Piccolo Corso Biblico


La vita, la vita e la VITA Nel NT vengono usati 4 termini per "vita" :
βίος  (bíos)  ---- ψυχή   (psyché)------ ζωή   (Zoé) ------πνεῦμα (pneuma)
Le traduzioni in italiano del NT traducono i 4 termini con " vita" senza differenziarli.

In questo corso sono differenziati in questo modo :
βίος  (bíos)  ................. vita ( poco usato)
ψυχή   (psyché) ....... vita
ζωή   (Zoé)..................  VITA   (o Vita)
πνεῦμα (pneuma) .......usato come "vita" se riferito all'essere vivente oppure "VITA" se riferito a DIO .
1 - βίος (bíos) La vita come βίος ( bíos ) indica la vita che viviamo le condizioni, le modalità in cui viviamo : la vita contemplativa, la vita politica , la vita sportiva, etc.

Lc 8,14 ( 21,34 ) Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione.
Lc 21,34 State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita [ βιωτικαῖς] e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso;

2- ψυχή (psychè - vitalità Morire significava spirare , cioè perdere il respiro, il venir meno di essere respirante, vivente, attivo.
Nella Bibbia ebraica in Genesi 1, l' essere umano creato da Dio è nefeš 'hayyah : un respirante vivo (o respiro o essere vivente) etc.

Sal 107,4 .Affamati e assetati, la   vita (nefeš ) veniva meno in loro
Genesi 35:18,  (Rachele muore) stava per esalare l'ultimo nefeš
.


La Bibbia ebraica nella versione greca detta LXX traduce nèfeš con psychè e così sarà nelle scritture cristiane.
" psychè" va compresa sempre come nefesh che indica generalmente la vitalità , il perenne bisogno // desiderio di vita di tutti i " viventi" Nel Nuovo Testamento (greco) Nel NT psychè si comprende meglio se si traduce con "vitalità "invece che anima : è la vita che si manifesta in tutte le molteplici espressioni ed attività dell'essere "viventi". Mt 10,39 ( Mc 8,35ss) Chi avrà tenuto per sé la propria vita
chi avrà speso la sua vitalità , la vita attiva, per colmare i propri desideri
la perderà,
e chi avrà perduto la propria vita per causa mia,
chi invece avrà speso la propria vita attiva, la vitalità, per l'evangelizzazione del mondo
la ritroverà
nella risurrezione da morte .

Mt 16,25 (Lc 9,2 Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26 Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita ?
Lc 14,26 «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Mt 6,25 ( Lc 12,22ss) Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita , di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Mt 6,27 E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita ?

Mt 20,28 ( Mc 10,45 ) il Figlio dell'UOMO, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita ( attiva) in riscatto ( per liberare dalla morte) per molti».
Lc 6,9 Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
Lc 12,20 Ma Dio gli disse: «Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta
( da Dio) la tua vita // morirai) . E quello che hai preparato, di chi sarà?».
Lc 21,16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita

Gv 15,13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Gv 10, 11 Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Gv 10,17 Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo .  18 Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Gv 13,37 Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». 38 Rispose Gesù: « Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.
Mt 11,29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita


3-ζωή (Zoé) - VITA La parola ebraica per VITA è 'hay (חי‎) e viene tradotta in greco nella LVXX con ζωή (Zoé) ,
La vita biologica e la vita attiva degli esseri - secondo l'AT , sono manifestazioni di un PRINCIPIO VITALE : Zoé
Nella lingua greca antica ζωή  indica quella VITA che appartiene indistintamente all'universalità di tutti gli esseri viventi, "in comune". Non è l' opposto della morte poichè questa riguarda il singolo essere che cessa di esserci , e soltanto lui: quando un essere individuale muore, la VITA (ζωή) permane in tutti gli altri esseri.
La "VITA che verrà "Nel libro AT Daniele della TANAK : : Dn 12,1“Molti di quanti dormono nella polvere si desteranno: gli uni alla VITA ( חַי >'hay> Zoè) perenne ( עוֹלָ֔ם - olam >αιώνιον ) gli altri alla vergogna ed al disprezzo perenne . Nel libro Daniele , il termine olam si proiette nel futuro , ha significato di " a venire", " che verrà".
Quando verrà il Regno di DIO definitivo? E' la domanda cui cerca di rispondere il libro Daniele e la risposta teologica è : quando DIO dirà " basta" i morti risorgeranno e ci sarà il giudizio universale , i giusti Israeliti regneranno insieme a DIO sulla terra, in Palestina su tutti gli altri popoli, per sempre. Questa era l'aspettativa : il mondo che verrà , " olam_ha_ba"
La VITA perenne - ζωή αἰώνιον
חַי : si tratta di una VITA che verrà" e verrà in questo mondo.
Nella LVXX la traduzione in greco, l'ebraico חַי עוֹלָ֔ם diventa ζωή  αιώνιον , la VITA senza età, perenne.
... nella Bibbia Ebraica abbiamo : עוֹלָ֔ם חַיֵּ֣י  - hay_olam (letter.: la vita a venire );
... nella Bibbia LVXX abbiamo : ζωή  αἰώνιον (la vita perenne).Zoé indica la VITA come  Principio Vitale Universale "la VITA invirtù della quale l'essere umano " Vive" .Essa si manifesta nell'essere come :
- bios= modalità di vita: vita animale, vita umana, vita misera, vita piena, etc.
- e come psiché = vita attiva cioè vitalità
.
L'opposto di VITA non è la morte ma la non-VITA , la mancanza di VITA.

4 - πνεῦμα (pneuma) - spirito Traduce l'ebraico ruach
πνεῦμα - (pneuma ) soffio, vento, da πνέω «soffiare» . Lc 8,52 Gesù disse: "Non piangete. Non è morta, ma dorme". 53Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; 54ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: "Fanciulla, àlzati!".La vita ( pneuma) ritornò in lei e si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare.

Πνεῦμα τὸ Ἅγιον - Pneuma to
aghyion
è lo Spirito Santo
Si tratta di τὸν ἅγιον τοῦ Ισραηλ cioè lo Spirito del Santo di Israele: DIO.
Πνεῦμα applicato a DIO è la VITA di DIO
Spirito di DIO = VITA di DIO
così ζωή αἰώνιον , la , " VITA perenne " viene ad includere nel suo campo semantico l'idea di VITA eterna
La VITA eterna Nel libro della Sapienza , scitto in greco e presente solo nella Bibbia LVXX si dice :
Sap 2, 21 Dicono fra loro sragionando: "La nostra vita è breve e triste; non c'è rimedio quando l'uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dal regno dei morti. 2Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati: è un fumo il soffio delle nostre narici ([ἡ πνοὴ ἐν ῥισὶν ἡμῶν)
[ πνοὴ traduce nishmat : la nishmat svanisce alla morte come il fumo ] , il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore, 3 spenta la quale, il corpo ( soma) diventerà cenere e lo spirito ( pneuma) svanirà come aria sottile." ... la nostra vita ( ὁ βίος ἡμῶν) passerà ... 2,5Passaggio di un'ombra è infatti la nostra esistenza e non c'è ritorno quando viene la nostra fine, poiché il sigillo è posto e nessuno torna indietro.
la nostra vita : si tratta di bios , la vita propria che un uomo vive , essa " passa", finisce.


Sapienza 2, 22Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile. 23 Sì, Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura ( che è divina, immortale, eterna)
Il pensiero del mondo ebraico : con la morte ogni uomo esala la sua nishmat ( il respiro dato ad hadam ) e la sua ruah ( il pneuma ) svanisce : queste cose non hanno immortalità . DIO però darà l'immortalità all'uomo giusto ( che per amore osserverà la SUA Torah in virtù dello Spirito SUO che EGLI infonderà in lui, la Nuova Alleanza promessa ed annunciata da Ezechiele e Geremia) e questi regnerà con LUI in Palestina sul mondo , nell' "epoca che verrà".

