Corso di Religione

CRISTIANESIMO
GESU'

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Cosa diceva Gesù di se stesso? Gv 10,22 Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno. 23 Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24 Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». 25 Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; 26 ma voi non credete... 30 Io e il Padre siamo una cosa sola».

31 I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.32 Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». 33 Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché  tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34 Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi?"

Questa citazione I «Voi siete dèi, siete tutti figli dell'Altissimo».è presa da Sal i 82,6, dove l'Onnipotente parla ai giudici ed ai magistrati d'Israele, ai quali, quando furono istituiti per la prima volta, egli aveva dato il nome di dei, "elohim", quali rappresentanti della sua autorità in mezzo al popolo.

In Esodo 21,6; 22,8, invece delle parole "giudici" , l'ebraico ha Elohim, o il suo equivalente Adonai; e in Salmi 82,6, l'Onnipotente "il vero Elohim", viene rappresentato quale colui che giudica gli elohim suoi rappresentanti, ossia i giudici d'Israele, rimprovera loro la mancanza di integrità, e dichiara che, quantunque li avesse chiamati dèi, a motivo dell'ufficio divino cui erano stati assunti cadrebbe su di essi il castigo delle loro offese, ed essi morrebbero, come qualunque altro figlio d'Adamo.

L'accusa dei Giudei era basata sulla violazione dell’unicità di Dio : Jhwh è l’unico Dio e Gesù, uomo, si proclamava uno con Dio. Gesù cita questo passo della Scrittura, per mostrare che già nell'Antico Testamento si preparava la via a quella unione di Dio e dell'uomo, che egli era venuto a compiere .

35 Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), 36 a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto:
Sono Figlio di Dio?
37 Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; 38 ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».

Per gli ebrei Dio è trascendente, santo: la natura umana (impura , contaminata dal male ) e quella divina non possono coesistere nella stessa persona. Gesù aveva detto qualcosa di insopportabile per un ebreo, qualcosa che era considerato bestemmia e che meritava la lapidazione.

Gesù Figlio di DioGesù Figlio di Dio è l'affermazione centrale della fede cristiana, ripetuta 54 volte nel Vangelo, e chiaramente formulata da Pietro: "Tu (Gesù) sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,16).

Nell'Antico Testamento il re discendente di Davide era considerato figlio di Dio, data la particolare relazione con lui. Anche il popolo rimasto fedele è detto figlio di Dio.

Ma a Gesù il titolo si applica nel senso proprio di filiazione naturale: Marco lo scrive fin dal suo inizio: "Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" (Mc 1,1).

Dopo la risurrezione per i discepoli Gesù è divenuto "il Signore" (in greco: Kyrios), titolo già riservato a Dio nell'Antico Testamento.

Gli evangelisti non avvertono l'esigenza di spiegare il mistero di Dio (la Trinità sarà questo il grande problema teologico della Chiesa nei sec. IV e V), ma presentano
- Gesù uguale a Dio Padre nel piano della salvezza: Gesù è Signore assoluto della propria vita che può "donare e riprendere" (Gv 10,11-18),
- è padrone delle forze della natura e del male (demoni, malattie, peccati);
- interpreta e perfeziona la legge intoccabile data da Dio a Mosè (Mt 5,21-48);
- verrà sulle nubi del cielo a giudicare l'intera umanità (Mt 25,31-46), perché a lui è dato ogni potere in cielo e in terra (Mt 28,20).

Lo sapevano gli spiriti della vera natura di Gesù :

Lu 4,41 Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».
Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era
il Cristo.
Lu 8,28 Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù,
Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».

Gesù = Salvatore  Nell'Antico Testamento era uno dei nomi di Dio: "Jhwh è salvezza

So 3,17 Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente.

Lo riconosce Maria nel Magnìficat:

"Il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore" (Lc 1,47).

Il titolo si applica a Gesù, (Mt 1,21).
A Betlemme gli angeli annunciano:

"E' nato per voi un Salvatore,
che
è il Messia Signore" (Lc 2,11).

