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Gli spiriti o dèi.

Analizziamo ora uno per uno gli elementi essenziali di una rivelazione.Tutte le culture conoscono spiriti o dèi e i n tutte le culture ritroviamo una distinzione tra spiriti buoni e spiriti cattivi.

Nel linguaggio comune dell' occidente , gli spirit buoni sono Dio ( lo Spirito che si è rivelato nella storia e di cui parlano Bibbia e Corano) , gli angeli ( termine che indica in genere gli spiriti buoni che si sono rivelati e che sono diversi da Dio) , i santi . Gli spiriti cattivi sono i diavoli ( il cui capo è satana ) o angeli cattivi , e i dannati o anime infernali. Altre culture hanno altri nomi ma gli spiriti sono questi . Gli angeli buono e cattivi sono genericamente chiamati spiriti o dèi .

Sulla base delle testimonianze della preistoria e della storia  , l'antropologia del sacro ci dice che  nella percezione religiosa dei popoli,

- in "Cielo" , cioè in una dimensione diversa da quella umana, terrestre,  abitano gli dèi buoni e da sempre essi si manifestano agli uomini.

- "in Terra" abitano gli uomini. Essi hanno un bisogno costitutivo di salvezza dal male e dalla morte.

- "nel Sottoterra"   ( è una dimensione spirituale, non è il sottosuolo) abitano gli dèi o spiriti cattivi, spiriti ostili agli uomini e da sempre essi si manifestano agli uomini.

Tutte le culture operano questa distinzione. Cielo,Terra e Sottoterra sono tre dimensioni distinte ma comunicanti: esse sono collegate dall' Asse del Mondo, l' Albero Cosmico lungo il quale puo' spostarsi  consapevolmente lo spirito umano, l' io-anima di persone speciali , gli intermediari delle rivelazioni..

Miracoli e prodigi

Gli dèi si rivelano facendo miracoli o prodigi , fatti che si possono verificare.

Se una statua piange o qualcuno vola o cammina sull'acqua, questo è un prodigio (nessuno viene salvato dal male o dalla morte ), se un malato moribondo improvvisamente guarisce pienamente è un miracolo.

Gli spiriti buoni compiono miracoli e prodigi, gli spiriti cattivi compiono prodigi e malefici.

I prodigi, di per sè non indicano immediatamente se sono riconducibili a spiriti buoni o cattivi. Ci sono chiare testimonianze -ad esempio- nella Bibbia ebraica:

Es 4,2 Il Signore gli disse (a Mosè): «Che hai in mano?». Rispose: «Un bastone». 3 Riprese: «Gettalo a terra!». Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. 4 Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano e prendilo per la coda!». Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. 5 «Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe».

Es 7,10 Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente.

Prodigio compiuto dal Sacro di Dio.

Es 7,11 Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. 12 Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti.

Questo è lo stesso prodigio compiuto dal sacro Spiriti diversi da Dio .

Es 7,11 Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni.

Il Sacro di Dio è più potente del sacro degli spiriti del faraone.
I miracoli . Ne prendiamo uno potentissimo.

Giov 11- Lazzaro, amico di Gesù era morto e sepolto da 4 giorni : puzzava....Gesù fece aprire il sepolcro e ...43 gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». Giov 12,17 Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza.

Questo è un miracolo del Sacro di Dio. E' una salvezza dalla morte . Dice il cristiano S.Paolo:

1Co8,4 noi sappiamo che non esiste alcun idolo [ una statua o un simulacro che abbia il potere degli dèi, il Sacro ] al mondo e che non c'è che un Dio solo.

non c'è notizia che si sia rivelato uno spirito potente come Dio , anzi possiamo dire che Egli è l'unico ad essersi rivelato Onnipotente.

