parlerà mai di risurrezione, ma di una VITA capace di superare la morte fisica: "...chi perde la propria vita per causa mia e del Vangelo la conserverà..." (Mc 8,35) La VITA eterna che Gesù offre, si chiama così non per la sua durata indefinita, ma per la qualita': la sua durata senza fine e' conseguenza della qualita', e Gesù ne parla al presente.
Non parla di una "vita" del futuro, come di un premio da conseguire dopo la morte se ci siamo comportati bene nella vita, ma di una qualità di VITA che è a disposizione subito per quanti accettano lui ed il suo messaggio e con lui e come lui collaborano alla trasformazione di questo mondo. Gesù lo dice: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue HA la vita eterna. (Gv 6,54). Una VITA di una qualità tale che quando si incontrerà colla morte la scavalcherà: "se uno osserva la mia parola non morira' mai (Gv 8,51).
Secondo Gesù è la persona intera che continua a vivere,
non un "qualcosa" di questa. La permanenza della VITA attraverso
la MORTE è quel che si chiama risurrezione. L’anima non
è qualcosa che l’uomo ha, bensì qualcosa che egli è :
Gesù nei vangeli non parla mai di anima, concetto sconosciuto
nell'ebraismo. Questa dell'anima ( immortale) è una idea che
il cristianesimo ha preso poi a prestito dalla filosofia greca, ma che
è assente nell'ebraismo.Il
termine greco psyké, non significa altro che la vita della
persona. (Del resto nel "Credo” abbiamo sempre professato di credere
nella "resurrezione
dei morti" e non nell'immortalità dell'anima...) Quindi anima nel
senso di persona, come comunemente si esprime parlando: "Una
parrocchia di duemila "anime" "Un'anima in pena..."La
fede nella continuità di tutta la persona oltrepassata la soglia della
morte, è tanto forte e radicata nelle prime comunità cristiane che verrà
sempre ostacolata qualunque ipotesi di sopravvivenza dell'anima. I
primi cristiani contrappongono alla fede ellenistica dell' immortalità
dell'anima, la fede cristiana della risurrezione della carne. La
teoria platonico-ellenistica dell'immortalità dell'anima è considerata
dai Padri della Chiesa una dottrina empia e sacrilega che doveva più di
ogni altra essere combattuta ed abolita. La
fede nella risurrezione della carne era così tanto specifica che divenne
la parola d'ordine del Cristianesimo. Chi credeva invece all'immortalità
dell'anima mostrava di essere estraneo al cristianesimo.
Così si legge in Giustino:
"Se doveste incontrarvi con coloro che si fanno chiamare cristiani... e che affermano che non vi è alcuna risurrezione dei morti, ma che le loro anime saranno accolte in cielo già al momento della morte, non considerateli cristiani" (Dial. 80,4). "L'anima non può dirsi immortale" aggiunge ancora Giustino (ib. 5,1).
Sempre riguardo il concetto di resurrezione/immortalità dell'anima è
illuminante il pensiero di Teofilo secondo il quale l'uomo
per sua natura non è né mortale né immortale, ma è creato con la possibilità
di dirigersi nei due sensi (Ad Autol. II, 27). Pertanto
nel messaggio di Gesù per "VITA che
continua dopo la morte" non si deve intendere la sopravvivenza di un'anima,
ma la persona stessa che continua la sua esistenza in una diversa dimensione
in una continua crescita e trasformazione di se stessa verso la piena realizzazione,
come recita il prefazio per la messa dei defunti: "La vita non viene
tolta, ma trasformata..." San Paolo
esprime stupendamente questo concetto: "Per questo non ci scoraggiamo,
ma anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si
rinnova di giorno in giorno." (2 Cor 4,16). All'
inevitabile disfacimento della parte biologica, corrisponde la Pienezza
della maturità ( cristiana) , alla morte delle cellule corrisponde la Pienezza della VITA
indistruttibile... Nel resto del NT il termine paradiso è
citato solo due volte: 2 Cor 12,4 dove Paolo afferma che “fu
rapito in paradiso e udì parole indicibili” e in Ap 2,7: “Al
vincitore darò da mangiare dall’albero della VITA che sta nel paradiso
di Dio”. L'inferno (?) Gesù
riprenderà l’immagine della Geenna come metafora per indicare la
distruzione totale della persona che non accoglie il dono di una
VITA più forte della morte : al rifiuto della VITA per sempre
corrisponde la MORTE per sempre. ( o seconda morte) Nei
vangeli non solo non si parla mai d'"inferno", ma non esiste
neppure la parola. Nei vangeli si parla di chasma (Baratro) Lc 16,26;
di abyssos (Abisso) Lc 8,31, di Ade (ebr. Sheol) Mt 11,23;
16,18; Lc 10,15; 16,23; (il regno sotto terra, che, secondo la mitologia greca,
alla ripartizione del mondo tra i tre figli di Cronos (Zeus, Poseidone e Ade),
era toccato al terzo figlio, lo spietato Ade), e di Geenna (Mt 5,22.29.30:
10,28; 18,9; 23,15-33; Mc 9,43.45.47; Lc 12,5).
Tutte immagini che hanno ben poco o nulla da vedere con quella che intendiamo per inferno, cioè un luogo di supplizi eterni popolato da diavoli tremendi.
Agli inizi dell'era cristiana, sotto l'influsso di idee ellenistiche, l'immagine del mondo aveva cominciato a modificarsi: l'immagine dell'universo a tre piani (cielo, terra, sottoterra) venne sostituita dalla terra circondata da sfere planetarie:
- la regione celeste, al di sopra della luna era riservata agli dei e quella al di sotto della luna agli spiriti degli uomini e alle potenze demoniache.
(Il "descensus ad inferna" compare per la prima volta
in una professione di fede verso la metà del secolo V, nella cosiddetta quarta
formula di Sirmio del 359, opera del siro Marco di Aretusa).
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8- ENDOSMOSI , ESOSMOSI , IRRAGGIAMENTO