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L' esperienza spirituale Di che tipo di esperienza si parla?
Esiste una tipologia?
Nella Bibbia, dice Giobbe Gb 42,5-Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno visto. Illusione?
La preghiera: Alcuni gruppi cristiani animano i loro incontri con: -intensa partecipazione affettiva è frutto dello Spirito o delle mediazioni adottate? Reazioni psicosomatiche o guarigioni interiori? O tutte e due le cose? Il fenomeno religioso si conosce applicando tutte le scienze religiose. ... Dai tempi più antichi fino ad oggi presso i vari popoli si trova una certa sensibilità a quella forza arcana che è presente al corso delle cose e agli avvenimenti della vita umana, ed anzi talvolta vi riconosce la Divinità suprema o il Padre. Questa sensibilità e questa conoscenza compenetrano la vita in un intimo senso religioso.... (dalla introduzione al documento conciliare Nostra Aetate ) «Le religioni diventano psicologicamente
funzionali quando pongono Dio nella posizione di colmare i desideri di rispondere ai bisogni di eludere la condizione mortale ;
diventano socialmente funzionali quando aiutano a cementare la società a far funzionare le istituzioni a canalizzare i disagi e i desideri umani » Educare il sentimento religioso
La conoscenza delle culture umane nella loro dimensione religiosa , cioè delle religioni, favorisce la sintesi matura tra il sentimento religioso e quella rivelazione che meglio lo soddisfa . L'educazione religiosa è un percorso profondo, non solo culturale, che avvia la persona alla autonomia di valutazione, di giudizio e di sintesi nella dimensione religiosa della propria esistenza.
L'educazione religiosa oggi Tutte le nostre esperienze, fin dal concepimento si depositano nella
nostra memoria profonda, nell' inconscio. Andiamo a vedere un film, ci spaventiamo a morte, poi pina piano le paure passano. Ebbene quel vissuto di immagini, sentimenti, emozioni rimane per sempre deposistato nel nostro inconscio. Cio' vale anche per le gioie, per le esperienze felici, per fortuna. A volte noi sperimentiamo sentimenti o pulsioni, che non ci spieghiamo con le vicende che stiamo vivendo: paure improvvise, panico di vivere,allegria irrefrenabile, impulsi violenti, desiderio di coccole… Queste pulsioni vengono dal nostro inconscio e spesso vengono dal nostro vissuto lì depositato. Le “psicologie” ci dicono che le esperienze dei primi anni
di vita determinano in qualche modo una buona parte della nostra personalità.
Infanzia felice,crescita facile,infanzia infelice difficoltà di
crescere. Quali sono le paure più profonde dell’uomo?
Il male e nella morte assumono nei bambini rappresentazioni mentali terrifficanti
e a volte persistenti. Crescendo viviamo sempre più nella coscienza di veglia e le
paure diventano sempre più domande che ci chiedono in modo pressante
di trovare risposte. Molte persone rimangono infantili nei confronti del male e della morte.
Si portano nell’inconscio le paure irrisolte. Altri risolvono queste
paure diventando persone che fanno il male. Tutte le religioni in qualche modo ci incorporano in una comunità di persone che sotto la guida e il favore divino ci formano in modo perfetto in vista della nascita del mondo Futuro. La tendenza del pensiero contemporaneo è quella di affermare l'inutilità di
cercare il senso della vita . Ma la profondità dell'essere umano è più forte del pensiero: cresce ogni giorno una diffusa domanda di "spiritualità": tutti sentono in se stessi un forte bisogno di Rivelazione! Una Rivelazione divina che illumini il senso del mondo e della vita,l senso della morte. Chi trova qual è il senso della sua vita, ogni giorno trova la forza e la gioia di vivere,ottare, crescere, soffrire e anche di morire. E’ una persona libera che puo’ realizzarsi, che sa verso dove orientare
le proprie risorse e le proprie fatiche, che puo' realizzare il significato
della sua vita con tutte le sue forze. L'uomo nelle tenebre vive con la paura della morte di cui non comprende il
significato, con la paura della sofferenza, dell’insuccesso, della inutilità della
sua vita, con il terrore del Male. Nelle religioni io affido la mia vita, il mio destino ad una Rivelazione,
agli dèi, ma anche agli uomini che guidano le comunità religiose
nella storia. Questi uomini spesso dimostrano di non essere degni di fiducia. Come puo' l'uomo soddisfare il proprio bisogno di rivelazione ?