La salvezza portata da Gesù è la salvezza dalla morte mediante il dono dello Spirito/Vita che supera la morte.
.
La Chiesa primitiva espliciterà la fede in Gesù unico Salvatore nella formula:

"Nessun altro nome è stato concesso agli uomini per il quale possiamo essere salvati"

Anche :

Ef 1, l'efficacia della Sua forza 20 che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, 21 al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro.
Fili 2:9 Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;


Gesù aveva fatto molti miracoli : guarigioni, esorcismi, ha rianimato i cadaveri etc. Giovanni discepolo è stato testimone oculare di questi eventi e li ha raccontati durante la sua predicazione.

I discepoli di Giovanni hanno poi scritto molte cose dette da Giovanni , alcuni di loro o qualcuno di loro ha poi redatto il IV vangelo. Nel " vangelo di Giovanni" , verso la fine del testo, viene detto a riguardo delle opere di Gesù:

Gv 20,30 Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.

Gesù aveva fatto durante la sua vita terrena molti miracoli ma coloro che hanno scritto delle sue opere sulla base delle testimonianze dei suoi discepoli non hanno ritenuto necessario raccontarle tutte, perche? Il Vangelo di Giovanni dice che i miracoli di Gesù hanno il significato di "segni". Segni di che cosa?

Gv 20,31 Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio

I miracoli che gli evangelisti testimoniano alle generazioni sono segni della divinità di Gesù che vuole portare l'umanità a guarigione e perfezione/felicità.

Gesù agiva con un potere uguale a quello che Dio aveva manifestato nella lunga storia di alleanza con il popolo di Israele.


Le sue rivelazioni, i suoi miracoli sono solo segni di una miracolo , di una Rivelazione ancora più grande. Una rivelazione che sta alla base di tutte le rivelazioni divine : Lui stesso, Gesù , il figlio di Dio è attivo nella storia per portare a perfezione definitiva l'umanità.

Giovanni, insieme agli altri testimoni annuncia Gesù Rivelazione vivente perchè gli uomini la accolgano ed aderiscano ad essa :


Gv 20,31 perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio
31 e perché, credendo, abbiate la Vita nel suo nome.

Affidarsi a Gesù risorto, Rivelazione vivente ,significa ricevere da Lui la Vita che supera la morte , cioè la salvezza definitiva della umanità dalla morte .

CUCC
430 Gesù in ebraico significa: “Dio salva”. Al momento dell'Annunciazione, l'angelo Gabriele dice che il suo nome proprio sarà Gesù, nome che esprime ad un tempo la sua identità e la sua missione [Cf Lc 1,31 ]. Poiché Dio solo può rimettere i peccati, [Cf Mc 2,7 ] è lui che, in Gesù, il suo Figlio eterno fatto uomo, “salverà il suo popolo dai suoi peccati” ( Mt 1,21 ). Così, in Gesù, Dio ricapitola tutta la sua storia di salvezza a vantaggio degli uomini.

 433 Il Nome del Dio Salvatore era invocato una sola volta all'anno, per l'espiazione dei peccati d'Israele, dal sommo sacerdote, dopo che questi aveva asperso col sangue del sacrificio il propiziatorio del Santo dei Santi [Cf Lv 16,15-16; Sir 50,20; Eb 9,7 ]. Il Il propiziatorio era il luogo della presenza di Dio [Cf Es 25,22; Lv 16,2; Nm 7,89; Eb 9,5 ]. Quando san Paolo dice di Gesù che “Dio l'ha stabilito a servire come strumento di espiazione... nel suo sangue” ( Rm 3,25 ), intende affermare che nella sua umanità “era Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo” ( 2Cor 5,19 ).

 432 Il nome di Gesù significa che il Nome stesso di Dio è presente nella persona del Figlio suo [Cf At 5,41; 3Gv 1,7 ] fatto uomo per l'universale e definitiva Redenzione dei peccati. E' il nome divino che solo reca la salvezza, [Cf Gv 3,18; At 2,21 ] e può ormai essere invocato da tutti perché, mediante l'Incarnazione, egli si è unito a tutti gli uomini [Cf Rm 10,6-13 ] in modo tale che “non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” ( At 4,12 ) [Cf At 9,14; Gc 2,7 ].


