Corso di Religione

CRISTIANESIMO
RESURREZIONE

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Il risorto San Paolo, davanti a Festo, governatore romano in Palestina:

At 26,22 ...posso ancora rendere testimonianza agli umili e ai grandi. 
Null'altro io affermo se non quello che i profeti e Mosè [ = l'AT ] dichiararono che doveva accadere. 

La resurrezione di GESU' altro non è che il compimento della rivelazione ebraica (l'AT)

23 che cioè il Cristo sarebbe morto, e che,
primo tra i risorti da morte,
avrebbe annunziato la luce al popolo e ai pagani».


La resurrezione di GESU' è la vera novità  salvifica nella storia umana , il primo uomo risorto " da morte" , luce per tutti, speranza di Vita che supera la morte.


 24 Mentr'egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!». 

La resurrezione di GESU' è un evento incredibile , inaudito : fantasia?

25 E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge. 26 Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso che niente di questo gli sia sconosciuto, poichè non sono fatti accaduti in segreto.

La resurrezione di GESU' e dei giusti sono fatti conosciuti da tutti , storici perchè sono viventi testimoni delle apparizioni del risorto (Paolo compreso).

Festo conosce benissimo gli eventi attraverso le innumerevoli testimonianze, ma non è ebreo e non puo' credere perchè non puo' comprendere il significato degli eventi stessi .

La  rivelazione   non sono i fatti soltanto, gli eventi in se stessi, ma : gli eventi ed il loro significato.

Gli eventi  in se stessi sono in-comprensibili e percio' in-credibili se non se ne comprende il significato.

Il problema della resurrezione non è quello di dimostrare la storicità  gli eventi ( sono viventi i testimoni oculari ) ma di trovarne il significato.

Gli eventi di rivelazione trovano il loro significato non nei ragionamenti umani (sarebbe creduloneria e fantasia) ma nella stessa Rivelazione divina che si è manifestata nella storia cio negli eventi e nelle profezie-promesse divine .

Paolo si rivolge al Re Agrippa, che è ebreo perchè solo alla luce delle profezie-promesse divine date agli ebrei si puo' comprendere il significato degli eventi.

27 Credi, o re Agrippa, nei profeti?

cio la bibbia ebraica in cui sono testimoniate le opere e le parole di Dio, le sue alleanze, le sue promesse:

So che ci credi ».

28 E Agrippa a Paolo: «Per poco non mi convinci a farmi cristiano!».

La fede nel GESU' risorto non nasce per la sola comprensione dell'annuncio di Paolo (quasi mi convinci a farmi cristiano!...quasi !) non è mai il frutto delle parole dei testimoni oculari, diretti, ma è sempre grazia, dono divino, illuminazione.

29 E Paolo: «Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero così come sono io, eccetto queste catene!».

cioè che facessero l'esperienza della fede-salvezza che viene da GESU' risorto.

Gesù è il risorto ed è il resuscitatore

Gv 11,25 Io sono la resurrezione e // la Vita [che supera la morte ]

cioè offerta e dono di una esperienza immediata di salvezza dalla morte dell'essere. 


La fede in Gesù risorto e resuscitatore si esprime come invocazione di richiesta di questa salvezza e come esperienza di essa , come Paolo annuncia e  chiede a Dio. 

Gesù non promessa di resurrezione dei morti , intesi come cadaveri , ma- cosa incredibile- la " resurrezione dei vivi ":

Col 2,12 Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati 14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo. 

con Lui, in Lui .
L'iniziazione critiana che inizia nel battesimo culmina nella comunione eucaristica mediante la quale gli iniziati vengono incorporati in Gesù.

1Co 15, 20 Ora, invece, Cristo risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

21 Poiché se a causa di un uomo venne la morte,
a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

22 e come tutti muoiono in Adamo,
così tutti riceveranno la vita in Cristo

Tutta l'umanità " in Adamo", incorporata nel primo uomo, uomo che sperimenta il peccato che lo conduce alla morte dell'essere.

Tutta l'umanità che viene incorporata in GESU' nella iniziazione cristiana acquisendo in Lui la partecipazione della natura divina ha in sè la Vita che supera la morte.

Gv 6,54 .. chi mangia la mia carne e beve il mio sangue HA la Vita eterna ed Io lo resusciterò nell'ultimo giorno .

Risorge chi viene trovato dalla morte biologica " vivente in GESU'", vivente nel Suo Spirito .


23 Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;
24 poi sarà la fine,
che non è la fine del mondo ma il compimento dell'Umanità  risorta " in Lui" lungo la storia.
quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. 25 Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, 27 perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa stata sottoposta, chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. 28 E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa,
perché Dio sia tutto in tutti.