1. benedizioni, grazie,miracoli , esorcismi,guarigioni,=comunicazione di energia
divina negli eventi della storia umana L'astensione totale da qualcosa di così basilare come la religione comporterebbe un impoverimento grave della nostra umanità. Lo studio delle religioni promuove il superamento dei modelli infantili del mondo spirituale con tutte le fantasie e le paure connesse. Lo studio delle culture religiose contribuisce alla formazione della capacita' di elaborare un giudizio di valore personale e retto sulle cose del mondo e della vita . Per quanto riguarda gli adulti studiare religione significa chiarire, con un percorso autonomo di condotta secondo un metodo scientifico -i contenuti del proprio sentimento religioso e scoprire cio' che puo' essere colto come rivelazione divina distinguendolo da cio' che è semplice credenza popolare, opinione di singoli o addirittura menzogna, inganno e truffa , e soprattutto da cio' che è maligno e pericoloso per la propria libertà e salute fisica, mentale, psicologica, spirituale. Non bisogna dimenticare che nel 2000 solo in Italia almeno 12. 000. 000 di persone, per il 70 % laureate, diplomate e benestanti, frequentano maghi e indovini, fattucchiere e cartomanti, con la convinzione di poter avere un aiuto soprannaturale per risolvere i problemi della vita di fronte ai quali si sentono impotenti e ricevendo sistematicamente palliativi, truffe, e spesso, senza saperlo ma pagandone le conseguenze , malefici e contatti di vario tipo col Maligno.
Documenti della Chiesa Cattolica sulla educazione religiosa "DIGNITATIS HUMANAE " Cap. 2. -A motivo della loro dignità,
tutti gli esseri umani, in quanto persone, dotate cioè di ragione
e di libera volontà e perciò investiti di personale responsabilità,
sono dalla loro stessa natura e per obbligo morale tenuti a cercare
la verità, in primo luogo quella concernente la religione.
E sono pure tenute ad aderire alla verità una volta conosciuta
e ad ordinare tutta la loro vita secondo le sue esigenze. Cap.3..
la verita'. . . va cercata in modo rispondente alla
dignita' della persona umana e alla sua natura sociale: e cioe' con una ricerca
condotta liberamente, con l'aiuto dell'insegnamento o dell'educazione,
per mezzo dello scambio e del dialogo con cui, allo scopo di aiutarsi vicendevolmente
nella ricerca, gli uni rivelano agli altri la verità che hanno scoperta;
inoltre, una volta conosciuta la verita’, occorre aderirvi fermamente
con assenso personale. Il diritto alla libertà religiosa si fonda sulla natura stessa della persona, non su una sua disposizione soggettiva, per cui esso perdura anche quando la persona non soddisfa l'obbligo morale di cercare la verità e di aderire ad essa: il diritto all'immunità dalla coercizione psicologica ed esterna è un diritto naturale, perciò universale ed inalienabile qualsiasi sia la disposizione soggettiva della persona. La persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Cap.9-Quantunque infatti la rivelazione non affermi esplicitamente il diritto all'immunità della coercizione esterna in materia religiosa, fa tuttavia conoscere la dignità della persona umana in tutta la sua ampiezza, mostra il rispetto di Cristo verso la libertà degli esseri umani nell'adempimento del dovere di credere alla parola di Dio. Cap. 10- Un elemento fondamentale della dottrina cattolica, contenuto nella parola di Dio e costantemente predicato dai Padri è che gli esseri umani sono tenuti a rispondere a Dio credendo volontariamente; nessuno, quindi, può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà. e' quindi pienamente rispondente alla natura della fede che in materia religiosa si escluda ogni forma di coercizione da parte degli esseri umani. " NOSTRA AETATE " Cap. 1- Nel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno più strettamente e cresce l'interdipendenza tra i vari popoli, la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non cristiane. . . Nel suo dovere di promuovere l'unità e la carità tra gli uomini ed anzi tra i popoli, essa in primo luogo esamina qui tutto ciò che gli uomini hanno in comune e che li spinge a vivere insieme il loro comune destino. . . una sola origine, un solo fine ultimo, Dio. Gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo:
