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Legge morale naturale e la Rivelazione divina.

Dio aveva "creato" Adamo a sua " immagine e somiglianza " , partecipandogli la Sua natura morale perchè vivesse insieme a Lui in una dimensione appositamente creata : il Giardino (paradiso, parco ) di Eden .

Ez 28,12 Così dice il Signore Dio: Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza; 13 in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisòliti, ònici e diaspri, zaffìri, carbonchi e smeraldi; e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato.

Dio ha " creato" l'uomo come un essere consapevole della Legge Morale Naturale come riflesso nella sua anima e nella sua coscienza della natura morale di Dio. Un Riflesso che illuminava la sua coscienza e la sua azione. Ciò lo rendeva , negli atteggiamenti verso di sè e il mondo,simile a Dio stesso.

Catechismo universale della Chiesa Cattolica -La legge morale naturale
1954 L'uomo partecipa alla sapienza e alla bontà del Creatore, che gli conferisce la padronanza dei suoi atti e la capacità di dirigersi verso la verità e il bene. La legge naturale esprime il senso morale originale che permette all'uomo di discernere, per mezzo della ragione, quello che sono il bene e il male, la verità e la menzogna: La legge naturale è iscritta e scolpita nell'anima di tutti i singoli uomini; essa infatti è la ragione umana che impone di agire bene e proibisce il peccato. . . Questa prescrizione dell'umana ragione, però, non sarebbe in grado di avere forza di legge, se non fosse la voce e l'interprete di una ragione più alta, alla quale il nostro spirito e la nostra libertà devono essere sottomessi [Leone XIII, Lett. enc. Libertas praestantissimum].

1955 La legge “divina e naturale” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 89] mostra all'uomo la via da seguire per compiere il bene e raggiungere il proprio fine. La legge naturale indica le norme prime ed essenziali che regolano la vita morale. Ha come perno l'aspirazione e la sottomissione a Dio, fonte e giudice di ogni bene, e altresì il senso dell'altro come uguale a se stesso. ...

1955 ...La legge naturale altro non è che la luce dell'intelligenza infusa in noi da Dio. Grazie ad essa conosciamo ciò che si deve compiere e ciò che si deve evitare. Questa luce o questa legge Dio l'ha donata alla creazione [San Tommaso d'Aquino, Collationes in decem praeceptis, 1].

1956 Certamente esiste una vera legge: è la retta ragione; essa è conforme alla natura, la si trova in tutti gli uomini; è immutabile ed eterna; i suoi precetti chiamano al dovere, i suoi divieti trattengono dall'errore. . . E' un delitto sostituirla con una legge contraria; è proibito non praticarne una sola disposizione; nessuno poi ha la possibilità di abrogarla completamente [Cicerone, La repubblica, 3, 22, 33].

1957 Anche se si arriva a negare i suoi principi, non la si può però distruggere, né strappare dal cuore dell'uomo. Sempre risorge nella vita degli individui e delle società: la legge scritta nel cuore degli uomini, legge che nemmeno la loro malvagità può cancellare [Sant'Agostino, Confessiones, 2, 4, 9].

1959 Opera molto buona del Creatore

Adamo era stato creato insieme ad Eva per vivere   nell'innocenza spensierata di colui che solo sente, ama e fa il bene. La natura umana però subito si dimostra debole nei confronti di una forza spirituale presente nel creato, quella degli esseri maligni ribelli a Dio. La natura morale di questi esseri -che si insinuano nella relazione idilliaca tra l'uomo e Dio - contamina la coscienza umana e induce l'uomo alla ribellione. ( La caduta o peccato originale)

Dopo la caduta ,la "partecipazione alla natura morale divina" ,il riflesso della Legge Morale Naturale nella coscienza che permetteva all'uomo di vivere insieme a Dio in Eden, rimaneva ancora nel cuore dell'uomo ma era "reso illeggibile" dal peccato, cioè dalla partecipazione ad una natura morale ribelle a Dio.

Con il peccato l'uomo si era compromesso con lo Spirito Maligno  fino a partecipare della sua natura morale ribelle e a diventarne schiavo. Era comparsa nell'uomo una attitudine contraria a Dio, l'attitudine al peccato che si manifestava come schiavitù alla natura morale del Maligno .

Questa attitudine oscurava la comunicazione con la natura morale divina e rendeva l'uomo incompatibile con la vita-insieme-a-Dio in Eden. Così l'uomo era stato" cacciato" da Eden senza possibilità di ritorno : non era più adeguato alla vita insieme a Dio. L'uomo caduto non riesce più a vedere il riflesso della natura morale divina in se stesso a causa delle tenebre entrate in lui con il peccato. Dio non abbandona l'uomo in questa condizione ma interviene nella storia per salvarlo e riportarlo a vivere insieme a Lui.