5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dèi e molti signori,

ci sono molti spiriti che si rivelano nella storia

6 per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;

ma a noi si è rivelato uno spirito che è il solo che può essere chiamato Dio, cioè Onnipotente.
Possiamo concludere che :

il prodigio è un evento straordinario che va oltre le leggi che regolano il mondo che percepiamo  ma non cambia la realtà umana mentre il miracolo cambia la realtà umana perchè salva l'uomo dal male ( nelle sue diverse manifestazioni , malattia, calamità, morte, etc) . Mentre i prodigi sono attribuibili a spiriti che rivelano un potere sia buono che malefico per l'uomo, i miracoli sono attribuibili solo a spiriti che operano il bene per l'uomo.

Dice S. Tommaso d'Aquino nella sua Summa Teologica in "Se gli angeli possano operare miracoli" (I,q.110,a.4).  partendo dalla definizione di miracolo come "fatto che si verifica fuori dall'ordine della natura", e precisamente "al di là dell'ordine di tutta la natura creata" [perciò compresa quella angelica .]

"una tale cosa può compierla soltanto Dio, perché tutto quello che opera un angelo, o qualunque altra creatura, con la propria virtù, rientra nell'ordine della natura creata, e quindi non è miracolo" (I, q. i 10, a. 4).

E'un prodigio.

"Se il miracolo - egli dice - si prende in senso stretto, allora né i demoni possono fare miracoli né alcun'altra creatura, ma Dio solo: perché il miracolo in senso stretto trascende l'ordine di tutta la natura creata, il quale abbraccia la virtù di tutte le creature. Tuttavia vengono denominati miracoli, in senso lato, anche quei fenomeni che trascendono soltanto le forze e le conoscenze dell'uomo. E in questo senso i demoni possono compiere miracoli, cioè opere tali da fare stupire gli uomini perché superiori alle loro forze e alle loro conoscenze. Dei resto anche chi compie un'impresa superiore alle capacità di un altro, induce costui ad ammirarla, dando l'impressione di compiere un miracolo".

Quindi, specificando ancora di più per quel che si riferisce alle opere diaboliche, prosegue:

"Ora, riguardo alle opere demoniache che a noi sembrano miracoli, è da notare che, sebbene non posseggano la natura del vero miracolo, sono nondimeno fatti reali. Così, per virtù dei demoni, i maghi del Faraone produssero veri serpenti e vere rane. E 'quando - ci dice S. Agostino - cadde fuoco dal cielo e distrusse i servi di Giobbe insieme con i greggi e gli armenti; e un turbine, abbattendo la casa, uccise i suoi figliuoli, queste opere compiute da Satana furono fatti reali, e non mere apparenze (De G. Dei, lib. XX, c. 19) ', (I, q. 114, a. 4).

La dottrina viene ulteriormente completata nel rispondere alla seconda difficoltà, tratta da un'opera spuria di S. Agostino (Liber XXI Sententiarum), in cui si dice che " già i maghi potevano operare miracoli, e quindi molto di più gli angeli buoni e i cattivi."

Ora S. Tommaso risponde:

"Come si è detto , miracoli veri e propri sono i fatti che trascendono l'ordine di tutta la natura creata. Ma perché noi non conosciamo tutte le forze della natura, ne segue che un fatto compiutosi fuori dell'ordine della natura da noi conosciuta, per mezzo di una virtù creata, si dica miracolo, non in senso assoluto, ma relativamente a noi. Perciò, quando i demoni compiono delle opere con le loro forze naturali, queste opere non sono miracoli in senso assoluto, ma soltanto relativamente a noi. Tali dunque sono i miracoli che i maghi compiono per mezzo dei demoni" (ad 2).

Semplificando un pò le cose , noi li chiamiamo prodigi.
Dio, Gesù, fanno miracoli e prodigi.
Angeli e demoni -per virtù propria - solo prodigi.
Angeli, e santi -per virtù di Dio- possono compiere anche miracoli. Ma solo per virtù di Dio.