 434 La Risurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore [Cf Gv 12,28 ] perché ormai è il nome di Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza del “Nome che è al di sopra di ogni altro nome” ( Fil 2,9-10 ). Gli spiriti malvagi temono il suo nome [Cf At 16,16-18; At 19,13-16 ] ed è nel suo nome che i discepoli di Gesù compiono miracoli; [Cf Mc 16,17 ] infatti tutto ciò che essi chiedono al Padre nel suo nome, il Padre lo concede [Cf Gv 15,16 ].

 435 Il nome di Gesù è al centro della preghiera cristiana. Tutte le orazioni liturgiche terminano con la formula “per Dominum nostrum Jesum Christum... - per il nostro Signore Gesù Cristo...”. L' “Ave, Maria” culmina in “e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù”. La preghiera del cuore, consueta presso gli orientali è chiamata “preghiera di Gesù”, dice: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”. Parecchi cristiani muoiono con la sola parola “Gesù” sulle labbra, come santa Giovanna d'Arco.     
 

Gesù agnello di Dio Giov 1,29 Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!

L'immolazione dell'agnello è un rito di sacrificio che appartiene al periodo pastorizio delle tribù confluite nel popolo di Israele. E' un tipico rito di sacrificio dei popoli nomadi che prima della transumanza immolano la notte un agnello e aspergono con il suo sangue i sostegni della tenda ( stipiti) per proteggere uomini e animali dagli attacchi degli spiriti malvagi.

Questo rito pastorizio viene poi connesso con l'esperienza dell'esodo dall'Egitto .

Nel giorno precedente la Pasqua ebraica, il venerdi pomeriggio , si compie il sacrificio di un agnello. E' il centro dei riti della Pasqua,ed era prescritto che non gli fosse spezzato alcun osso. Il suo sangue viene spruzzato sugli stipiti delle case per tenere lontano l'angelo sterminatore.

Poi l'agnello, cotto, viene mangiato in ogni famiglia. Il sangue dell'agnello- sacrificio veniva spruzzato anche dal Sommo Sacerdote sul coperchio dell'arca dell'alleanza ( il propiziatorio) custodita nel Santo del Santuario del Tempio per implorare l'espiazione dei peccati del popolo.

Gesù morì sulla croce proprio il venerdi pomeriggio e con la morte il suo sangue ha sprigionato la Vita che conteneva, lo Spirito divino.

Per l'efficacia salvifica che dimostra, viene subito connesso con il sangue dell'agnello dell'espiazione dei peccati del popolo.

1Pt 1, 18 Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, 19 ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia.
Ro 3,25 Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue.


Gesù è il vero agnello pasquale immolato nella Parascéve : sparse il suo sangue "in riscatto" per tutti.

Gesù è l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! (Giov 1,29)

L' Apocalisse , l'ultimo libro del Nuovo Testamento, presenta Gesù come l'Agnello immolato ma risuscitato e assiso sul trono di Dio: è la figura del Servo, sacrificato ma vincitore e salvatore .

Ap 5,6 Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato....11 Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia 12 e dicevano a gran voce: «L'Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione». 13 Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli».
Ap 7,17 perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».

 
Al centro della storia c'è Gesù, l'Agnello glorificato che salva :

Ap 7,10 «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello».

La Nuova Gerusalemme , il Paradiso è la città dell'Agnello :

Ap 21,14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello.
Ap 21,22 Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio.
Ap 21,23 La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello.
Ap 21,27 Non entrerà in essa nulla d'impuro, né chi commette abominio o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.
Ap 22,1 Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello.
Ap 22,3 E non vi sarà più maledizione. Il trono di Dio e dell'Agnello sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;


Gesù servo di Dio La stessa parola aramàica per agnello può significare anche Servo.

Servo di Dio è detto un personaggio misterioso, protagonista di quattro celebri "carmi" del libro di Isaìa ( Is 52  e 53 ): la sua missione non riguarda solo Israele ma tutti i popoli;ad essa egli si dedica senza riserve, incontrando dure ostilità; la sua vita si conclude tragicamente ma egli sarà glorioso dopo la morte e così salverà gli uomini.

E' difficile dire a chi si riferisce Isaìa: forse a un profeta perseguitato, forse allo stesso popolo d'Israele...ma già gli antichi commentatori vi vedevano l'immagine del Messia tanto atteso.
Il Vangelo applica ripetutamente a Gesù i testi di Isaìa (Mt 8,17; Mt 12,18-21), leggendovi l'anticipazione profetica della sua missione di Messia e della sua fine "scandalosa" ma redentrice sulla croce.