1960 I precetti della legge naturale non sono percepiti da tutti con chiarezza ed immediatezza. Nell'attuale situazione, la grazia e la rivelazione sono necessarie all'uomo peccatore perché le verità religiose e morali possano essere conosciute “da tutti e senza difficoltà, con ferma certezza e senza alcuna mescolanza di errore” [Pio XII, Lett. enc. Humani generis: Denz. -Schönm., 3876].

Dio si rivela ad Abramo ristabilendo una relazione salvifica con l'umanità : la prima alleanza.
In questa Alleanza Dio esplicita come Legge Morale Rivelata, la Legge Morale Naturale che l'uomo non è più in grado di leggere.

 1960 - La legge naturale offre alla Legge rivelata un fondamento preparato da Dio

Ad Abramo e poi ad Isacco, Giacobbe, a Mosè, ha promesso ed iniziato a realizzare una nuova possibiltà per l'uomo di vivere  insieme a Lui, in Palestina. Con Davide, durante il suo Regno , si era realizzata in Palestina la vita di Dio ( la sua presenza nel Tempio) insieme al suo popolo , visibile come una monarchia teocratica .

II. La Legge antica

 1961 Dio, nostro Creatore e nostro Redentore, si è scelto Israele come suo popolo e gli ha rivelato la sua Legge, preparando in tal modo la venuta di Cristo. La Legge di Mosè esprime molte verità che sono naturalmente accessibili alla ragione. Queste si trovano affermate ed autenticate all'interno dell'Alleanza della Salvezza.

 1962 La Legge antica è il primo stadio della Legge rivelata. Le sue prescrizioni morali sono riassunte nei Dieci comandamenti. I precetti del Decalogo pongono i fondamenti della vocazione dell'uomo, creato ad immagine di Dio; vietano ciò che è contrario all'amore di Dio e del prossimo, e prescrivono ciò che gli è essenziale. Il Decalogo è una luce offerta alla coscienza di ogni uomo per manifestargli la chiamata e le vie di Dio, e difenderlo contro il male: Dio ha scritto sulle tavole della Legge ciò che gli uomini non riuscivano a leggere nei loro cuori [Sant'Agostino, Enarratio in Psalmos, 57, 1].

Il Regno dei davididi era però durato solo 400 anni : nè i Re ,nè i capi, nè il popolo, erano riusciti ad essere fedeli alla alleanza.

 1963 Secondo la tradizione cristiana, la Legge santa, [Cf Rm 7,12 ] spirituale [Cf Rm 7,14 ] e buona, [Cf Rm 7,16 ] è ancora imperfetta. Come un pedagogo [Cf Gal 3,24 ] essa indica ciò che si deve fare, ma da sé non dà la forza, la grazia dello Spirito per osservarla. A causa del peccato che non può togliere, essa rimane una legge di schiavitù.
Secondo san Paolo, essa ha particolarmente la funzione di denunciare e di manifestare il peccato che nel cuore dell'uomo forma una “legge di concupiscenza” [Cf Rm 7 ]. Tuttavia la Legge rimane la prima tappa sul cammino del Regno. Essa prepara e dispone il popolo eletto e ogni cristiano alla conversione e alla fede nel Dio Salvatore. Dà un insegnamento che rimane per sempre, come Parola di Dio.

 1964 La Legge antica è una preparazione al Vangelo. “La Legge è profezia e pedagogia delle realtà future” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 15, 1]. Essa profetizza e presagisce l'opera della liberazione dal peccato che si compirà con Cristo, ed offre al Nuovo Testamento le immagini, i “tipi”, i simboli per esprimere la vita secondo lo Spirito. La Legge infine viene completata dall'insegnamento dei libri sapienziali e dei profeti, che la orientano verso la Nuova Alleanza e il Regno dei cieli.

Il peccato di tutti aveva rotto l'alleanza con Dio , Israele aveva perso la Palestina ed in insieme ad essa le benedizioni che vi erano legate ; gli ebrei erano tornati a Babilonia,  da dove era partito Abramo, ma in una situazione peggiore,come schiavi deportati.

Insieme alla benedizione divina ed alla sua cura pastorale per il popolo , si rivelava , nella storia di Israele, la radicale attitudine al peccato del popolo : l'uomo si dimostra radicalmente incapace di aderire alla vita insieme a Dio , per natura è schiavo del Male che a sua volta è incompatibile con Dio.