Gli dèi si sono rivelati.
La rivelazione

NASCERELIGIONE

Gli dèi buoni si rivelano agli uomini per mezzo di inter-mediari che sono ricondu-cibili a tre tipologie :
- sciamani, e sciamane
- sibille
- profeti ( o profetesse)
.
Attraverso questi intermediari essi operano prodigi e miracoli .

Gli dèi " malvagi" si rivelano agli uomini per mezzo di intermediari che sono ri-conducibili a tre tipologìe :
- maghi e maghe , (sciamani , sibille o profeti che operano per il male)
- streghe e stregoni (= sciamani che operano per il male)
- medium o negromanti ( = intermediari che operano con i defunti ).
Attraverso questi intermediari essi operano prodigi e malefici.

 

L'alleanza

Gli uomini si sentono orientati nel loro sentire religioso verso le rivelazioni giacchè in esse possono vedere l'azione salvifica di un potere soprannaturale , il Sacro che - domina le forze naturali e compie prodigi e miracoli . Essi si sentono chiamati ad una relazione di alleanza con gli spiriti che si rivelano loro.

La Rivelazione non è qualcosa che passa da un soggetto (Dio) ad un altro (l’uomo): essa piuttosto è la rivelazione della esistenza di una relazione Dio-uomo , una alleanza, là dove prima c’era solo l’uomo . L'uomo non può mai parlare veramente di rivelazione se non dopo averla riconosciuta : quando egli riconosce come tale essa è già avvenuta come fatto indipendente e gratuito della divinità ; il riconoscimento è il modo umano di farla propria .

E l'uomo la fa propria oggettivandola secondo le sue strutture antropoligiche e secondo le sue forme storico-culturali. Inevitabilmente perciò le parole che riconoscono la rivelazione , il discorso del dio , sono sempre un discorso dell'uomo sul dio.

Il Fenomeno religioso presenta dunque due aspetti fondamentali (costituitivi, fondanti) e inscindibili :
- la rivelazione , cioè il miracolo o prodigio e le parole dell'intermediario (aspetto oggettivo) 
- il coinvolgimento della divinità nelle vicende umane (l'alleanza, aspetto soggettivo)

[ cf. Baccari- La rivelazione nelle religioni- 1996 ]

Attraverso i miracoli e prodigi che uno spirito opera a favore di un gruppo umano esso dimostra di essere alleato di quel gruppo nella ricerca quotidiana della felicità. In altre parole : ogni storia di rivelazioni è interpretata dal gruppo religioso che vi si affida come una chiamata ad essere in alleanza con la divinità.

L'alleanza è un altro aspetto universale delle religioni.

Tutti i popoli e le culture antiche hanno una storia perchè in qualche modo risalgono il principio della loro esistenza o/e della loro cultura , agli dèi . Secondo tutte le tradizioni antiche gli dèi hanno formato i popoli : essi prospettano anche il loro fine o la loro fine: presso la cultura greca gli dèi sono presenti all’origini delle stirpi e delle istituzioni; presso quella romana nella nascita dei fondatori della città e del popolo così come nella nascita delle istituzioni; lo stesso dicasi per lo shintoismo giapponese, il taoismo-confucianesimo. etc).alleati di quello spirito.

Tutti i popoli religiosi -in modi diversi- si ritengono popoli eletti da uno spirito a vivere nella sua alleanza .

Si dice perciò che ogni rivelazione è una chiamata alla alleanza, dentro la quale gli dèi comunicano le loro salvezze ( miracoli e prodigi).

« Se la cultura religiosa di un popolo non fosse minimamente rivelata non avremmo motivo di considerarla come religiosa. Il tratto più spiccato del carattere dei Masai ( popolo africano) è il loro orgoglio nazionale che si fonda sull'idea religiosa di essere il popolo eletto di Dio. Dio ( l'essere supremo Ngai) avrebbe creato il mondo e quanto c'è in esso solo per loro. Tutti i non-masai sarebbero sottoposti ad essi. Dio provvede ai Masai ma condanna gli altri popoli a procurarsi il cibo lavorando tra i sudori della terra. »

[ W.Bultmann- I popoli eletti, Cinisello Balsamo 1987] .