Gesù: Gv 6,63 È lo Spirito che dà la VITA, la carne non giova a nulla; le PAROLE che io vi ho detto sono Spirito e // sono VITA. L'uomo che ha lo Spirito di DIO // ha la VITA eterna di DIO : è un UOMO SPIRITUALE ( pneumaticos) animato dallo Spirito Santo . Gv 3,5 « In verità , in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito ( Pneuma) , non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito Πνεύματος  è spirito πνεῦμά ( //Uomo Spirituale) Paolo :
Gal 6,8 Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello spirito ( pneuma) , dallo Spirito raccoglierà VITA eterna.
Risorgere da morteL' escatologia ebraica ( leggi anche :   LAZZARO   e  VEDERE IL RISORTO A.Maggi- studibiblici.it/ appunti

" La morte per gli ebrei era ( ed è ancora) la fine di tutto: non esiste l’aldilà: tutti, buoni e cattivi, dopo morti scendono nello "Sheol", cioè in quella che secondo la concezione mitologica della terra dell'epoca, era considerata una enorme caverna sotterranea, dove ridotti a larve, ad ombre, i morti si nutrono di polvere. Questo era tutto quel che si credeva in Israele al riguardo dell'aldilà: tutti, buoni e cattivi, quando si muore si riceve la stessa sorte: nella caverna sotterranea come spettri a mangiare polvere: "i morti non vivranno più, le ombre non risorgeranno" (Is 26,14).

Quando l'influsso della filosofia greca iniziò a farsi sentire pure in Israele, e cominciarono a divulgarsi le dottrine sull'immortalità dell'anima, verso il 200 a.C. un "predicatore" (è questo il significato del termine ebraico Qoèlet [ l’ecclesiaste] che dà il titolo al suo libro), scrisse per contestare vivacemente queste idee:

"La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora:   tutto 2 e' venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere.(Qo 3,19-21);

E ancora:
"Vi è una sorte unica per tutti, per il giusto e l'empio, per il puro e l'impuro, il buono e per il malvagio. Questo è il male in tutto ciò che avviene sotto il sole: una medesima sorte tocca a tutti” (Qo 9,2-3).


Visione pessimista che tocca il suo culmine quando proclama che:
" è meglio un cane vivo che un leone morto. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto ormai è finito” (Qo 9,4-6); "Tutto ciò che devi fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà più nulla giù nello sheol, dove stai per andare" (Qo 9,10).

Questo era quanto pensava "il predicatore" duecento anni prima di Gesù.

Non esistendo quindi un "al di là" , la retribuzione divina per il bene e il male compiuto avveniva su questa terra. Il bene era compensato con una lunga vita, abbondanza di figli, prosperità. Il male veniva punito con vita breve, sterilità e miseria, e la colpa dei padri veniva punita nei figli fino alla quarta generazione, secondo la teologia del libro del Deuteronomio: “Io “Yahvé tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano” (Dt 5,9), poi corretta all’interno dello stesso libro: “Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato” (Dt 24,16)

Il profeta Ezechiele contesta questa visione della vita ed afferma che Dio retribuisce sempre e subito le azioni dell'uomo e che ognuno è responsabile del suo agire:
“Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del padre, né il padre l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagità” (Ez 18,20).

Nella polemica interviene un autore, che è rimasto sconosciuto, il quale scrive il "Libro di Giobbe" proprio per contestare questa idea teologica dove si afferma che il buono è premiato ed il malvagio punito.

Un anonimo autore del II secolo per dare coraggio ai martiri della persecuzione religiosa del terribile Antioco Epifane introduce un nuovo, rivoluzionario elemento, quello di un ritorno alla vita , dei morti, per il giudizio finale. Resurrezione però limitata ai giusti del popolo giudaico: “Molti di quanti dormono nella polvere si desteranno: gli uni alla VITA eterna , gli altri alla vergogna ed al disprezzo senza fine" (Dn 12,1-2).

E' la prima volta che nella Bibbia compare il termine "VITA eterna". VITA eterna..
... nella Bibbia Ebraica :עוֹלָ֔ם לְחַיֵּי־י- lə hai   olam
... nella Bibbia LVXX , scritta in greco: ζωή  αἰώνιον ( Zoè aionion- VITA eterna).
Alla VITA eterna, cioè per sempre, l'autore contrappone una "ignominia perpetua", cioè una disfatta definitiva, irreversibile, il fallimento definitivo
. (l'espressione "ignominia o sconfitta perpetua" [ebr. herpat 'olam], si trova nel salmo 78,66, senza alcun senso di sopravvivenza eterna. (NOTA  : in Isaia 66,24 si menzionano "cadaveri" non " esseri risuscitati che soffrono"). Nel Secondo Libro dei Maccabei  della BIBBIA in greco, la LVXX (160 a.C.?), nel famoso racconto dell'atroce martirio della madre e dei suoi sette figli, viene espressa una fede per la resurrezione ad una "VITA nuova ed eterna" (II Mac 7,9) per i martiri, VITA però che viene esclusa per i persecutori: "per te la risurrezione non sarà per la VITA" (II Mac 7,14): ma per la morte eterna, cioè definitiva.