La partecipazione alla natura morale del Maligno, ribelle a Dio rende l'uomo schiavo del maligno . L'attitudine al peccato si manifesta come schiavitù alla natura morale del Maligno . Solo un " resto" di Israele era rimasta fedele alle promesse salvifiche di Dio fidandosi dei comandamenti di Dio, della Legge Morale Naturale che Dio aveva esplicitato nella Torah, la Legge divina rivelata e che che l'uomo era incapace di leggere a causa delle tenebre del peccato .

Ger 31,7 Poiché dice il Signore: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: Il Signore ha salvato il suo popolo, un resto di Israele ».

Israele ha fallito di vivere insieme a Dio e godere delle sue benedizioni ma Dio , per quel resto di popolo che si fida di Lui, non abbandona il suo progetto : durante l' esilio del popolo a Babilonia promette una Alleanza Nuova.

Dio torna a vivere con gli uomini con una Nuova Alleanza.

Ger 31,31 «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova... 33 Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore:
Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

Verranno i giorni...commenta un testo rabbinico, in cui:

«Dio ci bacerà con i baci della sua bocca e la dottrina della sua Legge sarà impressa nei nostri cuori.»
«Ciò non avverrà subito, ma nei tempi a venire, cioè nel tempo del Messia»
[Shirhashirim Rabba, fol. 3. 2.]

Le promesse divine su cui è fondato la Nuova Alleanza sono migliori di quelle del Patto Antico, dice S.Paolo:

Eb 8,8 Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice:
Ger 31, 30 Ecco vengono giorni, dice il Signore.... tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

Le nuove promesse consistono in una rivelazione nuova , un miracolo più grande :

Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore.

il perdono totale dei loro peccati :

io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato .

Il profeta Ezechiele in una visione analoga a quella del suo contemporaneo Geremia riferisce questa promessa :

Ez 11,9 Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, 20 perché seguano i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica

[ come il Figlio, il Giusto : Lu 23,47 Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: «Veramente quest'uomo era giusto»] ;

saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.»

cf.: Ezechiele 36,26-27.

Dio toglierà il cuore naturale, di pietra, senza vita, incapace di ragionare , comprendere e seguire docilmente Dio nel suo amore, e lo sostituirà con un cuore vivo, di carne, in cui circola il sangue, la vita , l'amore di Dio. Era ciò ch chiedevano gli ebrei in esilio a Babilonia, profeticamente :

Sal 51,12 Crea in me, o Dio, un cuore puro,  // rinnova in me uno spirito saldo.

Il verbo è [ barah ]= dar forma , modellare, creare, nel Nt è sempre usato come attività propria di Dio.
Il rinnovamento del cuore umano è una operazione che solo Dio può fare, una Nuova Creazione per opera dello Spirito di Dio ; è la conformazione dell'uomo a Gesù che lo rende figlio adottivo di Dio, è lo Spirito che trasfigura l'uomo col rinnovargli la mente e il cuore, secondo la promessa profetica :

Gl 3,1 io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.2 Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito ; gli fa «conoscere per esperienza la volontà di Dio ch'è buona, accettevole e perfetta». .

1960 I precetti della legge naturale non sono percepiti da tutti con chiarezza ed immediatezza. Nell'attuale situazione, la grazia e la rivelazione sono necessarie all'uomo peccatore perché le verità religiose e morali possano essere conosciute “da tutti e senza difficoltà, con ferma certezza e senza alcuna mescolanza di errore” [Pio XII, Lett. enc. Humani generis: Denz. -Schönm., 3876]. La legge naturale offre alla Legge rivelata ( l'antica alleanza) e alla grazia ( la Nuova Alleanza ) un fondamento preparato da Dio e in piena armonia con l'opera dello Spirito

Con la venuta di Gesù , il Messia promesso, la promessa divina si compie. Si compie primariamente in Gesù, nella sua persona. Gesù è Il prototipo dell' uomo nuovo degno e capace di vivere insieme a Dio. Infatti è concepito per mezzo di due nature che in Lui vengono fuse in una nuova natura , una natura umanodivina :
-umana (da Maria, la madre)
- e divina ( da Dio, il Padre) .

Questo miracolo Dio lo compirà per chi crederà alle sue promesse ed entrerà nella Nuova Alleanza.
In questo modo si formerà un popolo simile a suo figlio Gesù, un popolo di figli adottivi che partecipano della sua natura divina e che possono vivere insieme a Lui per sempre. Dio vuole fare il suo popolo simile a Gesù : natura umana che partecipa della natura divina.Il figli di Israele erano chiamati "figli della legge" ( bar mizwah) ; i cristiani sono " figli di Dio"

Verranno i giorni diceva il profeta e quei giorni vennero con l'avvento di Gesù e in quei giorni Dio per mezzo di Gesù partecipò al suo popolo  la Sua natura divina e in questo modo "  scrisse " con il suo Spirito nella natura umana la natura morale di Dio per conformare l'uomo nuovo a se stesso, figlio di Dio.