La religione

L'alleanza stabilisce nelle persone che la accolgono una comunicazione coinvolgente ; comunicazione, relazione o alleanza, che le religioni trasmettono attraverso la Tradizione affinchè tutte le generazioni possano incontrala e accoglierla  o rifiutarla, comprenderla , valutarla e confermare o negare.

La continuità di questa alleanza ( e perciò dei miracoli, delle salvezze ) è la Religione. Se le religioni non garantissero una continuità , nella storia, dell'azione salvifica degli dèi , sarebbero già sparite da tempo.

La Religione fa superare all'uomo il suo limite esistenziale e conoscitivo assoluto : dal momento che c’è stata una rivelazione è lecito attendersi ancora una possibilità di comunicazione tra il mondo divino e quello umano. Se gli dèi si sono rivelati allora è lecito per gli uomini continuare a cercarli perché continuino a compiere per loro prodigi, miracoli o malefici . Gli uomini rispondono alle rivelazioni istituendo riti , preghiere, pratiche di vita , dottrine, etc. che costituiscono le religioni. E le religioni si sviluppano nella storia.

La fede

La Rivelazione non si presenta all’uomo come qualcosa di separato da lui, un oggetto che viene passato da un dio all’uomo  e  che l'uomo ri-conosce come accettabile o no in base ai suoi pre-giudizi : la Rivelazione precede qualsiasi pre-giudizio umano perchè essa è sempre un scoperta  , una novità che irrompe nella esistenza a cui l'uomo può rispondere in modi diversi .


L'uomo può liberamente :

- accoglierla con fede
- provare rifiuto e avversione
- provare indifferenza
- provare dubbio
- sospendere il giudizio con nuovi    interrogativi

- etc.

-

Quando la persona opera una sintesi tra il proprio naturale sentimento religioso e la rivelazione che conosce criticamente allora può nascere la fede in quella rivelazione. La fede religiosa è sempre fede in una rivelazione ed è la fede che la rivelazione, il miracolo, si ripeta per la propria persona .

L'uomo vede la rivelazione ma essa non si impone alla sua ragione come qualcosa cui non si può fare a meno di credere : la rivelazione è una iniziativa degli spiriti che si propone all'uomo e questi a volte la accetta , a volte la rifiuta . Un luogo comune è che la fede sia un " dono" degli dèi : l'uomo può conoscere criticamente la proposta della rivelazione , può comprenderla con l'intelligenza, valutarla con la ragione e confermare o negare la sua scelta di fede . Che la fede non sia soltanto un dono -e dunque in qualche modo una imposizione degli dèi -lo dimostra il fatto che alcuni la accolgono, altri la rifiutano,  " a priori" .

Credenti e non credenti

La fede nella rivelazione è frutto sempre
- di una iniziativa divina che dona un fatto salvifico imprevedibile ed indeducibile,
- di una accoglienza da parte umana
- e di una comprensione, valutazione e conferma.

Credere in Dio è una espressione che non significa nulla : quale Dio? Alcuni non trovano nelle rivelazioni risposte alle loro attese salvifiche e concludono che il Mistero sia inconoscibile : sono gli agnostici.
Altri concludono che le risposte e le salvezze attese dagli uomini -se esistono- si possono trovare solo nella Natura e nell'uomo attraverso le scienze umane. Questi si definiscono atei .
Altri non danno nessuna importanza al Mistero, al problema della salvezza dal male e dalla morte, al sentimento religioso stesso, sono gli indifferenti.
Tutti costoro sono chiamati non credenti.

Altri ancora trovano risposte in una o più religioni e vi aderiscono senza praticarne i riti . Questi sono i credenti non-praticanti. Ci sono infine persone che si affidano a credenze (movimenti religiosi, magici, etc ) invece che a rivelazioni. Questi andrebbero chiamati creduloni.

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