Queste nuove teorie però non verranno accettate, anzi verranno condannate come eretiche e rifiutate dalla gerarchia allora al potere, il gruppo dei Sadducei in quanto non contenuta nei primi cinque libri della Bibbia. ("In quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c'è resurrezione" Mt 22,23), ma se ne approprieranno i " Farisei ".

Questi elaborano per primi in maniera sistematica, la dottrina della resurrezione dei giusti. Il premio o la punizione per l'uomo vengono posticipati a dopo la morte per cui "il giusto ritornerà alla vita e il malvagio rimarrà nello "Sheol".
L'idea di resurrezione dei giusti proposta dai Farisei , viene limitata a Israele. Ne sono esclusi i pagani, i cafoni e quanti vengono seppelliti fuori della Terra Santa.

Poi - riflettendo ulteriormente - questo gruppo religioso affermerà che risorgono pure i pagani, ma per essere presentati di fronte al tribunale del giudizio e chi avrà osservato la Legge di Dio verrà ammesso nel "giardino dell'Eden" (il paradiso)
Il termine paradiso deriva dal medio-iranico pardez, che significa: giardino, parco. Traduce l'ebraico gan (giardino). Nella Bibbia dei LXX il termine traduce prevalentemente "giardino".

I malvagi verranno gettati nella " Geenna " (“valle del figlio di Hinnom”), è un burrone a sud di Gerusalemme, dove c'erano altari (tofet) nei quale venivano sacrificati i bambini in onore del dio Molok : “Hanno costruito l’altare di Tofet, nella valle di Ben-Hinnon, per bruciare nel fuoco i figli e le figlie” (Ger 7,31).

Per stroncare questo culto, la valle venne trasformata in immondezzaio di Gerusalemme, sperando che gli ebrei, che avevano l'orrore di tutto ciò che era sporco e quindi impuro, smettessero di praticare questi sacrifici umani. Col tempo questa valle divenne simbolo di punizione per i malvagi dopo morte, come leggiamo nel Talmud : "Il Santo -che benedetto sia- condanna i malvagi nella Geenna per 12 mesi. Prima li affligge col prurito, quindi col fuoco ed infine con la neve. Dopo 12 mesi i loro corpi sono distrutti, le loro anime sono bruciate e sparpagliate dal vento sotto le piante dei piedi dei giusti..." (Sanh.29b; Tos.Sanh.13,4-5)
Nell'ebraismo non esisteva e non esiste una idea di una pena eterna da scontare dopo la morte. Ma, dopo 12 mesi c'è l'annientamento della persona (anche oggi gli ebrei pregano per undici mesi per il defunto, dopodiché o è nellaVITA eterna e non ha bisogno di preghiere, oppure è morto per sempre e le preghiere sono inutili)."

L'escatolgia nei vangeli

Nella pima comunità cristiana il “Nuovo ”, il "vangelo", la Parola di Gesù era necessariamente annunciato nel linguaggio giudaico dell'epoca e il fraintendimento, l'interpretazione del messaggio di Gesù attraverso le categorie e le attese giudaiche era perciò sempre in agguato.

Nel vangelo di Gv l'espressione odos zoén in Gv 4,10 può significare: «acqua viva (//di sorgente)» (così intende la samaritana) ma anche « sorgente di VITA » (così intende Gesù).

gennethenai anothen in Gv 3,3-8 può significare: «rientrare nel seno della madre per nascere di nuovo» (così intende Nicodemo) ma anche «rinascere (UOMO) dall’acqua ( VIVA) // e dallo Spirito, cioè dall’Alto ( dal Cielo // da Dio) » (così intende Gesù)
Per questo la predicazione di Gesù annunciava l'avvento del Regno di Dio attraverso parabole , evitando di parlarne con le categorie dell'ambiente giudaico in modo da far uscire gli uditori dai loro pregiudizi. Nelle scritture cristiane per indicare la risurrezione vengono usati 2 diversi verbi .