La legge del Sinai era stata fatta udire agli orecchi del popolo ed era stata scritta in un libro e scolpita nelle tavole di pietra.   Era la Legge Morale Naturale  rivelata, esplicitata, come qualcosa di esterno alla coscienza umana . Nel nuovo Patto, la legge divina è fatta penetrare nel cuore, nella coscienza, sede della libertà, dell'intelletto, della ragione e della volontà, come qualcosa di strutturale, di costitutivo della coscienza stessa .

L'uomo nuovo, figlio di Dio è capace di amare tutto e tutti a partire dal suo cuore nuovo, mosso dalla sua interiorità ,dallo stesso spirito di Dio.

2 Cor3,3 È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi,
scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente,
non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.

La Natura morale di Dio diventa parte costitutiva dell'uomo facendolo non solo simile a Dio, non solo consapevole di una Legge Morale Naturale come Israele, ma suo Figlio, capace, per nuova natura, di vita morale divina.

 1965 La nuova Legge o Legge evangelica è la perfezione quaggiù della legge divina, naturale e rivelata. E' opera di Cristo e trova la sua espressione particolarmente nel Discorso della montagna; è anche opera dello Spirito Santo e, per mezzo di lui, diventa la legge interiore della carità: “Io stipulerò con la casa d'Israele. . . un'alleanza nuova. . . Porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” ( Eb 8,8; Eb 8,10 ) [Cf Ger 31,31-34 ].

 1966 La Legge nuova è la grazia dello Spirito Santo, data ai fedeli in virtù della fede in Cristo. Essa opera mediante la carità, si serve del Discorso del Signore sulla montagna per insegnarci ciò che si deve fare, e dei sacramenti per comunicarci la grazia di farlo: Chi vorrà meditare con pietà e perspicacia il Discorso che nostro Signore ha pronunciato sulla montagna, così come lo si legge nel Vangelo di San Matteo, indubbiamente vi troverà la “magna carta” della vita cristiana. . . Questo Discorso infatti comprende tutte le norme peculiari della esistenza cristiana [Sant'Agostino, De sermone Domini in monte, 1, 1: PL 34, 1229-1231].

 1967 La Legge evangelica “dà compimento” [Cf Mt 5,17-19 ] alla Legge antica, la purifica, la supera e la porta alla perfezione. Nelle “beatitudini” essa compie le promesse divine, elevandole ed ordinandole al “Regno dei cieli”. Si rivolge a coloro che sono disposti ad accogliere con fede questa speranza nuova: i poveri, gli umili, gli afflitti, i puri di cuore, i perseguitati a causa di Cristo, tracciando in tal modo le sorprendenti vie del Regno.

 1968 La Legge evangelica dà compimento ai comandamenti della Legge. Il Discorso del Signore sulla montagna, lungi dall'abolire o dal togliere valore alle prescrizioni morali della Legge antica, ne svela le virtualità nascoste e ne fa scaturire nuove esigenze: ne mette in luce tutta la verità divina e umana. Esso non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma arriva a riformare la radice delle azioni, il cuore, là dove l'uomo sceglie tra il puro e l'impuro, [Cf Mt 15,18-19 ] dove si sviluppano la fede, la speranza e la carità e, con queste, le altre virtù. Così il Vangelo porta la legge alla sua pienezza mediante l'imitazione della perfezione del Padre celeste, [Cf Mt 5,48 ] il perdono dei nemici e la preghiera per i persecutori, sull'esempio della magnanimità divina [Cf Mt 5,44 ].

 1969 La Legge nuova pratica gli atti della religione: l'elemosina, la preghiera e il digiuno, ordinandoli al “Padre che vede nel segreto”, in opposizione al desiderio di “essere visti dagli uomini” [Cf Mt 6,1-6; 1969 Mt 16-18 ]. La sua preghiera è il “Padre nostro” [Cf Mt 6,9-13 ].

 1970 La Legge evangelica implica la scelta decisiva tra “le due vie” [Cf Mt 7,13-14 ] e il mettere in pratica le parole del Signore; [Cf Mt 7,21-27 ] essa si riassume nella “regola d'oro”: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti” ( Mt 7,12 ) [Cf Lc 6,31 ].  Tutta la Legge evangelica è racchiusa nel “ comandamento nuovo ” di Gesù ( Gv 13,34 ), di amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati [Cf Gv 15,12 ].

