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Gli intermediari delle rivelazioni
Sulla terra tutti gli uomini cercano la felicita. Ciò implica la liberazione dal male e dalla morte. Nella lotta contro il male e la morte essi sperimentano un limite assoluto: male e morte appaiono come forze superiori all'uomo. Da sempre essi elevano le loro mani al Cielo, all'Infinito. Il fenomeno religioso è la testimonianza o confessione di una chiamata alla vita di relazione con la divinità che si sperimenta nella rivelazione. Questa chiamata divina alla relazione non avviene direttamente ai popoli, alle comunità, ma sempre attraverso Intermediari. Gli intermediari tra
gli dèi e gli uomini che noi conosciamo nella storia sono persone che hanno
mostrato capacita' permanenti di comunicazione col divino e si possono ridurre a tre fenomenologie : sciamani, sibille, profeti o veggenti . La fenomenologia degli intermediari delle religioni ci orienta ad osservare ciò che avviene nella loro coscienza , infattio essi si presentano come uomini e donne che sperimentano stati straordinari di coscienza come una capacità permanente del loro essere La coscienza umana. Che cosa è la coscienza e come funziona? Bisogna innanzitutto osservare che
1- l’uomo è al centro dell’universo .
L'uomo è immerso in un complesso sistema di vortici energetici, energie fisiche e spirituali che provengono da tutti mondi dell'universo. Egli agisce come un coagulatore e trasformatore di queste energie .L'uomo " capta" tutte le energie del cosmo e fa qualcosa di unico , di "umano" . Ciò che egli fa di propriamente umano sono - la parola ( solo l'uomo parla) - il sorriso ( che non è il riso: anche cani e jene ridono) - la creazione ( pensiamo alle civiltà della storia fino ad oggi e le potenzialità per crearne altre). l termine coscienza deriva dal latino Cum-scire ("sapere insieme") ed è lo stato interiore di sintonia tra i tre centri dell'essere umano che permette all'uomo di elevare la propria capacità di conoscere.Si tratta della sintonia tra le tre funzioni relativamente indipendenti chiamate : L'uomo percepisce il mondo con i sensi corporei e percepisce se stesso attraverso l'attività della mente . Possiede una funzione che lo rende consapevole del mondo e di se stesso : la coscienza. A seconda dell'ambito nel quale viene osservata, la coscienza: La psicologia tradizionale indica con coscienza una funzione psichica generale -propria dell’uomo- di assimilare la conoscenza . Nella sua coscienza ( che è dunque uno stato interiore del suo essere ) l'uomo conosce ciò che percepisce. Queste tre attività rendono l'uomo un essere " capace di conoscere, intendere e volere " , cioè è un essere dotato di libertà , capace di compiere libere scelte.Per mezzo della sua coscienza l'uomo conosce il mondo e se stesso ed è capace di relazionarsi in modo libero , cioè consapevole e responsabile . Si può dire, da un certo punto di vista che l'essere umano si qualifica proprio per la sua cosicenza che lo rende libero. La trance ordinaria L'aspetto della coscienza che ci interessa osservare è quello di " stato interiore " , come un " campo di visione " di ciò che percepiamo . Nella coscienza ordinaria , quando siamo svegli , noi percepiamo il mondo e noi stessi : questo è il nostro " campo di visione ordinario" , la nostra coscienza di veglia. Quando andiamo a dormire, durante il sonno , la percezione del mondo di fatto scompare e la percezione di noi stessi cambia, spesso diventa sogno : questa è la nostra ordinaria coscienza di sonno. Dunque quando ci addormentiamo e quando ci svegliamo noi passiamo dalla coscienza di veglia alla coscienza di sonno e viceversa : sperimentiamo un cambiamento di coscienza , cioè una trance. Quando avviene un cambiamento di coscienza si ha una trance.
Ogni giorno abbiamo tutti 2 momenti di trance ordinaria : quando ci addormentiamo e quando ci svegliamo. Oltre al fenomeno delle trances ordinarie quotidiane si conoscono altre tipologie di trance che possiamo definire straordinarie. Le trances straordinarie sono legate a condizioni le più diverse in cui può venire a trovarsi una persona : patologie, traumi, avvelenamenti,danze e musiche ossessive, etc.