1- egeirô = (ri)svegliare(si) ; sollevare(si) ; riportare in vita da morte . Probabilmente simile alla radice di agorà (tramite l'idea di raccogliere le proprie facoltà) . Su 144 ricorrenze, questo verbo è usato nel senso di risuscitare in 70 ricorrenze .

(1) transitivamente e letteralmente,
di una persona che sta domendo
(a) attivo: svegliare , come in :
MT 8.25 Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!
»
(b) passivo - intransitivo: svegliarsi come in:
MT 1.24 24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore
(c) in senso figurato, indicando uno stato di consapevolezza, di lucidità, diventare cosciente , fare attenzione, come in:
EF 5.14 14 Per questo sta scritto: «Svègliati, o tu che dormi, // déstati dai morti e Cristo ti illuminerà».;

(2) transitivamente e letteralmente,
l'alzarsi di una persona seduta o sdraiata
(a) attivo alzare, sollevare come in
AT 3.7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò.;
(b) passivo -intransitivo- alzarsi (in piedi) come in
(MT 9.19 Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli.;
(c ) imperativo : alzati! in piedi! come in
MC 2. 9 Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati,
o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio...

(d) in senso figurato, sollevare, guarire , come in
GC 5.15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà ...
(e) in senso figurato, riportare alla vita terrena dal regno dei morti , come in MT 10.8 Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni.
Indica la risurrezione propria di Gesù e dei santi in :
AT 5.30- Il Dio dei nostri padri ha risuscitato ( levato) Gesù , che voi avevate ucciso appendendolo alla croce.
Mt 27,52 i sepolcri si aprirono e
molti corpi di santi morti risuscitarono ( si levarono) . 53 E uscendo dai sepolcri, ...

2- anistêmianastasis =sorgere, levare .
Ricorrenze 108, di cui con significato di:
- alzare: 46
- risuscitare: 27
- risorgere: 2
- risurrezione: 1
anastasis(1) transitivamente
(a) di persone sedute o sdraiate , alzare, rimettere in piedi come in
At 9.41 Egli le diede la mano e la fece alzare;
(b) del dare vita ai morti come in
At 2.24 Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte
(1) intransitivamente,
(a) del ritornare in vita dopo essere morti come risurrezione dei cadaveri , in
MT 22,23 In quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c'è risurrezione; Ebrei 11: 35 Alcune donne
riacquistarono i loro morti per risurrezione ( 1Re 17:22-24; 2Re 4:27-37) .
(2) per metonimia, di Gesù come autore della risurrezione , come in
GV 11.25 Le disse Gesù: « Io sono la risurrezione e la VITA.
(3) in senso figurato , del passare ad un più alto stato di vita : elevarsi , come in
LC 2,34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele
Gv6, 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la VITA eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

I greci conoscevano la filosofia dell' immortalità dell'anima connaturata all'essere umano ( l'essere umano è fatto di corpo mortale e anima immortale) basata sul mito orfico/platonico ; anima che alla morte finalmente si libera del corpo.

In ambito giudaico circolavano diverse teologie quanto alla risurrezione. Paolo annunciava nei due ambienti greco e giudaico, la risurrezione di Gesù, della sua persona.

1Cor 15,1 Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi 2e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l'ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano !
cioè avete escluso che Gesù sia risorto 3A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto, cioè che
- Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture

- e che 4
fu sepolto
- e che
è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
- 5e che apparve a Cefa

[ lett.: fu visto da ]
e quindi ai Dodici
.

E' l'essenza dell'annuncio della chiesa primitiva. Probabilmente Paolo trasmette quella ricevuta dalla chiesa di Antiochia :

1-morte di Gesù ( fatto storico )