Ef 2:5 da morti che eravamo per i peccati ( = perch destinati alla morte dell'essere ),
ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati.
Col 3:1
Se dunque siete risorti con Cristo,
cercate le cose di lassù , dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio


Sconfiggere la mortedi Alberto Maggi 27 settembre 2013 http://www.repubblica.it/

" ..Per un credente il passaggio all'aldilà  dovrebbe essere reso più facile dalla credenza nella resurrezione dei morti.

Io veramente credo alla resurrezione dei vivi. La resurrezione dei morti un concetto giudaico. Ma già con i primi cristiani cambia tutto, come mostra San Paolo nelle sue lettere: "Noi che siamo già resuscitati", "noi che sediamo nei cieli". Gesù ci offre una vita capace di superare anche la morte. Ecco perché i primi evangelisti usano il termine greco zoe. Mentre bios indica la vita biologica, che ha un inizio, uno sviluppo e, per quanto ci dispiaccia, un disfacimento finale, la vita interiore (zoe) ringiovaniscedi giorno in giorno. Da qui le parole folli e meravigliose del Cristo: chi crede in me, non morirà mai".

E allora l'Apocalisse, il giudizio universale, la fine dei giorni?

"Gesù, polemizzando con i Sadducei, afferma che Dio non il Dio dei morti, ma dei vivi. E non resuscita i morti, ma comunica ai vivi una qualità di vita che scavalca la morte stessa. Questa la buona novella.

Quando qualcuno muore e il prete dice ai parenti: un giorno il vostro caro risorgerà, questa parola non suona affatto come consolatoria, ma incrementa la disperazione. Quando risorgerà?, si chiedono. Tra un mese, un anno, un secolo? Ma alla sorella di Lazzaro, Gesù dice: io sono la resurrezione, non io sarò. E aggiunge: chi ha vissuto credendo in me, anche se muore continua a vivere. Gesù non ci ha liberati dalla paura della morte, ma dalla morte stessa".

Non una visione del cristianesimo un po' troppo gioiosa, consolatoria?

"Tutta questa gioia però passa attraverso la croce, non ti viene regalata dall'alto. Quando stavo male, le persone pie  -  che sono sempre le più pericolose  -  mi dicevano: offri le tue sofferenze al Signore. Io non ho offerto a lui nessuna sofferenza, semmai era lui che mi diceva: accoglimi nella tua malattia. Era lui che scendeva verso di me per aiutami a superare i miei momenti di disperazione".

Molti cristiani, in quei tempi, testimoni della resurrezione di Gesù e fatta l'esperienza della loro resurrezione nel battesimo-cresima-comunione , si facevano battezzare per i defunti  che non avevano potuto ricevere il battesimo nella speranza che quel battesimo fosse efficace per loro e venissero incorporati in Gesù per la resurrezione finale. Tale era allora la fede e l'esperienza della resurrezione dei vivi.

1Co 15, 29 Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?

I primi cristiani non temevano più la morte:

30 E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente? 31 Ogni giorno io affronto la morte, come vero che voi siete il mio vanto, fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore! 32 Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo.

L'espressione di Paolo retorica : nessuno allora poteva mettere in dubbio l'esperienza della resurrezione. Senza resurrezione non c' cristianesimo:

1Co 15,12 Ora, se si predica che Cristo risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo risuscitato! 14 Ma se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione ed vana anche la vostra fede. 15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se vero che i morti non risorgono. 16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo risorto; 17
ma se Cristo non risorto, vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

 

CUCC La Risurrezione come evento trascendente

 647 “O notte - canta l'“Exultet” di Pasqua - tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo risorto dagli inferi”. Infatti, nessuno stato testimone oculare dell'avvenimento stesso della Risurrezione e nessun evangelista lo descrive. Nessuno ha potuto dire come essa sia avvenuta fisicamente. Ancor meno fu percettibile ai sensi la sua essenza più intima, il passaggio ad un'altra vita. Avvenimento storico constatabile attraverso il segno del sepolcro vuoto e la realtà degli incontri degli Apostoli con Cristo risorto, la Risurrezione resta non di meno, in ciò in cui trascende e supera la storia, al cuore del Mistero della fede. Per questo motivo Cristo risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli, [Cf Gv 14,22 ] “a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme”, i quali “ora sono i suoi testimoni davanti al popolo” ( At 13,31 ).

La Risurrezione - opera della Santissima Trinità

 648 La Risurrezione di Cristo oggetto di fede in quanto un intervento trascendente di Dio stesso nella creazione e nella storia. In essa, le tre Persone divine agiscono insieme e al tempo stesso manifestano la loro propria originalità. Essa si compiuta per la potenza del Padre che “ha risuscitato” ( At 2,24 ) Cristo, suo Figlio, e in questo modo ha introdotto in maniera perfetta la sua umanità con il suo Corpo nella Trinità. Gesù viene definitivamente “costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la Risurrezione dai morti” ( Rm 1,3-4 ). San Paolo insiste sulla manifestazione della potenza di Dio [Cf Rm 6,4; 2Cor 13,4; Fil 3,10; Ef 1,19-22; 648 Eb 7,16 ] per l'opera dello Spirito che ha vivificato l'umanità morta di Gesù e l'ha chiamata allo stato glorioso di Signore.