 1971 Al Discorso del Signore sulla montagna è opportuno aggiungere la catechesi morale degli insegnamenti apostolici [Cf Rm 12-15; 1Cor 12-13; 1971 Col 3-4; Ef 4-5; ecc]. Questa dottrina trasmette l'insegnamento del Signore con l'autorità degli Apostoli, particolarmente attraverso l'esposizione delle virtù che derivano dalla fede in Cristo e che sono animate dalla carità, il principale dono dello Spirito Santo. “La carità non abbia finzioni. . . Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno. . . Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità” ( Rm 12,9-13 ). Questa catechesi ci insegna anche a considerare i casi di coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa [Cf Rm 14; 1971 1Cor 5-10 ].

 1972 La Legge nuova è chiamata una legge d'amore, perché fa agire in virtù dell'amore che lo Spirito Santo infonde, più che sotto la spinta del timore; una legge di grazia, perché, per mezzo della fede e dei sacramenti, conferisce la forza della grazia per agire; una legge di libertà , [Cf Gc 1,25; Gc 2,12 ] perché ci libera dalle osservanze rituali e giuridiche della Legge antica, ci porta ad agire spontaneamente sotto l'impulso della carità, ed infine ci fa passare dalla condizione del servo “che non sa quello che fa il suo padrone” a quella di amico di Cristo “perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi” ( Gv 15,15 ), o ancora alla condizione di figlio erede [Cf Gal 4,1-7; 1973 Gal 4,21-31; Rm 8,15 ].

 1973 Oltre ai suoi precetti, la Legge nuova comprende anche i consigli evangelici. La distinzione tradizionale tra i comandamenti di Dio e i consigli evangelici si stabilisce in rapporto alla carità, perfezione della vita cristiana. I precetti mirano a rimuovere ciò che è incompatibile con la carità. I consigli si prefiggono di rimuovere ciò che, pur senza contrastare con la carità, può rappresentare un ostacolo per il suo sviluppo [Cf San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 184, 3].

 1974 I consigli evangelici esprimono la pienezza vivente della carità, sempre insoddisfatta di non dare di più. Testimoniano il suo slancio e sollecitano la nostra prontezza spirituale. La perfezione della Legge nuova consiste essenzialmente nei comandamenti dell'amore di Dio e del prossimo. I consigli indicano vie più dirette, mezzi più spediti e vanno praticati in conformità alla vocazione di ciascuno: Dio non vuole che tutti osservino tutti i consigli, ma soltanto quelli appropriati, secondo la diversità delle persone, dei tempi, delle occasioni e delle forze, stando a quanto richiede la carità; perché è lei che, come regina di tutte le virtù, di tutti i comandamenti, di tutti i consigli, in una parola, di tutta la legge e di tutte le azioni cristiane, assegna a tutti e a tutte il posto, l'ordine, il tempo, il valore [San Francesco di Sales, Trattato sull'amor di Dio, 8, 6].

Il Nuovo Popolo di Dio, nella nuova alleanza, partecipa della natura divina .
Più questa natura si mescola a quella umana, trasformandola, santificandola ...

1Tess 5, 23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione,

...più la persona viene resa simile a Gesù.

e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Al dono di questa salvezza è legata la promessa di una trasformazione continua fino alla perfezione della natura umana :

24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

La santificazione del cristiano fino alla perfezione di figlio adottivo di Dio è opera di Gesù ma quest'opera non può compiersi senza la piena adesione e collaborazione umana.
Ad ogni passo di santificazione l'uomo deve “tenere” fino alla perfezione e fino alla fine, alla morte.

1964 Ci furono. . ., nel regime dell'Antico Testamento, anime ripiene di carità e della grazia dello Spirito Santo, le quali aspettavano soprattutto il compimento delle promesse spirituali ed eterne. Sotto tale aspetto, costoro appartenevano alla nuova legge. Al contrario, anche nel Nuovo Testamento ci sono uomini carnali, che ancora non hanno raggiunto la perfezione della nuova legge, e che bisogna indurre alle azioni virtuose con la paura del castigo o con la promessa di beni temporali. Però, la Legge antica, anche se dava i precetti della carità, non era in grado di offrire la grazia dello Spirito Santo, in virtù del quale “l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” ( Rm 5,5 ) [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 107, 1, ad 2].

La salvezza cristiana è disponibile per tutti gli uomini fino alla fine dei tempi che corrisponde ad una seconda venuta di Gesù nel mondo.

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