Gli psicologi definiscono questi stati di trance come " ...uno stato psicofisiologico caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica. Nella trance si riconoscono:- alterazioni dello stato e del comportamento normali per l'individuo,
alterazione delle abituali relazioni e delle percezioni della realtà, facoltà e doti modificate; agito incongruo, amnesia o ipermnesia. Attribuiti da alcuni psicologi a stato di trance sono anche atti dei quali non si è normalmente capaci come camminare sulle braci senza bruciarsi, subire trafitture senza sanguinare, correre rischi anche gravi senza emozioni, parlare una lingua che non si conosce. La trance estatica o Estasi L'estasi (dal greco εστάσις, ex-stasis, essere fuori) è uno stato psichico di sospensione ed elevazione della coscienza, percepita come estraniata dal corpo (da qui la sua etimologia, a indicare un "uscire fuori di sé").Secondo la mentalità occidentale la conoscenza della realtà sarebbe accessibile esclusivamente , nella coscienza, attraverso l'osservazione e l'elaborazione dei dati secondo il metodo scientifico. La conoscenza dell'universo dei nostri antenati invece era conquistata più attraverso la contemplazione che non attraverso la semplice osservazione ed elaborazione scientifica. Essa era frutto soprattutto di esperienze straordinarie di uomini e donne che- non senza battaglie interiori e sofferenze- sperimentavano nelle loro coscienze fenomeni di trance straordinaria in cui passavano dalla coscienza del nostro mondo alla coscienza di " altri mondi" . Una trance straordinaria in cui si ha una nuova coscienza che appare come estraniata dal corpo è una trance estatica o estasi.
E' descritto come uno stato di concentrazione estrema della coscienza sull’Io che produce uno stato di estremo benessere interiore. Si afferma di provare in questi momenti una sorta di extracorporeità , di annullamento della coscienza ordinaria e di identificazione della coscienza con l'Anima ( = io-anima) .
La Pizia ( una tipologia di sibilla ), sacerdotessa di Apollo che dimorava a Delfi ( Grecia) raggiungeva uno stato di estasi indotto dai vapori tossici che uscivano da una spaccatura del suolo, durante il quale proferiva gli oracoli. La Sibilla di Cuma ( Napoli) , presso gli odierni Campi Flegrei, diveniva capace di estatsi in cui prediva il futuro inalando i vapori delle solfatare. Secondo Meister Eckhart (filosofo medievale) l'estasi è una visione mistica e beatifica che avviene quando l'anima è rapita in Dio, e l'essere si annulla in un Pensiero senza più limiti né contenuto. Dio si rende "presente" all'Io umano attraverso l'anima.L' estasi divina secondo Agostino, vescovo cristiano , è la mèta naturale della ragione (= coscienza) umana : in essa Dio si rende presente alla mente (= la coscienza) ; si tratta di una comunione mistica con Dio , un'esperienza di beatitudine suprema , come per S.Paolo, Santa Teresa d'Avila, e migliaia di santi cristiani. Nelle religioni orientali, come l'induismo, il buddismo, l'estasi è il momento sacro in cui avviene l'illuminazione della coscienza da parte del divino; è una grazia, un dono divino ed è il pieno sviluppo delle potenzialità e delle qualità naturali presenti nell'individuo. Nel Taoismo l'estasi è un dono del Principio divino, la condizione dell’immortale, colui che vive in questo mondo e nei mondi divini. Secondo Plotino invece (filosofo ellenistico neoplatonico del III secolo d.C.), l'estasi non è un dono della divinità ma è una capacità dell’anima , la più elevata delle capacità umane. Plotino dice di aver raggiunto l'estasi tre o quattro volte nella sua esistenza. Viverla è infatti dato a pochissimi, in rari momenti della vita ma solo nell'estasi l'essere umano ha la rivelazione della sua condizione più vera e autentica. Dante Alighieri, nel Paradiso della Divina Commedia, di fronte alla visione beatifica di Dio , negli ultimi versi della cantica , conscio della sua ineffabilità (= impossibilità di riferirla a parole in maniera adeguata) cerca di descrivere l'estasi in questo modo : « Qual è 'l geomètra che tutto s'affige | per misurar lo cerchio, e non ritrova,| pensando, quel principio ond' elli indige, |tal era io a quella vista nova: |veder voleva come si convenne |l'imago al cerchio e come vi s'indova; | ma non eran da ciò le proprie penne: |se non che la mia mente fu percossa |da un fulgore in che sua voglia venne. |A l'alta fantasia qui mancò possa; |ma già volgeva il mio disio e 'l velle, |sì come rota ch'igualmente è mossa, |l'amor che move il sole e l'altre stelle. » (Paradiso, canto XXXIII, vv. 133-145) . L'estasi di rivelazione Se durante la trance estatica avviene una rivelazione , si ha un' estasi di rivelazione. |
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