 649 Quanto al Figlio, egli opera la sua propria Risurrezione in virtù della sua potenza divina. Gesù annunzia che il Figlio dell'uomo dovrà molto soffrire, morire ed in seguito risuscitare (senso attivo della parola) [Cf Mc 8,31; Mc 9,9-31; 649 Mc 10,34 ]. Altrove afferma esplicitamente: “Io offro la mia vita, per poi riprenderla. . . ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla” ( Gv 10,17-18 ). “Noi crediamo. . . che Gesù morto e risuscitato” ( 1Ts 4,14 ).

 650 I Padri contemplano la Risurrezione a partire dalla Persona divina di Cristo che rimasta unita alla sua anima e al suo corpo separati tra loro dalla morte: “Per l'unità della natura divina che permane presente in ciascuna delle due parti dell'uomo, queste si riuniscono di nuovo. Così la morte si prodotta per la separazione del composto umano e la Risurrezione per l'unione delle due parti separate” [San Gregorio di Nissa, In Christi resurrectionem, 1: PG 46, 617B; cf anche “Statuta Ecclesiae Antiqua”: Denz. -Schönm., 325; Anastasio II, Lettera In prolixitate epistolae: ibid. , 359; Ormisda, Lettera Inter ea quae: ibid. , 369; Concilio di Toledo XI: ibid., 539].


Senso e portata salvifica della Risurrezione

651 “Se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede” ( 1Cor 15,14 ). La Risurrezione costituisce anzitutto la conferma di tutto ciò che Cristo stesso ha fatto e insegnato. Tutte le verità, anche le più inaccessibili allo spirito umano, trovano la loro giustificazione se, risorgendo, Cristo ha dato la prova definitiva, che aveva promesso, della sua autorità divina.

 652 La Risurrezione di Cristo compimento delle promesse dell'Antico Testamento [Cf Lc 24,26-27; Lc 24,44-48 ] e di Gesù stesso durante la sua vita terrena [Cf Mt 28,6; Mc 16,7; Lc 24,6-7 ]. L'espressione “secondo le Scritture” ( 1Cor 15,3-4 e Simbolo di Nicea-Costantinopoli) indica che la Risurrezione di Cristo realizzò queste predizioni.

 653 La verità della divinità di Gesù confermata dalla sua Risurrezione. Egli aveva detto: “Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono” ( Gv 8,28 ). La Risurrezione del Crocifisso dimostrò che egli era veramente “Io Sono”, il Figlio di Dio e Dio egli stesso. San Paolo ha potuto dichiarare ai Giudei: “La promessa fatta ai nostri padri si compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi. . . risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel Salmo secondo: "Mio Figlio sei tu, oggi ti ho generato"” ( At 13,32-33 ) [Cf Sal 2,7 ]. La Risurrezione di Cristo strettamente legata al Mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. Ne il compimento secondo il disegno eterno di Dio.

 654 Vi un duplice aspetto nel Mistero pasquale: con la sua morte Cristo ci libera dal peccato, con la sua Risurrezione ci dà accesso ad una nuova vita. Questa dapprima la giustificazione che ci mette nuovamente nella grazia di Dio [Cf Rm 4,25 ] “perché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” ( Rm 6,4 ). Essa consiste nella vittoria sulla morte del peccato e nella nuova partecipazione alla grazia [Cf Ef 2,4-5; 1Pt 1,3 ]. Essa compie l'adozione filiale poiché gli uomini diventano fratelli di Cristo, come Gesù stesso chiama i suoi discepoli dopo la sua Risurrezione: “Andate ad annunziare ai miei fratelli” ( Mt 28,10; Gv 20,17 ). Fratelli non per natura, ma per dono della grazia, perché questa filiazione adottiva procura una reale partecipazione alla vita del Figlio unico, la quale si pienamente rivelata nella sua Risurrezione.

 655 Infine, la Risurrezione di Cristo - e lo stesso Cristo risorto - principio e sorgente della nostra risurrezione futura: “Cristo risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. . . ; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” ( 1Cor 15,20-22 ). Nell'attesa di questo compimento, Cristo risuscitato vive nel cuore dei suoi fedeli. In lui i cristiani gustano “le meraviglie del mondo futuro” ( Eb 6,5 ) e la loro vita trasportata da Cristo nel seno della vita divina: [Cf Col 3,1-3 ] “Egli morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che morto e risuscitato per loro” ( 2Cor 5,15 ).

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