-
per i nostri peccati, cioè per vincere nell'uomo la morte causata dai peccati con il dono della Sua VITA che supera la morte , il suo Spirito .
- secondo le scritture (Mt 20,28 ) cioè secondo un progetto salvifico divino rintracciabile in alcuni (oscuri) testi dell'AT.
Non sono la scritture AT ad aver suscitato la fede nella risurrezione , ma è il fatto , attestato dai testimoni, che ha portato le prime comunità cristiane a ricercare tracce del disegno creativo/ salvifico nell'AT. At 10, 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40 ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti .
At 2,32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
At 3,15 Avete ucciso l'autore della VITA, ma Dio l'ha risuscitato dai morti
: noi ne siamo testimoni.
At 5, 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. 31Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
La risurrezione di Gesù è attestata da vari testimoni ma soprattutto dal dono dello Spirito che avveniva continuamente e visibilmente nelle prime comunità cristiane secondo la promessa di Gesù : At 1,8 ... riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra.At 2,4 e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
At 2,33 Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.
At 2,38 E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.
At 8,15 Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo;
At 8,17 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo .
At 8,18 Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro 19 dicendo: «Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo».
At 9,31 La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.
At 10,44 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando o Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola.
At 10,45 E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo;
At 10,47 «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?».
At 19,6 e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare.


2-sepoltura di Gesù

( è entrato nel Regno dei morti , ovvero è disceso agli inferi, nello Sheol) segno di una morte reale ( perdita della vita-bios e della vita-psiche)

3-risurrezione di Gesù da morte

( fatto storico attestato dai testimoni );
-il terzo giorno ( Os 6,2: Mt 12,40; Lc 24,46; At 10,40 e 13,30)
- secondo le scritture
(At 2,25ss; 13,34ss; Sal 16,8ss; Is 55,3). Morte e risurrezione di Gesù rientrano nel disegno divino di compiere la creazione ... nell'UOMO risorto  che ha la condizione umanoDIVINA definitiva. Disegno previsto da Dio ma non previsto nelle modalità storiche , le quali dipendono sempre anche dalle scelte umane . 4-le apparizioni di Gesù risorto
[ verbo horaó = fu visto da , con implicazione di coscienza vigile , rimanda ad un fatto causato da Gesù di cui si è testimoni passivi, non ad una visione soggettiva, sebbene il verbo venga usato anche nel senso di visione mentale o interiore. ] Le " apparizioni di Gesù sono segni della realtà del risorto che fanno i discepoli testimoni della sua risurrezione : coloro che lo " vedono". ( At 2,23-41; Lc 24,44ss; Gv 5,39ss) Gv 20,8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e // credette.
1 Cor 15, 6 In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora ,( quindi possono testimoniare ) mentre alcuni sono morti. 7 Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 8Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. 9Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. 


Paolo omette apparizioni alle donne ( come Maria di Magdala ) perchè nella cultura ebraica non erano ritenute testimoni attendibili.

1 Cor 15,12Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? 
Risurrezione

“Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede” source : https://www.illibraio.it/pasqua-senso-alberto-maggi-328398/?utm_source=share&utm_medium=twitter

TILC_La nostra risurrezione 12Noi dunque predichiamo che *Cristo è risuscitato dai morti. Allora come mai alcuni tra voi dicono che non vi è risurrezione dei morti? 13Ma se non c’è risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato! 14E se Cristo non è risuscitato, la nostra predicazione è senza fondamento e la vostra fede è senza valore. 15Anzi finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perché, contro Dio, abbiamo affermato che egli ha risuscitato Cristo. Ma se è vero che i morti non risuscitano, Dio non lo ha risuscitato affatto. 16Infatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è risuscitato. 17E se Cristo non è risuscitato, la vostra fede è un’illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. 18E anche i credenti in Cristo, che sono morti, sono perduti. 19Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i più infelici di tutti gli uomini. 20Ma Cristo è veramente risuscitato dai morti, primizia di risurrezione per quelli che sono morti. 21Infatti, per mezzo di un uomo è venuta la morte, e per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione. 22Come tutti gli uomini muoiono per la loro unione con Adamo, così tutti risusciteranno per la loro unione a Cristo.
Il fraintendimento... afferma perentorio Paolo ai Corinti (1 Cor 15,14). Eppure nessun evangelista dà la descrizione del momento della risurrezione del Cristo.