Gesù si presenta come

"colui che è venuto non per essere servito, ma per servire
// e
dare la sua vita in riscatto per molti" (Mc 10,45)

Sul suo modello devono conformarsi i suoi discepoli:
"Io vi ho dato l'esempio -
dice lavando loro i piedi
affinché come ho fatto io così facciate anche voi" (Gv 13,12-14). 

Gesù redentore Redentore  (ebraico Goèl).

Era chiamato così il parente che chiedeva giustizia per un ucciso; poi chi pagava il riscatto per affrancare dalla schiavitù (un dovere per i parenti prossimi).

Nell'Antico Testamento Dio è invocato come redentore, che reclama giustizia per i suoi, li riscatta dalla schiavitù d'Egitto, recupera i debiti della loro miseria facendone un popolo libero nella terra promessa.

Gesù è il redentore in senso pieno perché libera l'umanità dalla schiavitù del peccato e offre la sua vita "in riscatto" per tutti i suoi fratelli schiavi del peccato (Mt 20,28).

Il titolo di redentore, divenuto abituale nel linguaggio cristiano, non figura nel Vangelo ove però è sottolineata la morte redentrice e sacrificale di Gesù.

Gesù primizia dei risorti 1Co 15,20 Cristo è risuscitato dai morti,
primizia di coloro che sono morti.

primizia dei morti risorti perchè con Lui sono risorti i giusti di Israele:

Mt 27, 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò. 51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono,
52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.
53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.

I primi cristiani si erano subito chiesti se Gesù era veramente morto oppure era stata una finzione. Coloro che si sono preoccupati delle testimonianze oculari, come l'evangelista Giovanni ,  hanno raccolto quella di un soldato romano e di testimoni che lo hanno visto infilare la sua lancia sotto le costole di Gesù in croce, fino al cuore per vedere se era già morto oppure se doveva spezzargli le gambe per interrompere l'agonia e farlo morire subito per soffocamento.

Giov 19,34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

Gesù era già morto, come attesta questo soldato e come attesta il discepolo Giovanni :

35 Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.
36 Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso.
37 E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.


Il suo cadavere viene collocato nella tomba prima del tramonto di un venerdì e alle prime luci della omenica è scomparso . I suoi discepoli lo hanno rubato e fatto sparire per poter dire che era risorto

Da subito questa diceria si era diffusa ma subito quella domenica viene smentita, come attesta anche il rabbino Paolo poi diventato cristiano:

1 Cor 3,3 Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, 4 fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, 5 e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
6 In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.
7 Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 8 Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
9 Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.


Paolo afferma tutto questo quando i testimoni oculari sono ancora vivi.
Gesù continua ad apparire ai suoi discepoli per un periodo , 40 giorni come attestano gli altri vangeli.

E' scritto che mangia con loro, parla con loro, insegna loro nuove cose, affida loro una missione. Non è un fantasma, è l'uomodio risorto, eterno, non muore più, non è più soggetto al tempo ed alla morte .

Luca :

Atti 1,1 Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio
2 fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli
fu assunto in cielo.3 Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.
...6 Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?».
7 Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta,
8 ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».9 Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10 E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11 «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».


Tutti i suoi salvati cui dona la Vita risorgeranno:

Gv 5,22 il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio...
24 In verità, in verità vi dico:

chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,
ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,

[ perchè è già giudicato e salvato dalla sua scelta di ascoltare e dare la Parola del Vangelo]
ma è passato dalla morte alla vita.
[da un destino di morte ad una destinazione di Vita che supera la morte ]
Infatti

Gv 6, 54 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna
e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre,
così anche colui che mangia di me vivrà per me.


Gesù " il Signore "
Signore (ebraico Adonài; greco Kyrios; latino Dominus) significa padrone, dominatore su un paese o su dei servi.

Gli dèi erano venerati come "signori del paese". Da generico attributo divino divenne nome del Dio biblico sostituendo il nome sacro Jhwh  che per rispetto non si pronunciava mai (dall'unione delle consonanti di Jhwh con le vocali di Adonài è nata l'errata dizione "Jahowah", Gèova).