. . . Quanto alle religioni legate al progresso della cultura esse si sforzano di rispondere alle stesse questioni con nozioni più raffinate e con un linguaggio più elaborato. . . L'induismo. . . il buddismo. . . ugualmente anche le altre religioni che si trovano nel mondo intero si sforzano di superare, in vari modi, l'inquietudine del cuore umano proponendo delle vie, cioè dottrine, precetti di vita e riti sacri. La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Tuttavia essa annuncia ed è tenuta ad annunciare il Cristo che è (Gv 14, 6) via verità e vita, in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato a se stesso tutte le cose. Essa perciò esorta i suoi figli affinchè, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi. "DIGNITATIS HUMANAE " Cap. 8- Questo concilio esorta tutti, ma soprattutto coloro che sono impegnati in compiti educativi, ad adoperarsi per formare esseri umani i quali, nel pieno riconoscimento dell'ordine morale, sappiano obbedire alla legittima autorità e siano amanti della genuina libertà, esseri umani cioè che siano capaci di emettere giudizi personali nella luce della verità, di svolgere le proprie attività con senso di responsabilità, e che si impegnano a perseguire tutto ciò che è vero e buono, generosamente disposti a collaborare a tale scopo con gli altri. Cap. 11- Dio chiama gli esseri umani al suo servizio in spirito e verità;per cui essi sono vincolati in coscienza a rispondere alla loro vocazione, ma non coartati. "GRAVISSIMAE EDUCATIONIS" Cap 1-Tutti gli uomini . . . in forza della loro dignità di persona hanno il diritto inalienabile ad una educazione che risponda alla loro vocazione propria e sia conforme al loro temperamento, alla differenza di sesso, alla cultura e alle tradizioni del loro paese, ed insieme aperta ad una fraterna convivenza con gli altri popoli, al fine di garantire la vera unità e la vera pace sulla terra. (vedi GS). La vera educazione deve promuovere la formazione della persona umana sia in vista del suo fine ultimo, sia per il bene dei vari gruppi di cui l'uomo è membro ed in cui, divenuto adulto, avrà mansioni da svolgere. pertanto i fanciulli ed i giovani. . . debbono essere aiutati a sviluppare armonicamente le loro capacità fisiche, morali e intellettuali, ad acquisire gradualmente un più maturo senso di responsabilità, nello sforzo sostenuto per ben condurre le loro vita personale e la conquista della vera libertà, superando con coraggio e perseveranza tutti gli ostacoli. Debbono anche ricevere, man mano che cresce la loro età, una positiva e prudente educazione sessuale. Debbono essere inoltre avviati alla vita sociale, in modo che, forniti dei mezzi necessari ed adeguati, possano attivamente inserirsi nei gruppi che costituiscono la comunità umana, siano disponibili al dialogo con gli altri e contribuiscano di buon grado all'incremento del bene comune. . . . analogamente hanno il diritto di essere aiutati. . . sia a valutare con retta coscienza e ad accettare con adesione personale i valori morali, . . . sia alla conoscenza approfondita ed all'amore di Dio. I genitori vanno considerati come i primi e principali educatori. . . Il compito educativo, come spetta primariamente alla famiglia, così richiede l'aiuto di tutta la società. . . Cap. 5-Tra tutti gli strumenti educativi una importanza particolare riveste la scuola, che in forza della sua missione, mentre con cura costante matura le facoltà intellettuali, sviluppa la capacità di giudizio, mette a contatto del patrimonio culturale acquistato delle passate generazioni, promuove il senso dei valori, prepara alla vita professionale, genera anche un rapporto di amicizia tra alunni di carattere e condizione sociale diversa, disponendo e favorendo la comprensione reciproca. . . è dunque meravigliosa e davvero importante la vocazione di quanti, collaborando con i genitori nello svolgimento del loro compito e facendo le veci della comunità umana, si assumono il compito di educare nelle scuole. I documenti completi su www.vatican.va |
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