Questo fatto creò così tanto imbarazzo nelle comunità cristiane primitive che si rimediò a questa lacuna con un falso d’autore che ebbe un grande successo. Infatti, l’immagine tradizionale del Cristo Risorto, che esce trionfante dal sepolcro, con le guardie tramortite, non appartiene ai vangeli riconosciuti ispirati, ma a un testo apocrifo del secondo secolo, conosciuto come il Vangelo di Pietro:

“Durante la notte nella quale spuntava la domenica, mentre i soldati montavano la guardia a turno, due a due, risuonò in cielo una gran voce, videro aprirsi i cieli e scendere di lassù due uomini, in un grande splendore, e avvicinarsi alla tomba. La pietra che era stata appoggiata alla porta rotolò via da sé e si pose a lato, si aprì il sepolcro e c’entrarono i due giovani”
(Vang. Pietro 9,35-37).

Nessuno ha potuto descrivere la risurrezione del Cristo, perché neanche un solo discepolo era presente, nonostante Gesù avesse insistentemente affermato che sì, sarebbe stato ucciso, e nel modo più infamante, la crocifissione, ma poi dopo tre giorni sarebbe risuscitato (Mt 16,21; 17,22; 20,19) Ma nessuno ci ha creduto, perché nessuno desiderava veramente la sua risurrezione. La prova che il Messia era quello inviato da Dio, era che non poteva morire, perché “il Cristo rimane in eterno” (Gv 12,34).

Pertanto, se Gesù era morto, e in quel modo infamante, con la morte dei maledetti da Dio (Dt 21,23; Gal 3,13), pazienza, voleva dire che si erano sbagliati, e c’era solo da attendere il vero Messia, quello che avrebbe sbaragliato i nemici, sottomesso i popoli pagani e inaugurato il regno d’Israele.

Del resto non era la prima volta che qualche esaltato si era proclamato l’atteso liberatore, aveva iniziato la rivolta contro gli odiati Romani e il tutto era finito in un bagno di sangue, come insegnava il tragico epilogo delle insurrezioni capitanate dai vari Teuda e Giuda il Galileo, sedicenti Messia che convinsero la gente a seguirli, e quelli che lo fecero “furono dissolti e finirono nel nulla” (At 5,36-37).

In fondo meglio morto che risuscitato. Perché se Gesù era morto, era segno che non era il Messia e bisognava attenderne un altro. Ma se era risuscitato, allora addio sogni di gloria, di restaurazione del defunto regno del re Davide, della supremazia sui popoli pagani, dell’accumulo delle ricchezze delle altre nazioni, come i profeti avevano vagheggiato (“Vi nutrirete delle ricchezze delle nazioni, vi vanterete dei loro beni”, Is 61,6).

Pertanto, morto Gesù, i suoi discepoli, delusi (“Speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele…”, Lc 24,21), erano tornati alle due occupazioni di sempre, e il Risorto li deve andare a cercare uno a uno per far sperimentare loro che era veramente risorto, rimproverandoli “per la loro incredulità e durezza di cuore” (Mc 16,14; Lc 24,25).

Inutilmente Gesù nella sua vita terrena aveva parlato ai suoi discepoli del regno di Dio, perché questi capivano regno di Israele. Gesù parlava di servizio e i discepoli pensavano al potere, il Maestro insegnava a mettersi a livello degli ultimi e i discepoli litigavano tra loro per assicurarsi il posto più importante, il Signore li invitava a scendere e essi pensavano solo a salire.

Per questo il Risorto, una volta riunito i suoi, tiene loro una sorta di corso intensivo durato ben quaranta giorni “parlando delle cose riguardanti il regno di Dio” (At 1,3).

Ma niente da fare: quando l’ideologia religiosa è intrecciata con quella nazionalista, anche se si hanno orecchie per udire non si ode, e se si hanno occhi per vedere non si vede (Mc 8,18).

Infatti, al  quarantesimo giorno, i discepoli, che evidentemente non erano interessati a questo tema del regno di Dio, gli domandarono: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?” (At 1,6).

Scrive l’evangelista che a questo punto “una nube lo sottrasse ai loro occhi” (At 1,9).
Il Cristo non se n’è andato, ma sono i discepoli che sono incapaci di vederlo. Chi è mosso dal potere non può percepire l’Amore, chi pensa a sé non può riconoscere la presenza dell’Altro. Ci vorrà ancora del tempo, e quando finalmente i discepoli comprenderanno che il pane non va accumulato, ma solo spezzato e condiviso, allora si apriranno i loro occhi e riconosceranno il Cristo risorto (At 24,31) che li accompagnerà nella loro missione (Mc 16,20) ... "

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