Nel Vangelo l'invocazione "Signore", da semplice titolo di cortesia (Gv 4,11), diventa esplicito riconoscimento della divinità del Risorto (Gv 21,7), e la Chiesa primitiva fa dell'affermazione "Gesù è il Signore" la professione di fede in opposizione al culto ufficiale che riconosceva Signore l'imperatore di Roma.

"E' nato per voi un Salvatore, che è il Messia Signore" (Lc 2,11)

Mc 16,19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.Mc 16,20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

Per la sua chiarezza il titolo di Signore è divenuto usuale nella liturgia cristiana ("Kyrie elèison", Signore pietà; Il Signore sia con voi...), e resta nell'Apocalisse come espressione di speranza dell'umanità: "Marana-tà" (Signore, vieni).

Gesù il Santo di Dio In Gesù, Dio si è rivelato in pienezza : Gesù è Dio-che-salva il suo popolo dando la vita eterna che è nel Figlio. Solo questo Dio ha fatto agli uomini una tale promessa.

Quando Gesù dirà ai suoi discepoli che sarebbe diventato per loro " cibo di vita eterna" molti di essi lo presero per matto e se ne andarono. Alcuni rimasero :

Gv 6, 67 Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna; 69 noi abbiamo creduto e conosciuto che
tu sei il Santo di Dio».

Questa confessione di fede di Pietro è il fondamento della fede cristiana :

Mt 16, 13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». 14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».

16 Rispose Simon Pietro: «
Tu sei il Cristo [ messia, Re ], il Figlio del Dio vivente».17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Gesù è Dio
CUCC
234 Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. E' il mistero di Dio in se stesso. E' quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina.
237 La Trinità è un mistero della fede in senso stretto, uno dei “misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono divinamente rivelati” [Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3015]. Indubbiamente Dio ha lasciato tracce del suo essere trinitario nell'opera della creazione e nella sua Rivelazione lungo il corso dell'Antico Testamento. Ma l'intimità del suo Essere come Trinità Santa costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione, come pure alla fede d'Israele, prima dell'Incarnazione del Figlio di Dio e dell'invio dello Spirito Santo.

Trinità è una parola della teologia che esprime la fede cristiana in "un Dio solo il tre Persone uguali e distinte".

Nel Vangelo non si parla della Trinità, ma se ne annuncia progressivamente il mistero, fino alla formula esplicita:

"Andate, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo" (Mt 28,19).

CUCC
233 I cristiani sono battezzati “nel nome” - e non “nei nomi” - del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; [Professione di fede del papa Vigilio nel 552: Denz. -Schönm., 415] infatti non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità.

La rivelazione biblica è paziente e anche la fede trinitaria è stata annunciata come un fatto, non come una dottrina: così si afferma tante volte che Gesù è Figlio di Dio, "concepito per opera dello Spirito Santo" (Mt 1,18); è l'unigenito del Padre (Mt 3,17), una sola cosa con il Padre (Gv 10,32-39; 14,8-11); compie le opere del Padre, che sono le opere di Dio, e i miracoli ne sono una prova; esercita il potere di rimettere i peccati, riservato a Dio solo (Mc 1,6).

L'opera di Gesù e del Padre continua attraverso il dono dello Spirito inviato "nel suo nome" (Gv 14,26-31).

Lc 3, 21 Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì 22 e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto»."Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito" (Gv 14,16).
Ga 4,6 Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!


La teologia ha còlto il mistero di Dio uno-e-trino come un mistero di comunione: Dio si dona e si comunica come Padre, è donato e comunicato come Figlio, è dono e comunicazione d'amore come Spirito Santo.

La Bibbia dice che "Dio è amore": si può tentare di penetrare il mistero trinitario vedendo nel Padre l'amore che si dona, nel Figlio l'amore che accoglie, nello Spirito l'amore che unisce.

A volte, per semplificare la dottrina trinitaria, si dice che il Padre è Creatore, il Figlio è Redentore, lo Spirito è Santificatore: sono modi di dire limitati e inesatti, in quanto Dio è uno solo, e non si può dividere la sua opera come se fossero tre diverse divinità.



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